La pace del Signore

Un giorno una parola – commento a II Tessalonicesi 3, 16

Ritorna, anima mia, al tuo riposo, perché il Signore t´ha colmato di grazie 
Salmo 116, 7

Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera 
II Tessalonicesi 3, 16

Il Signore della pace via dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Sempre e in ogni maniera poteva suonare superfluo, almeno nella parte del mondo in cui viviamo. Ma oggi sappiamo che non è così scontato. 

L’apostolo Paolo saluta qui la comunità di Tessalonica, dove, come si capisce dai versetti precedenti, ci sono dei problemi sociali: ci sono persone che vivono a spese di altre persone. Queste tensioni turbano la convivenza, minano la pace.

Può sembrare dunque un po’ mellifluo l’augurio della pace come saluto. La frase “che la pace sia con voi” è stata detta e ascoltata troppe volte con disinvoltura. Ma la pace del Signore non è l’assenza delle armi, che già è un bel passo avanti. Magari oggi si arrivasse a far tacere le armi! Ma non basta, prima che uno/una se ne accorge, riesplode il conflitto, forse in altri termini, ma pur sempre con delle vittime. 

L’attesa del ritorno di Cristo era molta viva al tempo di Paolo, ma non bisogna dimenticare che Egli è sempre vicino. Nella fede, Cristo è presente, entra nelle nostre vite con la sua pace. Una pace che scompagina il nostro modo di vivere. Una pace capace di affrontare le tensioni in mezzo a noi. Una pace che parla di giustizia, di relazioni giuste, sempre e in ogni maniera. Che possiamo accogliere questa pace, testimoniare questa pace, e viverla.

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