Viabilità e trasporti, ancora problemi

Lavori in corso e bandi di gara, a colloquio con Marco Gabusi, assessore della Regione Piemonte ai trasporti e alle infrastrutture

È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di gennaio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di www.riforma.it. Il numero contiene un dossier dedicato ai trasporti e alla viabilità nel Pinerolese. 

 

 

La viabilità e i trasporti del Pinerolese stanno vivendo un periodo di grande sofferenza. Il cantiere dell’interramento dell’alta tensione attorno a Bricherasio sta creando, nelle ore di punta, code tipiche dei grandi centri urbani, a cui a queste latitudini non si era abituati. Se la val Pellice piange, la val Chisone non ride. Ormai croniche le chiusure ripetute e frequenti delle gallerie di Porte (opere “olimpiche” e quindi recenti) ed emblematico il caso del mini-cantiere di Pragelato che ha creato attorno all’8 dicembre, al ritorno dalla prima giornata sugli sci, code chilometriche verso valle, più di un’ora di attesa per una manciata di chilometri…
Per introdurre la nostra inchiesta su trasporti e viabilità abbiamo intervistato Marco Gabusi, assessore regionale ai Trasporti e infrastrutture, Opere pubbliche e difesa del suolo.

 

– Siamo forse arrivati a un punto in cui le infrastrutture chiedono il conto degli anni che portano sulle spalle?
«Il tempo passa per tutti: come Regione Piemonte abbiamo un compito di governance sulla rete della viabilità. Parlando di strade i responsabili sono, in ordine di importanza dell’arteria: Comuni, Province e Anas. La questione sono le risorse: Anas ha una buona dotazione economica (va da sé che ne servirebbe 4-5 volte tanto); le Province invece hanno sofferto l’azzeramento dei fondi negli anni 2015-17 e 2018, andando quindi in sofferenza e non riuscendo nella manutenzione ordinaria… c’è poi stata una presa di coscienza e importanti investimenti: stiamo lavorando a otto importanti interventi in Città metropolitana di Torino e 5 in quella di Cuneo, a fine anno inaugureremo la Asti-Cuneo…».

 

– Spostandoci sul trasporto su ferro la Torino-Pinerolo, nonostante i lavori svolti nell’estate, non decolla e continua a collezionare ritardi e soppressioni. Che cosa non funziona?
«I lavori sono stati eseguiti ma, come da cronoprogramma, non conclusi. Infatti durante l’estate 2026 saremo nuovamente costretti a chiudere la tratta per ultimare i lavori che garantiranno il passaggio al monitoraggio satellitare che accorcia i tempi di passaggio fra un treno e l’altro (questa linea e la Torino-Milano saranno le prime in Piemonte a sperimentare questa tecnologia). Saranno ancora eliminati alcuni passaggi a livello che spesso creano disagi. Ma proprio su questo argomento è necessario specificare un aspetto: con il nuovo sistema di controllo, a sbarre abbassate, se un’auto o un pedone si troverà ad attraversare i binari, automaticamente il treno verrà bloccato, con tempi poi lunghi per ripartire… quindi starà a ognuno di noi rispettare le regole per non produrre ritardi. Infine ci teniamo a sottolineare che a inizio gennaio 2027 sarà attivata la linea Sfm5, verso Orbassano, passando per l’ospedale San Luigi, che permetterà una direttrice nuova e rapida verso il centro Torino, riducendo il traffico veicolare».

 

– La mobilità su gomma invece si appresta a subire una piccola rivoluzione…
«Alle porte abbiamo una sfida importante, le gare di servizio per il trasporto su gomma. Riteniamo questo aspetto fondamentale per le zone periferiche (è notizia di poche settimane fa la riduzione di corse fra Torre e Bobbio Pellice, nda) e per mantenerle attrattive: nella zona da cui provengo (Canelli, nell’Astigiano) a esempio la domenica non c’è possibilità di muoversi. Non toglieremo un euro dai trasporti, e nelle gare non premieremo chi offrirà ribassi ma servizi in più. Oggi abbiamo poi la possibilità di utilizzare servizi innovativi come i bus a chiamata: bisogna puntare su un servizio per tutti, che spesso però non coincide con quello che uno vuole. Il nuovo contratto sarà operativo dall’estate del 2027».

 

– Un’ultima battuta sulla linea ferroviaria per la val Pellice.
«Su questa tratta so che gli enti locali stanno lavorando; c’è lo studio Meta che ha portato a dei risultati oggettivi e lo scenario è molto chiaro fra costi e benefici».

Il Pums (Città Metropolitana di Torino Pums – Piano urbano della mobilità sostenibile) caldeggia chiaramente la riattivazione di questa linea. Ma, oggettivamente, il tempo del trasporto, locale e “lento” su ferro, sembra ormai essere tramontato.