Treno per Pinerolo, disagi a catena

Lunedì di tregenda per i trasporti pinerolesi

 

Mentre il giornale della settimana scorsa andava in stampa si consumava uno dei peggiori lunedì dei trasporti locali dal Pinerolese verso Torino. Almeno due problemi distinti hanno creato un mix esplosivo che si è trasformato in ore di attese, ritardi e coincidenze perse. 

 

Si parte da domenica 11 quando nella serata un tir va a fuoco sulla tangenziale di Torino nella zona di Debouchè. La situazione tornerà alla normalità quasi un giorno dopo, con la chiusura delle due carreggiate della trafficata arteria e con tutto il traffico, leggero e pesante, che si è riversato sulla viabilità ordinaria creando disagi e interminabili code che hanno coinvolto anche i bus. Fortunatamente c’è il trasporto su ferro… peccato che già nella mattinata di lunedì 12 tre corse venivano soppresse e alcune del pomeriggio accumulavano incredibili ritardi (due ore per 50 minuti di tragitto…) e ulteriori soppressioni. 

Il tutto senza o con poche alternative e comunicazioni. Freddo, guasti alle stazioni… queste le cause secondo Trenitalia e Rfi, mentre sono arrivate anche le scuse dell’assessore ai trasporti della Regione Gabusi, segno di un lunedì davvero nero per i trasporti locali. 

 

A livello politico ci sono state ovviamente molte reazioni ma quella più simbolica è di Giulia Proietti, assessora del Comune di Pinerolo alla mobilità sostenibile, viabilità, trasporti, infrastrutture con “La panchina dell’attesa”. «Ho creato questa panchina non come gesto simbolico fine a sé stesso, ma come atto politico. Questa è la Panchina dell’attesa. L’attesa che la Regione Piemonte chiede ogni giorno ai cittadini del Pinerolese. L’attesa di un treno che non arriva, di una corsa che viene cancellata, di informazioni che non vengono date. Da mesi, nonostante la sospensione della linea tra giugno e settembre 2025 per lavori di miglioramento, la situazione della Pinerolo-Chivasso non è migliorata. Ciò che più colpisce è l’assenza totale di informazioni chiare, puntuali e trasparenti. I cittadini non sanno perché i treni non partono, non sanno quando arriveranno, non sanno come organizzare la propria giornata. E questa non è una difficoltà tecnica: è una scelta politica. A pagare il prezzo di questa scelta sono lavoratori pendolari, esposti ogni giorno a richiami e penalizzazioni. Sono gli studenti, costretti a partire all’alba per arrivare puntuali a scuola o all’università. Sono le cittadine e i cittadini che vedono il proprio tempo sistematicamente svalutato. Questa panchina rappresenta una verità semplice: per la Regione il tempo dei cittadini del Pinerolese vale meno. Questa panchina chiede risposte, tempi certi e rispetto. Perché il trasporto pubblico non è un favore concesso dalla Regione: è un diritto che oggi viene negato».