La benedizione di Dio

Un giorno una parola – commento a Numeri 6, 26

 

 

Il Signore volga verso di te il suo volto e ti dia la pace!

Numeri 6, 26

 

 

Il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre» è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di Gesù Cristo

II Corinzi 4, 6

 

Questa è forse la più classica delle benedizioni contenute nella Bibbia ed è anche la più bella, strutturata com’è in tre versi che, come in un crescendo, descrivono la benedizione di Dio che entra in ogni aspetto della vita. Due sono le promesse contenute in essa: la vicinanza di Dio e la pace.

 

«Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te», riportano le traduzioni più classiche. Questa immagine della luce che splende sul volto di Dio ci dà il senso della rivelazione, del calore della sua presenza che porta al rinnovarsi della vita e lo splendore della gioia. La Traduzione Interconfessionale (TILC) riporta un’espressione ancora più tenera: «Il Signore ti sorrida con bontà», esprimendo così in modo più diretto il senso della benevolenza del Signore che non si comporta nei confronti degli esseri umani secondo i loro peccati, ma donando quella grazia che abbiamo conosciuto in Gesù Cristo. Pensarlo come il padre amorevole che ci viene incontro e che ci permette di sperimentare una vita piena e serena ci aiuta a vivere relazioni più forti e libere con noi stessi e con gli altri.

 

Lo scopo ultimo della benedizione divina è poi riassunto nella parola con cui termina la formula stessa di Numeri: l’ebraico shalom, pace. Questa parola non indica solo l’assenza di conflitti, ma prosperità, felicità, salvezza, ogni cosa bella che possiamo pensare e sperare. Un famoso rabbino ha detto che la Berakhà (benedizione) dei sacerdoti inizia con l’espressione “ti benedica il Signore…” e finisce con lo Shalom “e ponga su di te la pace”: questo sottolinea il fatto che il Signore non trova veicolo migliore per il “trasporto” della benedizione che lo Shalom, la pace. E conclude: ciò significa che, se vogliamo attenderci abbondante misura di benedizione dall’alto, occorre che ci provvediamo di un contenitore per il trasporto, che è lo Shalom. Senza Shalom, non può arrivare la benedizione. Amen.