Si cacciano meno cinghiali
Alcuni dati sull’attività venatoria nel Pinerolese
Ancora un paio di settimane e anche nelle nostre valli del Pinerolese andremo incontro al periodo di sostanziale silenzio venatorio; in sostanza si chiuderanno tutte le possibilità di caccia che hanno avuto gli appassionati da metà settembre a ora. Tranne per il cinghiale, che sarà cacciabile ancora con la modalità della selezione.
La caccia da anni si svolge, per alcuni animali, con il meccanismo della selezione; i cacciatori possono scegliere il tipo di animale da uccidere (adulto, femmina, giovane) e questo per gli animali più “nobili” (camosci, cervi e caprioli).
Per il cinghiale la caccia ha un limite di animali pro capite. Per altri i limiti sono più labili: ci sono una quantità notevole di uccelli, alcuni uccisi a scopo alimentare altri per contribuire a ridurne l’impatto sull’agricoltura.
«La Regione si è posta come obiettivo di ridurre il più possibile la presenza dei cinghiali» ci spiega il presidente del Comprensorio alpino To1 Federico Avondetto.
E non è solo questione di ridurre i danni all’agricoltura, ma di limitare la diffusione della peste suina, iniziativa su cui la Regione stessa ha già speso centinaia di migliaia di euro per realizzare barriere nella parte sud del Piemonte. Risultati? Non certo quelli attesi.
Tuttavia l’aver affiancato alla tradizionale caccia in squadre quella di selezione con cacciatori singoli e senza cani ha, in modo molto parziale, ulteriormente ridotto la presenza dei cinghiali.
«Anche se – sottolinea Avondetto – i cacciatori preferiscono di gran lunga cacciare secondo la tradizione; e questo anche per non creare negli altri mesi dell’anno oltre ai classici di autunno, condizioni di stress agli altri animali o anche alle persone che vivono o frequentano la montagna».
Il dato, a inizio 2026, evidenzia una riduzione importante dei prelievi: 404 cinghiali uccisi con il sistema tradizionale di caccia e 15 con la selezione. A spanne un centinaio in meno rispetto alla media degli ultimi anni.
Per quanto riguarda gli altri animali sono ormai chiuse le attività venatorie rispetto a capriolo e camoscio: presi il 78% dei camosci previsti e il 43% dei caprioli.
È ancora aperta fino al 31 gennaio la caccia al cervo (per la prima volta anche in val Pellice), con un risultato nei prelievi del 100% per i maschi e un totale, fino a ora e considerando le varie classi, del 61%.