In Ucraina la Federazione luterana pensa alla ricostruzione

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite Grandi visita un progetto di accoglienza a Kharkiv

 

«Gli eroi sono coloro che ricostruiscono». Questo messaggio si legge su un murale a Kharkiv, vicino al quartiere di Novobavarskyi, dove l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Filippo Grandi, e il team leader della Federazione Luterana Mondiale (Lfm) Ucraina, Mark Mullan, hanno visitato gli appartamenti ristrutturati nell’ambito di un progetto congiunto.

 

La Federazione luterana ha lavorato con l’organizzazione locale “Spilna Sprava Dla Liudey” e con gli appaltatori locali e ha collaborato con l’amministrazione cittadina per identificare le famiglie bisognose. Il 90% dei finanziamenti per il progetto proveniva dall’UNHCR, mentre il restante 10% proveniva da agenzie collegate alla Flm, chiese associate e membri dell’ACT Alliance, alleanza globale di oltre 145 chiese e organizzazioni correlate provenienti da oltre 120 Paesi creata per fornire aiuti umanitari alle persone povere ed emarginate.

 

La delegazione ha incontrato due famiglie, un uomo disabile e una madre single di due figli. Da quando i loro appartamenti sono stati danneggiati nei primi giorni dell’invasione russa, quasi due anni fa, hanno vissuto in un rifugio comunitario o da parenti. «Consentire alle persone di tornare a casa è il più grande bisogno umanitario a Kharkiv in questo momento», ha sottolineato l’Alto Commissario Grandi.

 

La delegazione, di cui faceva parte anche il vicesindaco di Kharkiv Oleksandr Novak, ha espresso apprezzamento per l’alta qualità del lavoro svolto dalla Federazione luterana sul territorio ucraino. Nella seconda fase del progetto, la Flm ha fornito alle famiglie anche arredi domestici essenziali. «Stiamo seguendo un approccio olistico», ha spiegato il caposquadra della Federazione Mullan. «Questo progetto non si limita a finestre e impianti idraulici, ma vuole rispondere a tutte le esigenze delle famiglie più colpite da questa guerra».

 

 

Photo: LWF/ Anatolyi Nazarenko