mediterranean hope

15 aprile 2021

La “divisione settaria” che, inserita in Costituzione, permette la coesistenza di 17 fra etnie e religioni, sta bloccando il paese nella logica dei clan contrapposti

7 aprile 2021

Giovedì 8 aprile alle 17,30 in diretta Facebook si parlerà di politiche migratorie in Europa con Mauro Biani, Angela Caponnetto, Gherardo Colombo, Paolo Naso, Suad Omar, Elly Schlein

24 novembre 2020

Un nuovo intervento di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, insieme alla Ong Medici per i diritti umani e al Comune di Rosarno, nella piana di Gioia Tauro

18 novembre 2020

Nasce il Comitato per il diritto al soccorso: un’iniziativa sollecitata dalle Ong e raccolta da esperti del diritto del mare e del diritto internazionale. Ne abbiamo parlato con Luigi Manconi 

5 ottobre 2020

L'impegno  sull'isola di Mediterranean Hope, il programma per rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, va ben al di là del pur corretto momento di ricordo delle troppe vittime in mare

28 luglio 2020

Ieri a Roma il presidio al quale ha aderito anche Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, insieme a decine di realtà che si occupano di diritti

13 luglio 2020

Il coordinatore del programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia "Mediterranean Hope", Paolo Naso: «Con le loro norme e a dispetto del loro titolo quei decreti generano irregolarità fin

21 aprile 2020

Un focus a cura del programma Mediterranean Hope . Cominciamo pubblicando un report del medico Luciano Griso, responsabile di Medical Hope, il progetto che fornisce assistenza sanitaria ai migranti

1 aprile 2020

Antoine Khoury, arrivato in Italia coi corridoi umanitari a fine 2018, vive con la mamma e il fratello maggiore a Pinerolo, in un progetto di accoglienza gestito dalla Diaconia Valdese.

23 marzo 2020

Paolo Naso: «In un momento così difficile per tutti gli italiani e per il Paese non possiamo dimenticare le migliaia di lavoratori stranieri che vivono in condizioni degradanti e di sfruttamento»

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