Dall’aspirazione all’azione: il futuro della lotta alla povertà nell’UE

Le parole di Eurodiaconia sulla strategia europea contro le povertà

 

Mercoledì 6 maggio, la Commissione europea ha pubblicato la prima Strategia europea contro la povertà, nell’ambito di un più ampio pacchetto di misure sociali. Eurodiaconia, organizzazione che raggruppa varie realtà sociali delle chiese protestanti europee fra cui la Diaconia valdese,  «apprezza il riconoscimento da parte della Commissione delle sfide odierne e lo considera un passo avanti cruciale, ma deplora che la Strategia si basi principalmente su iniziative non legislative, non sia collegata in modo significativo al Pilastro europeo dei diritti sociali (EPSR) e non sia supportata da finanziamenti adeguati».

 

«La Strategia anti-povertà – si legge in una dichiarazione ufficiale di Eurodiaconia – sarà fondamentale per prevenire e alleviare la povertà in generale. È importante sottolineare che i documenti di accompagnamento affrontano alcune delle dimensioni più urgenti, come la povertà infantile (Rafforzamento della Garanzia europea per l’infanzia), la mancanza di una dimora fissa (Raccomandazioni del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa) e l’inclusione delle persone con disabilità (Strategia rafforzata per le persone con disabilità)».


Eurodiaconia accoglie con favore il riconoscimento da parte della Commissione delle sfide odierne. L’attenzione ai servizi integrati e incentrati sulla persona, sottolineata sia nella Strategia che nei documenti di accompagnamento, «rappresenta un passo avanti cruciale. Solo ponendo le persone, le famiglie e i loro bisogni al centro, i sistemi di welfare possono realizzare cambiamenti significativi».


«Tuttavia – si legge ancora-, ci rammarichiamo che la Strategia non sia collegata in modo significativo al Pilastro europeo dei diritti sociali (EPSR). L’assenza di meccanismi di attuazione vincolanti fa sì che gli impegni fondamentali dell’EPSR in materia di pari opportunità, non discriminazione e inclusione sociale rimangano aspirazioni piuttosto che vincolanti. Inoltre, poiché la strategia ha una natura discrezionale piuttosto che obbligatoria la sua attuazione sarà probabilmente disomogenea in tutta l’Ue».

 

Il riconoscimento dei diversi fattori che contribuiscono alla povertà è fondamentale per affrontare le cause profonde della privazione e dell’esclusione. Il riconoscimento, da parte della Strategia, che la povertà non è determinata solo dal reddito, ma anche dalla discriminazione e dallo stigma, è per Eurodiaconia «un passo positivo».

La presentazione di dati concreti su donne, rom, persone nate al di fuori dell’UE, persone con disabilità e persone LGBTIQ+ porta finalmente l’attenzione sulla dimensione discriminatoria della povertà. «Questo riconoscimento deve ora tradursi in azioni concrete. Nonostante la Strategia contro la povertà sottolinei la necessità di un collegamento con altri quadri di riferimento europei, come la Strategia per la parità di genere, la Strategia contro il razzismo o il Quadro strategico per i rom, manca ancora un collegamento dedicato e operativo. Esiste il rischio concreto che i quadri di riferimento si rimandino reciprocamente le responsabilità anziché collaborare, con la conseguenza che i più emarginati, come i migranti senza documenti e coloro che subiscono molteplici forme di discriminazione, si trovino al di fuori delle strategie e non vengano adeguatamente inclusi. Per implementare efficacemente questi modelli, è essenziale superare la compartimentazione in cui spesso operano e fornire una risposta coordinata attraverso meccanismi di coerenza»,

 

«Accogliamo con favore il riconoscimento, da parte della strategia, del ruolo significativo dei servizi sociali nel fornire sostegno al benessere e nel prevenire la caduta in povertà. I ​​piani della Commissione relativi ai servizi sociali rappresentano un passo nella giusta direzione, se combinati con un ecosistema favorevole che consenta la continuità dell’erogazione dei servizi sociali».

 

Il testo continua : «Il finanziamento della lotta alla povertà è una parte cruciale del processo. Tuttavia, la strategia si basa su strumenti esistenti e non prevede nuove linee di bilancio dedicate. Questa assenza di nuovi finanziamenti si verifica in un momento in cui il prossimo Quadro finanziario pluriennale rischia di ridurre significativamente la spesa sociale, astenendosi al contempo da finanziamenti vincolati e specifici a sostegno dell’attuazione della strategia. Inoltre, pur apprezzando l’appello a misure congiunte, il finanziamento dei servizi sociali e delle attività governative volte a combattere la povertà con denaro privato potrebbe portare all’esternalizzazione delle responsabilità pubbliche ad attori a scopo di lucro, spostando le priorità dalla qualità dell’erogazione alla massimizzazione del profitto. Tali collaborazioni devono pertanto essere accompagnate da solide garanzie e da quadri di qualità e includere attori della società civile e fornitori di servizi sociali.


Il collegamento tra la Strategia e il Semestre europeo è fortemente necessario, così come il chiaro invito della Commissione europea agli Stati membri ad intensificare l’attuazione delle Raccomandazioni specifiche per paese. Tuttavia, la Strategia contro la povertà non prevede un meccanismo per modificare il predominio delle politiche fiscali sulle priorità sociali all’interno del Semestre europeo. Ciò comporta il rischio di marginalizzare il modello sociale europeo nell’ambito degli sforzi di coordinamento delle politiche del Semestre.
Inoltre, il Quadro di valutazione sociale non affronta adeguatamente i fattori chiave che contribuiscono alla disuguaglianza, come l’alloggio, la mancanza di una dimora fissa e la discriminazione».