Ilenya Goss: un sentiero nuovo

Proseguiamo, uno al giorno, a presentarvi i 5 candidati pastori e pastore che verranno consacrati il 20 agosto durante il culto di apertura del Sinodo valdese

Il 20 agosto, al tempio di Torre Pellice, si terrà il culto di apertura del Sinodo, che sarà tenuto dal pastore Fulvio Ferrario, nel corso del quale, verranno consacrati cinque tra pastori e pastore. Il sabato mattina si svolgerà l’«esame di fede», sulla base delle domande rivolte ai candidati e candidate dai colleghi e colleghe del Corpo pastorale, nell’Aula sinodale che sarà aperta ai membri di chiesa. Invece, i futuri pastori e pastore hanno già pronunciato i loro «sermoni di prova» nel corso delle Conferenze distrettuali.

Al momento della consacrazione l’assemblea tutta è invitata a «imporre la mani» ai candidati e alle candidate, come riconoscimento del fatto che il percorso da loro svolto (un percorso fatto di studio, approfondimento in un anno all’estero, di servizio in prova in una o più comunità) risponde alla vocazione che hanno ricevuto da Dio.

Il mio nome è Ilenya Goss, sono nata a Luserna San Giovanni (To) in una famiglia valdese da parte di papà e cattolica da parte di mamma. Cresciuta in val Pellice, dopo la maturità classica ho studiato Filosofia, laureandomi con una tesi sulla libertà e il male in Kant, e Medicina e chirurgia, laureandomi con tesi di Storia della Psichiatria e abilitandomi alla professione di medico chirurgo. Ho seguito studi musicali, prima di pianoforte e poi di canto. Gli ambiti diversi della mia formazione hanno trovato una sintesi nell’insegnamento universitario (Etica medica e Storia della Medicina presso la Facoltà di Medicina e chirurgia, Torino) che mi avviava alla carriera accademica.

Sentivo tuttavia un forte desiderio di approfondire le conoscenze bibliche dando sistematicità alle mie letture teologiche; nasce così il proposito di studiare Teologia, e, dopo un lungo percorso personale, la decisione di diventare membro della chiesa valdese di Pinerolo, e la vocazione al ministero pastorale. Ho concluso gli studi teologici a Roma con una tesi sull’etica di Bonhoeffer, e, dopo un periodo di studi a Strasburgo (Faculté de Théologie Protestante), ho conseguito la laurea specialistica lavorando sul fine-vita in prospettiva teologica.

Ricordo con riconoscenza il tempo di servizio svolto nelle chiese di La Spezia, Carrara, Forano Sabino, e il periodo di prova nella chiesa valdese di Genova.

Ripensando agli anni trascorsi affiora l’immagine di un viaggio mosso da una chiamata vissuta nella libertà, fatta di svolte e di rischi. Una risposta decisiva alla vocazione cristiana risale al 1996, ma con l’appartenenza alla Chiesa valdese e con lo studio della teologia si è aperto un orizzonte nuovo, un radicale cambiamento di vita e di professione. Ogni aspetto della vita trova un nuovo ordine intorno a un centro dato dalla Parola di Dio, nell’annuncio, nell’insegnamento, nella cura pastorale, nella ricerca e nello studio posti al servizio della chiesa e del mondo.

La fedeltà di Dio è la costante che dona il coraggio di compiere passi nuovi, di lasciarsi condurre oltre i progetti consueti, ed è insieme dono e appello a vivere secondo libertà, senza paura. Colui che «fa nuove tutte le cose» apre un sentiero là dove non c’era, provvede quanto basta al giorno e chiama ad alzarsi e a mettersi in cammino; ciascuno con il suo nome e insieme, chiesa di Cristo chiamata a splendere di luce, speranza, verità anche nei giorni di ombra della storia, per amore di Colui che ci ha amati.