Esprimere ringraziamento a Dio

Un giorno una parola – commento a Luca 1, 68

 

 

Fate udire le vostre lodi, e dite: «Signore, salva il tuo popolo, il residuo d’Israele»

Geremia 31, 7

 

 

Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo

Luca 1, 68

 

 

Ci sono occasioni nella vita in cui riceviamo regali inattesi che riempiono di felicità il nostro cuore. Sono attimi luminosi, simili a un raggio di sole che filtra attraverso le nuvole di un cielo cupo, o alla brezza primaverile che accarezza le foglie giovani degli alberi e annuncia i frutti che arriveranno. La vita spesso ci riserva amarezza: sogni e aspirazioni vengono delusi, e talvolta, dopo tante speranze, ci ritroviamo sconfortati. È facile cedere allo scoraggiamento.

 

Tuttavia, non sempre va così. Talvolta ciò che desideriamo profondamente giunge quando meno ce lo aspettiamo; accade persino che una preghiera venga esaudita proprio nel momento inaspettato. Il dono, anche se diverso da come lo avevamo immaginato, resta autentico. E allora l’unica parola rimasta è “grazie”. Grazie Signore, con umiltà e gioia ti ringraziamo.

 

Queste sono le parole di Zaccaria, servitore di Dio ormai vecchio e stanco, che con sua moglie Elisabetta riceve il dono di un figlio in tarda età, Giovanni, che poi sarà conosciuto come il Battista. Zaccaria è incredulo, ormai scoraggiato, non vede come l’angelo che gli annuncia la nascita possa essere reale, ma la promessa è vera e il bambino nasce. La gioia di Zaccaria ed Elisabetta si manifesta nell’esprimere lode a Dio per la Sua benevolenza nei loro confronti.

 

Anche oggi noi siamo invitati a credere alla promessa di Dio. Allora proviamo a trovare un dono nella nostra vita, anche piccolo, forse inaspettato, per cui possiamo dire: grazie! Amen.