Uno sportello di ascolto con la chiesa valdese di Firenze
Aiuto e supporto per chi si trova in difficoltà, un servizio della Diaconia valdese
Sara Fucile, operatrice socio-legale della Diaconia valdese (Servizi Inclusione), ne gestisce lo sportello sociale (Community Center, uno dei 13 a livello nazionale) a Firenze, ed è anche referente dello sportello di ascolto della chiesa valdese locale.
I Community Center nascono come supporto di orientamento legale e lavorativo per persone straniere, ma ogni territorio ha le sue esigenze… Per esempio, a Firenze, spiega, «la questione casa è una vera e propria emergenza, quindi la prima necessità spesso è di aiuto nella ricerca della casa o di inserimenti in struttura. Tantissimi vengono anche per i pacchi alimentari: io lavoro su questo servizio da circa tre anni e il bacino di utenza si è allargato molto».
– Di che numeri parliamo?
«Mensilmente, una cinquantina-sessantina fra segretariato sociale e sportello lavoro, poi spesso gli utenti che si affacciano per la ricerca lavoro poi vengono da me perché non hanno i documenti o ci sono delle questioni legate all’Inps o all’Agenzia delle Entrate».
– Veniamo allo sportello della chiesa valdese, in via Manzoni 21: in che cosa consiste e chi sono gli utenti?
«Mentre lo sportello del community center (aperto dal lunedì al venerdì) è incentrato sul segretariato sociale e sulla ricerca lavoro, quello della chiesa è uno sportello di ascolto attivo: non è necessario avere un bisogno particolare, a volte è semplicemente una chiacchierata. È aperto il martedì dalle 9 alle 13, il giovedì su appuntamento dalle 14 alle 17.
È aperto a tutti, l’utenza varia dai membri di Chiesa, a persone su passaparola o inviate dai servizi sociali. Si passa dalla persona anziana sola che ha bisogno di un po’ di compagnia, alle persone senza fissa dimora, che sanno che da noi possono ricevere vestiario o un aiuto economico».
– Come funziona?
«Non diamo soldi contanti, generalmente faccio un colloquio, riporto le informazioni in via anonima alla commissione diaconia territoriale e decidiamo se la persona può entrare in uno dei progetti, per esempio di sostegno alle spese di affitto, o di abbonamento ai mezzi pubblici. In altri casi diamo medicinali o tessere spesa».
– Quanti siete allo sportello? C’è bisogno di una mano?
«Sì, cerchiamo volontari! Come operatore ci sono io, ma con me collaborail gruppo della commissione diaconia della chiesa di Firenze e il pastore Francesco Marfé. Con lui in particolare seguiamo persone in detenzione, stiamo facendo colloqui anche in carcere, i volontari si occupano di accompagnare le persone a fare visite mediche o la spesa, quando non se la sentono di andare da sole».