Fedi Disarmate: l’appello per il rilascio della Sumud Land Convoy
«Profonda preoccupazione per quanto sta accadendo ai partecipanti della Global Sumud Land Convoy, il convoglio internazionale che intende raggiungere Gaza portando aiuti umanitari»
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Fedi Disarmate, di cui fanno parte il gruppo di servizio “Ambasciatori e ambasciatrici di pace” dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI), la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e il Centro interconfessionale per la pace (CIPAX).
Fedi Disarmate esprime profonda preoccupazione per quanto sta accadendo ai partecipanti della Global Sumud Land Convoy, il convoglio internazionale che intende raggiungere Gaza portando aiuti umanitari attraverso il Nord Africa. Diversi attivisti e attiviste provenienti da vari paesi sono stati fermati in Libia il 24 maggio durante il tentativo di proseguire il viaggio verso il valico di Rafah. Alcuni risultano tuttora sottoposti a procedimenti e restrizioni della libertà personale.
Tra loro vi sono anche cittadini italiani: Domenico Centrone, 33 anni, originario di Molfetta, e Leonarda Alberizia, piemontese. Entrambi sono parte della Global Sumud Land Convoy, l’iniziativa che mira a trasportare aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza via terra. I due sono stati fermati domenica insieme ad altri attivisti nella Libia orientale mentre cercavano di negoziare il passaggio di duecento persone, sette ambulanze e dieci camion carichi di aiuti attraverso la Cirenaica.
Riteniamo indispensabile che siano garantite l’incolumità delle persone fermate, il pieno accesso all’assistenza consolare, il rispetto dei diritti fondamentali e procedure trasparenti conformi al diritto internazionale.
Come donne e uomini appartenenti a una tradizione culturale e spirituale di pace e nonviolenza non possiamo restare indifferenti davanti alla sofferenza della popolazione civile di Gaza, né davanti agli ostacoli che incontrano coloro che, con mezzi dichiaratamente nonviolenti, cercano di portare soccorso umanitario.
Chiediamo alle autorità competenti di adoperarsi affinché la situazione venga risolta rapidamente e pacificamente, e rinnoviamo il nostro appello affinché siano garantiti l’accesso agli aiuti umanitari, la protezione dei civili e il rispetto della dignità di ogni persona. La pace non nasce dall’indifferenza ma dalla responsabilità, dalla giustizia e dal riconoscimento dell’umanità dell’altro, che è nostro fratello, nostra sorella.
Firmato
AMBASCIATRI E AMBASCIATRICI DI PACE UCEBI
CIPAX
GLAM FCEI