Amate lo straniero

Un giorno una parola – commento a Deuteronomio 10, 17.18-19

Il Signore, il vostro Dio, è il Dio degli dèi che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero 
Deuteronomio 10, 17.18-19

Fui straniero e mi accoglieste
Matteo 25, 35

Fare giustizia, amare e dare. Tre verbi che ci presentano Dio in modo così naturale. Dio è giustizia, amore e dono. Ha donato a noi la sua creazione. Il soffio vitale per la nostra esistenza biologica. La liberazione mediante il gesto d’amore del suo figlio unigenito, Gesù Cristo. Insomma, che abbiamo noi che non abbiamo ricevuto da Dio? 

«Finché l’essere umano conserva un soffio di vita può perfezionarsi ed essere utile agli altri uomini», diceva Lev Tolstoj. Perfezionarsi ed essere utile agli altri essere umani. Come? Prendendo esempio da colui che è il Signore, il nostro Dio! Essere utili donando del nostro tempo all’orfano e alla vedova e facendo loro giustizia di fronte a coloro che invece di donare vogliono soltanto prendere con violenza i diritti degli emarginati. 

In questi giorni le donne dell’Iran piangono e gridano di rabbia per la morte di Masha Amini. Altre donne uscite in strada per protestare contro le ingiustizie di genere e la negazione dei diritti sociali e civili sono state arrestate e alcune anche uccise. Il pane che manca a queste donne non è quello materiale. Queste donne hanno fame di libertà. Vogliono giustizia di genere! Il vestito che manca a queste donne non è il velo imposto. Il vestito di queste donne è la dignità negata! 

Amate dunque lo straniero. A casa vostra e a casa sua. Ovunque e in ogni tempo il nostro amore deve manifestarsi con l’intensità del senso di solidarietà ed empatia in preghiera e in ogni gesto d’amore che possiamo donare ai nostri simili, secondo il comandamento d’amore di Gesù Cristo, nostro Signore. 

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