«Minneapolis è in lutto»
Proseguono le azioni di protesta delle chiese dopo la tragica uccisione di una donna da parte delle forze di polizia
«Accanto ai nostri fratelli in Cristo a Minneapolis e in tutto il Minnesota e a tutti coloro che sono stati colpiti dall’applicazione aggressiva delle norme sull’immigrazione e dalla violenza da parte degli agenti delle forze dell’ordine federali, piango la scioccante morte di Renee Nicole Good da parte di un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice). Mi unisco alle richieste di un’indagine approfondita su questo caso, l’individuazione delle responsabilità per la sparatoria e una de-escalation delle azione delle forze dell’ordine anti-immigrazione negli Stati Uniti».
Apre così un comunicato dal pastore Yehiel Curry, presidente dell’Elca, la Chiesa luterana in America, a commento delle proteste che stanno scuotendo gli Stati Uniti dopo la drammatica morte di Renee Nicole Good, uccisa a colpi di arma da fuoco da un agente di polizia durante un raid anti immigrazione. Una morte che ha messo sotto accusa ancora una volta il sistema repressivo di Washington. Le chiese in tutto il Paese sono in mobilitazione permanente a fianco dei manifestanti che chiedono di fermare queste modalità di azione criminale.
«Minneapolis è in lutto – apre un comunicato della Chiesa metodista locale-. La nostra città è stata profondamente ferita dalle conseguenze devastanti di azioni sconsiderate e senza cuore svolte nei nostri quartieri. Piangiamo l’uccisione di Renee Nicole Good, colpita e uccisa da un agente federale mentre si occupava dei suoi vicini. Questo non sarebbe mai dovuto accadere. Lottiamo per trovare parole abbastanza grandi da contenere il dolore, la rabbia e la tristezza che questa violenza ha inflitto alla nostra città. Questa uccisione è avvenuta a solo un miglio dalla nostra chiesa, rendendo il dolore non solo comune ma dolorosamente vicino a casa. Come persone di fede, non possiamo tacere. I profeti ci ricordano che la giustizia non è facoltativa. Gesù ci insegna che l’amore per il prossimo non è negoziabile. La nostra fede ci chiama a stare con il minacciato e il vulnerabile anche quando farlo è scomodo o costoso».
Foto: Chad Davis via Flickr