La comunità amata da Gesù

Un giorno una parola – commento a Giovanni 17, 24

 

Dio, Signore, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente

Deuteronomio 3, 24

 

Gesù pregò: «Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo»

Giovanni 17, 24

 

Non è difficile immedesimarci nello sgomento e disorientamento provati dai discepoli e dalle discepole quando, a partire dal capitolo 12 del Vangelo di Giovanni, Gesù comincia ad annunciare la sua morte imminente.

 

Riusciamo anche ad immaginare la disperazione di Maria Maddalena quando scopre che il corpo di Gesù è sparito dal sepolcro e dice, in lacrime, “Hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto”.

 

Quante volte, di solito intorno alla Pasqua, abbiamo riflettuto su ciò che l’assenza di Gesù anticipato, nel primo caso, o compiuto, nel secondo, dovesse significare per la “comunità amata” che aveva messo in piedi. Come si sarà sentita orfana, sola, smarrita, abbandonata. Come temeva di non andare avanti.

 

E se, insieme a loro, abbiamo tratto conforto dal lungo discorso di addio che Gesù dedica loro, poche volte ci siamo fermati e fermate a riflettere sulle parole della preghiera “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo”.

 

Parole che ci fanno capire qualcosa di inaudito: non sono solo “i suoi” a non volere lasciar andare via Gesù, ma nemmeno Gesù vuole essere separato dai “suoi”, ossia dalla sua “comunità amata”. Anzi, intravediamo una possibilità del tutto inaspettata: la dipartita di Gesù e la sua assenza successiva non significano un abbandono da parte sua bensì il contrario, il consolidarsi di una amicizia imperniata da sempre sull’amore.

 

Infatti, come i discepoli e le discepole desideravano che Gesù rimanesse con loro, così Gesù desidera che queste donne e uomini, a tratti spavaldi più spesso impauriti, siano sempre insieme a lui. In questo modo vedranno (vedremo) ciò che lui da sempre ha cercato di mostrare ossia la gloria dell’amore divino. Si sapranno amati e amate e saranno, a loro volta, in grado di amare. Amen.