La lotta di Dio contro il male

Un giorno una parola – commento a Luca 9, 42

 

Signore, per te non c’è differenza tra il dare soccorso a chi è in gran numero, e il darlo a chi è senza forza; soccorrici, Signore nostro Dio! Poiché su di te noi ci appoggiamo, e nel tuo nome siamo venuti contro questa moltitudine. Tu sei il Signore nostro Dio; non vinca l’uomo contro di te!

II Cronache 14, 10

 

Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il ragazzo e lo restituì a suo padre

Luca 9, 42

 

Potremmo considerare la bontà di Gesù che riunisce un padre e un figlio ristabilendo le relazioni famigliari, riparando la perdita totale del padre che stava perdendo l’unico figlio che aveva. In un mondo scarso di uomini buoni, potremmo apprezzare in Gesù la bontà, la compassione per quel padre che chiede aiuto, già frustrato dal fallimento dei discepoli.

 

La riparazione di una ferita nella famiglia e la restituzione del figlio al padre, tuttavia ci mette di fronte alla potenza di Gesù contro il male. Solo Gesù, infatti, ha la autorità necessaria per separare il ragazzo dallo spirito immondo restituendogli la salute. Gesù restituisce il figlio a se stesso e al padre la relazione con il figlio. Questo avviene perché Gesù vince il male investito della stessa forza di Dio. Ci troviamo perciò non davanti alla bontà dell’uomo Gesù ma alla grandezza di Dio che vince il male.

 

I discepoli ci avevano provato, ma avevano fallito perché le manifestazioni del male ci fanno paura e riducono la nostra capacità o perché siamo troppo concentrati su noi stessi e la fiducia in Dio si eclissa, o siamo noi stessi parte del gioco del male. Sta a Gesù riportare i discepoli alla forza che viene da Dio, che è quella di Dio e alla sua volontà di guarigione. Gesù in fondo afferma che il male non è un difetto morale, ma una vera e propria potenza contro cui combatte Dio stesso. Se Dio rinuncerà a salvare dalla croce il suo unico figlio, non sarà allora per mancanza di forza, ma per scelta. Amen.