La logica evangelica del servizio e del dono

Un giorno una parola – commento a Luca 22, 24-26  

 

Il Signore fa grazia agli umili

Proverbi 3, 34

 

Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Ma egli disse loro: «I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve

Luca 22, 24-26  

Mentre Gesù annuncia il tradimento da parte di uno dei suoi discepoli, che porterà al suo arresto e alla sua crocifissione, i discepoli, anziché stringersi attorno al maestro per manifestargli tutta la loro solidarietà, litigano per sapere chi di loro fosse il grande o il più importante. Questo loro modo di pensare va nel senso diametralmente opposto agli insegnamenti del loro maestro. Un modo del tutto criticabile ma che non riguarda soltanto i primi seguaci di Gesù che apparentemente amavano occupare i primi posti.

 

Se l’evangelista Luca ne parla nel suo Vangelo non è solo per informarci di una situazione spiacevole verificatasi nella cerchia dei primi discepoli di Gesù, ma è per dirci che tale situazione può verificarsi continuamente tra i seguaci di Cristo, ogni volta che gli interessi personali precedono quelli della comunità. Nessun essere umano è privo di ambizioni, e le relazioni umane si basano spesso sui giochi di potere. Come i discepoli siamo anche noi abbagliati dal fascino del potere, desideriamo occupare una posizione di comando nei confronti degli altri. L’evangelista Luca dice che i discepoli arrivarono perfino a litigare per sapere chi di essi fosse il più grande!

La risposta di Gesù è un invito a non comportarsi come i governanti delle nazioni o coloro che comandano come padroni e fanno sentire il loro potere sui piccoli. Trasformando il potere in uno strumento di dominio, essi ne pervertono il senso.

 

“Ma per voi non dev’essere così”. Il “ma” segna lo spartiacque tra la logica umana del potere, ossia la logica del tornaconto e la logica evangelica del servizio e del dono, secondo cui “il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve”. Questa frase paradossale di Gesù bandisce ogni possibile ambizione di grandezza, stabilendo che la vera grandezza di un vero discepolo consiste nella modestia e nel servizio disinteressato a vantaggio degli altri. Amen.