L’immenso progetto di misericordia e vita di Dio
Un giorno una parola – commento a Salmo 146, 5 e Matteo 6, 27-28
“Beato colui che ha per aiuto il Dio di Giacobbe e la cui speranza è nel Signore, suo Dio”
Salmo 146, 5
Poi prese un calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati
Matteo 6, 27-28
Aiuto, speranza e perdono sono le tre parole che caratterizzano i due testi biblici odierni.
Le tre parole rappresentano la risposta del Signore alla condizione umana più travagliata.
Il Signore agisce, soccorrendo e donando fiducia e grazia.
Sereno, contento e gioioso è l’essere umano che Dio è venuto a liberare. Tra i due testi biblici c’è un nesso non casuale, bensì frutto di un progetto immenso di misericordia e vita.
II Dio di Giacobbe ci ha raggiunto in Gesù Cristo, il Messia che ha compiuto l’opera di salvezza oltre ogni ostacolo. È stata superata la barriera che separava l’umanità, non esiste più nessuna creatura destinata a vivere senza speranza, vagando senza Dio nel mondo.
L’umanità è stata riconciliata con Dio nel patto compiuto dal Messia, Cristo Gesù. Si tratta dell’Alleanza decisa da Dio perché si realizzi il perdono dei peccati nel segno della comunione indicata dallo spezzare il pane e bere il vino dal calice.
Coloro che partecipano alla mensa del Signore sono beati, perché il tempo della solitudine è terminato; ora un legame di amore ci unisce a Dio grazie all’opera generosa del Messia.
Il prezzo del patto è stato pagato da Dio in Cristo: la salvezza è quindi grazia, dono di Dio.
La beatitudine del Salmo 146, 5 ha un’origine meravigliosa che noi riconosciamo e cantiamo con le parole dell’inno 48, dell’Innario cristiano, “Grazia Meravigliosa – Amazing Grace” composto da John Newton (1725-1807). Newton, già marinaio nelle navi negriere, si convertì e divenne pastore anglicano, impegnandosi per l’abolizione della schiavitù.
L’inno termina con le parole: «Perfetta grazia del Signor! Sostegno mio fedel, che viene il male a cancellar e il mondo a rinnovar”. Amen.