La cura durante la guerra di Resistenza nel Pinerolese (1943-1945)

Una nuova mostra sarà inaugurata domenica 26 aprile alla Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice

 

Domenica 26 aprile alla Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice si inaugura una nuova mostra dal tema davvero particolare, tanto cruciale quanto trascurato: le cure sanitarie durante la guerra di Resistenza nelle valli valdesi, 1943-45.

Un modo inusuale di parlare del 25 Aprile, raccontando come si curavano in un periodo di guerra, lotta armata e precarietà di vita, non solo i partigiani, ma anche i nazifascisti, la popolazione locale e sfollata.

Ce ne parla Davide Rosso, direttore della Fondazione, che ha ideato e curato la mostra. Nella memoria della seconda guerra mondiale, osserva, si tende a parlare dei partigiani in azione, o feriti e caduti, ma difficilmente si raccontano le cure: «Quindi l’idea è stata di cominciare a esplorare questo mondo, provare a capire se qualcuno aveva scritto qualcosa a riguardo. Siamo partiti dall’idea di fare una piccola mostra, poi abbiamo raccolto molto materiale e quindi, alla fine, non è tanto piccola!». Ce ne sarebbe da scrivere un libro… «Chissà?», ammicca Rosso, intanto il primo passo sarà un articolo su La Beidana.

 

Pur non essendoci un documento specifico sul tema, osserva Rosso, cominciando a «spulciare fra racconti, cartelle cliniche, giornali e periodici, è venuto fuori un mare di materiale. Il problema era assemblarlo» e dargli un filo logico.

Dalle ricerche emerge un sistema ben organizzato di medici e infermieri (e infermiere) formati sul territorio, che assistevano i feriti e i malati: «Leggendo la relazione della Ciov (la commissione che gestiva gli ospedali valdesi) del periodo ’43-’45, si vede che gli ospedali hanno giocato un ruolo non marginale nella cura, più scontata per i fascisti e i tedeschi feriti, ma anche per i partigiani. I due mondi in qualche modo si incontravano senza vedersi, uno dei ruoli delle diaconesse che gestivano la cura all’ospedale valdese di Torre Pellice e di Pomaretto era quello di non farli incontrare: a Torre Pellice c’era un padiglione per la Tbc con un grosso cartello “Achtung Tbc”, che serviva a tenere fuori i tedeschi, e i partigiani venivano curati lì, chiaramente».

 

C’è poi la dimensione dei civili: un aspetto a cui in genere non si pensa, ricorda Rosso, è la modifica degli equilibri tra abitanti e sanitari, tra sani e malati, che riguarda sia gli ospedali valdesi, sia il Mauriziano di Luserna e il Civile di Pinerolo. Gli ospedali subiscono la pressione prima dei militari che stavano andando in Francia, poi degli sfollati in seguito ai bombardamenti. Un aspetto positivo, in questo contesto così tragico, è l’aumento delle nascite in ospedale, legate al fatto che molte donne si ritrovavano fuori dal proprio contesto familiare e si recavano quindi in ospedale per partorire.

Tanti aspetti, tante storie che rendono questo periodo vicino all’oggi, alle situazioni di guerra e sfollamento, in cui gli ospedali spesso diventano bersagli, ma sono anche luoghi di resistenza e umanità.

 

Se la ricerca è stata un percorso personale , fondamentale è stato l’apporto di altri nella realizzazione della mostra (sostenuta anche dall’Anpi), perché il rischio, osserva il curatore, era di voler mettere troppo testo scritto… Sono quindi stati inseriti, grazie alla collaborazione di Matteo Ficara, Andrea Geymet, Enrica Morra, Giacomo Rosso, Laura Vicquéry, numerosi testi, audio e video, che si potranno fruire tramite smartphone e QR code, o attraverso una app che include anche contenuti extra.

 

L’invito è quindi ad andare domenica 26 aprile alle 16 all’inaugurazione della mostra (che sarà visitabile fino al 29 novembre, dal giovedì alla domenica 15-18,30), con visita guidata che sostituisce la consueta visita al museo prevista ogni ultima domenica del mese. Alle 17,15 ci sarà inoltre lo spettacolo del teatro delle ombre, rivolto ai bambini (ma non solo!), sempre sul tema della Resistenza, al quale però occorre iscriversi contattando la mail [email protected].