Pregare per chi governa 

Un giorno una parola – commento a I Timoteo 2, 1-2

 

Dio alterna i tempi e le stagioni; depone i re e li innalza, dà la saggezza ai saggi e il sapere agli intelligenti

Daniele 2, 21

 

Vi esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità

I Timoteo 2, 1-2

 

In questo versetto della prima lettera a Timoteo, l’apostolo Paolo esorta alla preghiera “per tutti gli uomini”. Ma in particolare – ed è quello che ci colpisce di più – esorta i cristiani a pregare per coloro che rivestono una autorità; insomma per i governanti. All’epoca in cui la lettera fu scritta i cristiani erano malvisti, subivano discriminazioni e persecuzioni. Eppure, l’apostolo esorta a pregare per “i re e tutti quelli che sono in autorità”. È uno dei paradossi tipici dell’etica cristiana: basta pensare al Sermone sul monte, dove leggiamo “amate i vostri nemici e pregate per chi vi perseguita”.

 

Come ci rapportiamo noi, oggi, davanti a un’esortazione come questa? In realtà, ci viene chiesto di rispettare coloro che ricoprono un ufficio pubblico, che amministrano uno stato. Questo perché, come ci dice il nostro passo, ciò ci consentirà di vivere una vita tranquilla e quieta, piena di dignità e rispetto degli altri e delle altre.

Non sempre è facile farlo. Possiamo non essere d’accordo con le scelte compiute da chi ci governa. Eppure, ci viene detto di pregare per i nostri politici. Soprattutto, se guardiamo fuori dall’Italia, vediamo guerre, soprusi, invasioni, popolazioni oppresse, paesi distrutti. Eppure, ci viene chiesto di pregare per chi prende le decisioni di invadere i territori altrui, di affamare popolazioni. Però, tutto questo ha un senso se la nostra preghiera consiste nel chiedere a Dio di toccare il cuore di chi comanda, ispirando pensieri di giustizia e di pace.

 

La preghiera ci aiuta a trovare quella serenità di cui parla anche il nostro passo. Se non ci affidassimo alla preghiera, ci potrebbe succedere di covare dentro di noi la rabbia, il livore, l’indignazione per tutte le cose terribili di cui ci parlano continuamente i notiziari.

Solo se con la preghiera affidiamo questo mondo a Dio potremo trovare quella serenità che ci consente di vivere in pace con noi e poter essere utili a chi ci sta intorno. Amen.