Dio è il Dio della svolta
Un giorno una parola – commento a Geremia 31, 13
Dice il Signore: «Io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò, li rallegrerò liberandoli dal loro dolore»
Geremia 31, 13
La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione
II Corinzi 1, 7
“Per tutto c’è il suo tempo” dice Qo’elet “un tempo per fare cordoglio e un tempo per ballare”. Nella storia dell’antico popolo di Israele i tempi si alternavano alle fortune del popolo. Se per i saggi tal alternarsi faceva parte dei ritmi della creazione stessa, per i profeti esso era regolato da un rapporto di causa e effetto tra il popolo e Dio.
Sia come sia, non c’è dubbio che nella storia dei popoli, come nella storia delle nostre vite, la sorte si alterna. A volte pensiamo di discernerne il perché, altre volte alziamo le braccia increduli, impotenti, disperati, arrabbiati. Eppure… a questa giostra sulla quale ci troviamo tutti, persone e nazioni, arrivano parole di conforto e di speranza.
Sì, perché le Scritture annunciano un Dio che (dall’interno o dall’esterno della creazione, non stiamo qui a discutere), è in grado di “mutare il nostro lutto in gioia” e di “rallegrarci liberandoci del nostro dolore”. La testimonianza biblica è unanime, Dio è il Dio della svolta. Poiché Dio “chiama all’esistenza le cose che non sono” (Rm 4, 17), per Dio nulla è impossibile. Perciò, come scrive Geremia, è in grado di salvarci “dalla mano più forte di noi”, non importa di chi è quella mano.
Se avete tempo, leggete almeno i primi 14 versetti di questo capitolo per scoprire come l’amore di Dio agisce in modo centripeto. Perché Dio, invece di disgregare le persone (il cieco e lo zoppo, le donne incinte, i giovani, le giovani e le persone anziane) le aggrega nel movimento circolare della danza! Infatti, mentre l’esperienza ci insegna che la sofferenza e il cordoglio ci isolano (a casa, negli ospedali, nel rifugio per anziani, in carcere) separandoci gli uni dagli altri, la speranza, la gioia e la liberazione hanno l’effetto opposto. Ci uniscono: “Io sarò il Dio di tutte le famiglie d’Israele, ed esse saranno il mio popolo”, dice il Signore. “Insieme, viviamo la vita” recita un canto. Amen!