La mattina di domenica 20 agosto, la stessa giornata che al pomeriggio vedrà riunirsi l’assemblea sinodale, si terrà un altro culto, un culto particolare. In località Chanforan, presso il Serre di Angrogna, ci si riunirà in ricordo di quell’anno, il 1532, in cui i valdesi scelsero di aderire al movimento della Riforma protestante. Da tre secoli abbondanti i valdesi erano essi stessi un movimento cristiano, di credenti fedeli alla Parola di Dio, che si rivolgevano a chi li volesse ascoltare tramite il ministero pastorale itinerante dei barba.

Riuniti su un terreno agricolo appoggiato a un declivio, che ben si prestava a ospitare un’assemblea, dove ora sorge una stele commemorativa, pastori e non pastori (l’assemblea era «aperta») discussero dunque di quella che sarebbe stata una svolta nel loro modo di essere credenti. Come spiega Giorgio Tourn (I valdesi. La singolare vicenda di un popolo-chiesa, Claudiana, 1977 e molte edizioni successive) – non vi era allora una «chiesa protestante», perché la Riforma stessa era un movimento, che pure andava strutturandosi nelle varie città europee, o meglio in «territori più o meno vasti in cui il movimento luterano si è affermato e gruppi che meditano l’Evangelo». Per i valdesi, quindi, si trattava di entrare a far parte di qualcosa di più ampio, ma pur sempre «in un movimento religioso che è anche una rivoluzione, con una teologia in ricerca e delle strutture aperte». Allora si discusse di teologia, di sacramenti (vennero riconosciuti solo il battesimo e la Santa Cena), venne ribadita la centralità della Bibbia. L’anno successivo a Pra d’Aval (Prali) ci fu un secondo sinodo in cui vennero confermate le decisioni prese l’anno precedente in valle Angrogna.

Saranno gli anni a venire a consolidare una strutturazione più articolata; ma saranno anche anni di sofferenze e persecuzioni, per una serie di episodi tragici che testimonieranno di alcuni elementi chiave: la fedeltà dei valdesi alle loro terre, dove rimarranno (salvo esserne scacciati per poi rientrarvi, nel 1686-1689); la fedeltà di queste stesse persone, che erano dei credenti inossidabili, alla Parola di Dio; e soprattutto la fedeltà del Signore, che dura per sempre (Salmo 117, 2), che non li ha abbandonati.

Il culto a Chanforan, voluto per ricordare i 500 anni dell’avvio della Riforma protestante, avrà inizio alle 10,15 [qui sotto la mappa con le indicazioni per la logistica, ndr] e sarà presieduto da Marco Di Pasquale, pastore della chiesa valdese di Angrogna. La predicazione sarà tenuta dal pastore Giuseppe Platone.

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