Speranza in mezzo alla devastazione

Il rapporto annuale di Christian Mission to Gaza riferisce l’intervento umanitario che l’organizzazione ha garantito nel 2025 a migliaia di abitanti della striscia e non solo

 

Migliaia di abitanti di Gaza e altri rifugiati nella regione hanno ricevuto sostegno nel 2025 dall’organizzazione Christian Mission to Gaza (CM2G), fondata dal dott. Hanna Massad, che è stato pastore della Chiesa Battista di Gaza per 12 anni.

Massad ha fondato in seguito la Christian Mission to Gaza per rispondere ai bisogni fisici e spirituali delle famiglie cristiane e musulmane, sia lì che altrove.

«L’anno trascorso ha continuato a essere segnato da profonda sofferenza e perdita», scrive il dott. Massad nell’introduzione al rapporto annuale. «Come seguaci di Gesù, siamo chiamati a essere portatori di speranza e agenti di riconciliazione. Ora, a due anni dall’inizio della guerra, le famiglie in tutta la regione stanno ancora sopportando sfollamenti, traumi e instabilità. I nostri cuori rimangono particolarmente addolorati per le vite innocenti perdute, per i bambini cresciuti in mezzo alla violenza e per le famiglie costrette ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza.

 

Tra i più vulnerabili ci sono i membri della comunità cristiana di Gaza, molti dei quali hanno cercato rifugio tra le mura delle chiese, aggrappandosi alla propria fede in mezzo alla devastazione e alla paura».

«La nostra missione rimane chiara: servire i bisognosi senza distinzioni, affrontare sia la sofferenza immediata che la guarigione a lungo termine, e condividere l’amore di Cristo con tutti».

 

Sostegno pratico a Gaza

In mezzo alla distruzione diffusa e alla grave carenza di beni di prima necessità, la CM2G e i suoi partner, in particolare la Chiesa Battista di Gaza, sono rimasti sul campo per fornire aiuti essenziali, come pasti caldi, distribuzione di pane, acqua potabile e sostegno finanziario di emergenza per cibo, affitto e assistenza medica.

 

L’edificio della chiesa battista ha subìto gravi danni al quarto e quinto piano, ha riferito Massad, ma è ancora in piedi. Attualmente, circa 46 persone utilizzano l’edificio della chiesa, insieme alla proprietà circostante dove sono state montate alcune tende.

Il continuo lavoro del ministero garantisce alla piccola comunità cristiana di Gaza «la consapevolezza di non essere dimenticata», si legge ancora nel rapporto.

 

Aiutare una popolazione sfollata in Egitto

L’opera dell’organizzazione benefica va oltre Gaza. Ad esempio, la guerra ha causato lo sfollamento di circa 120.000 persone, molte delle quali sono fuggite in Egitto in cerca di sicurezza e assistenza medica. In risposta a questa emergenza, CM2G si è concentrata su questa comunità di rifugiati collaborando con la Chiesa Evangelica di Heliopolis al Cairo.

Grazie a questa partnership, centinaia di famiglie di rifugiati hanno ricevuto assistenza, sostegno alimentare o cure mediche essenziali per pazienti gravemente malati. La partnership ha anche fornito beni di prima necessità come uniformi scolastiche, materiale scolastico per bambini, materassi e aiuti invernali. Il rapporto sottolinea che per molti, questo è il primo incontro con i cristiani. Concentrandosi sulla dignità, sulla compassione e sull’assistenza sensibile ai traumi, il ministero è «una potente testimonianza dell’amore incondizionato di Cristo».

 

Sensibilizzazione in Giordania e Cisgiordania

Il supporto di Christian Mission to Gaza aiuta anche le comunità vulnerabili in altre parti della regione. L’organizzazione assiste infatti circa 700 famiglie di rifugiati cristiani iracheni in Giordania, principalmente attraverso buoni pasto trimestrali utilizzabili nei mercati locali, offrendo alle famiglie dignità e possibilità di libera scelta nell’acquisto dei prodotti alimentari e supportando al contempo le attività commerciali locali.

Sostiene inoltre 300 famiglie (alcune siriane in Cisgiordania, altre cristiane di Gaza in Cisgiordania e altre ancora cristiane a Gaza) attraverso altre forme di assistenza.

 

CMG si occupa anche di guarigione a lungo termine, gestendo cliniche mediche gratuite due volte a settimana e sessioni di consulenza per i traumi in collaborazione con specialisti. In Cisgiordania, il supporto è esteso a 20 giovani vedove, con un ministero che fornisce supporto emotivo, mentre un altro si concentra sull’emancipazione dei giovani di Gaza e della Cisgiordania attraverso l’educazione biblica e lo sviluppo spirituale.

Il dott. Massad ha aggiunto che l’organizzazione benefica rimane impegnata a servire “gli ultimi”, stando al fianco di chi soffre e confidando che Dio operi anche nei momenti più bui.