Caffarel, il Tar boccia il ricorso contro il Comune di Luserna San Giovanni

Contro l’abbattimento di alcuni alberi rischiava di bloccarsi l’ampliamento dell’azienda; il sostegno dell’Unione dei Comuni

 

Va avanti ormai da settimane la vicenda della richiesta formulata dalla Lindt-Caffarel al Comune di Luserna San Giovanni di tagliare una ventina di alberi in via Monte Granero per favorire il movimento dei camion destinati a trasportare merci da e per lo stabilimento destinato ad ampliare la sua dimensione con conseguente aumento di occupazione. La ditta si è impegnata a realizzare nelle vicinanze un nuovo parco urbano. Il Comune si è dichiarato favorevole ma sulla decisione pende un ricorso al Tar per annullare tale decisione.

 

Preoccupazione per la situazione della vicenda del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte viene ora espressa chiaramente dalla presidenza dell’Unione montana del Pinerolese con un comunicato ufficiale.

«Con la piena condivisione dei sindaci che la compongono – scrive il Presidente dell’Unione Montana del Pinerolese Mauro Vignola – siamo molto preoccupati sulla vicenda che in questi giorni coinvolge l’Amministrazione comunale di Luserna San Giovanni, in merito alla questione del progetto di ampliamento dello stabilimento Lindt – Caffarel. Dopo un confronto con il Sindaco Duilio Canale, oltre aver letto gli articoli e i vari comunicati emersi, per arrivare sino all’impugnazione del progetto davanti al TAR Piemonte da parte di un cittadino, diventa impossibile non prendere una netta posizione di solidarietà nei confronti della più importante amministrazione in termine di popolazione della nostra Unione.

 

Non è intenzione discutere il progetto, che tra l’altro ha trovato il pieno assenso degli organi Tecnici del Comune e dello sportello Suap dell’Unione. Tuttavia pare impensabile non esprimere la piena approvazione e solidarietà sull’operato del sindaco Canale, che sta cercando di difendere quello che un sindaco deve fare senza se e senza ma, per il bene del suo Comune e dell’intero territorio e cioè, salvaguardare importanti posti di lavoro, nel pieno rispetto di tutte le normative, che oggi sono rappresentati dalla Lindt – Caffarel e domani potranno essere richiesti dalle altre aziende del distretto, che in tempi sempre più difficili costituiscono una rara ricchezza per tutti noi e le nostre famiglie. Da quello che emerge nello specifico stiamo parlando di nuovi posti di lavoro legati all’ampliamento ma anche dell’esistenza dell’azienda stessa, che crede e continua a scommettere sul territorio d’origine. Contrapporre a questa azione la perdita di circa venti piante, ampiamente sostituite con la costruzione di un nuovo parco urbano che ne ospiterà un centinaio, senza dimenticare il contesto paesaggistico che ci circonda, dove potranno mancare tante cose ma di sicuro non la componente del verde pubblico e privato. Nel pieno rispetto degli oppositori e delle loro rimostranze, pare un’azione del tutto anacronistica, priva di visione di comunità! Concludendo ci appelliamo a queste persone affinché possano riconsiderate le loro posizioni».

 

Nella giornata di ieri, martedì 13 gennaio, è arrivato il responso del Tar Piemonte che ha bocciato il ricorso del cittadino contro il Comune di Luserna San Giovanni. Gli alberi, 21 tigli, saranno abbattuti e verrà creato un nuovo parco con un centinaio di nuove piante.