Il sogno ecumenico di Maselli

Rubrica «Il cammino verso l’unità», a cura del pastore L. M. Negro, andata in onda domenica 12 marzo durante il «Culto evangelico», trasmissione di Radiouno a cura della Fcei

Un anno fa, il 4 marzo 2016, moriva a Lucca il pastore Domenico Maselli: pastore nelle Chiese evangeliche libere e nella Chiesa valdese, docente di Storia del cristianesimo all’Università di Firenze, deputato al Parlamento dal 1994 al 2001, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia dal 2006 al 2009. Maselli è stato una figura poliedrica: ha dato un contributo fondamentale alla storia del movimento evangelico italiano nel periodo risorgimentale, ma è anche stato un appassionato predicatore dell’Evangelo, un fautore del dialogo ecumenico e un cittadino impegnato in molte battaglie civili, prima fra tutte quella per la libertà religiosa. In occasione del primo anniversario della sua scomparsa il Centro culturale «Pietro Martire Vermigli» e la chiesa valdese di Lucca hanno promosso, nella splendida cornice della Basilica di San Paolino, un convegno a cui ha partecipato un pubblico numeroso, con esponenti del mondo evangelico e cattolico (tra cui i vescovi di Lucca e Pescia) e il sindaco della città.

Il tema dell’incontro era «L’eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico»: il suo è stato infatti un ecumenismo a 360° gradi, teso prima di tutto a promuovere la collaborazione fra le diverse anime delle chiese evangeliche ma anche con il cattolicesimo. Negli ultimi anni Maselli aveva posto le basi per la realizzazione di un progetto che ora si spera di poter concretizzare: la creazione di un centro ecumenico nella e della città di Lucca, dedicato particolarmente alla memoria del movimento riformatore del XVI secolo ma anche alle sfide ecumeniche del presente.

Perché Lucca? Pochi sanno che la città toscana è stata uno dei principali centri della Riforma protestante in Italia: una minoranza significativa della popolazione aderì infatti alle idee riformate, ma fu ben presto costretta all’esilio, soprattutto a Ginevra, dove molti esuli lucchesi contribuirono alla vita della locale chiesa protestante e diedero lustro alla città: tra questi il traduttore della prima Bibbia protestante in italiano, Giovanni Diodati.

Il progetto di un centro ecumenico a Lucca rappresenta una novità significativa, per almeno tre motivi: anzitutto perché, per la prima volta in Italia, si tratta di un’iniziativa presa congiuntamente da una chiesa evangelica e dalla chiesa cattolica. In secondo luogo, perché si spera di poter coinvolgere nel progetto le chiese e la città di Ginevra, dati i legami storici a cui abbiamo accennato. E infine per il carattere di ecumenismo «laico»: i promotori, infatti, desiderano coinvolgere la società civile e gli enti locali affinché l’intera città possa fare uno sforzo di «riconciliazione delle memorie» di un passato di divisione, e affrontare le sfide del dialogo tra le fedi e le culture nell’Italia e nell’Europa di oggi. 

Foto di Pietro Romeo