La Parola di Dio.

Un giorno una parola – commento a Giovanni 1, 1

Le colonne della terra sono del Signore e su queste ha poggiato il mondo
I Samuele 2, 8

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio
Giovanni 1, 1

Il Prologo del Vangelo secondo Giovanni è un inno a Cristo, celebrato come Parola divina, inno che ricorda la liturgia della comunità cristiana di Efeso, «Il Dio invisibile si è fatto visibile in Cristo» (Colossesi 1, 15), ampliato dall’evangelista come argomento centrale del suo Vangelo.

“In principio” riprende le prime parole della Genesi, non nel senso di inizio in ordine cronologico del mondo, bensì di principio assoluto.

Il Cristo è il Logos, la Parola, termine nel quale possiamo riconoscere l’influenza della letteratura sapienziale d’Israele: «Io sono la Sapienza… il Signore mi ha intessuta fin da principio» (Proverbi 8, 1.23).

Quindi la Parola, sapienza e splendore della gloria di Dio, con l’incarnazione in Gesù diventerà la manifestazione di Dio in seno all’umanità.

L’umanità così amata da Dio riceve la pace di Cristo e diventa capace di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sentimenti e propositi che edificano una “nuova umanità” nella pace e nella giustizia.

Questa “nuova umanità” va nutrita con cibo quotidiano, il pane della Parola, il pane di vita, la vita stessa di Gesù. «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente» (Colossesi 3, 16).

Tutta la vita di Gesù è manifestazione di Dio, che trova il suo culmine e la sua gloria sulla croce. Per giudei e pagani la parola della croce era scandalo, follia, invece per chi si sente amato da Dio, questa Parola si manifesta come parola luminosa, perché “Dio è amore” (1 Giovanni 4, 8). La sua manifestazione è là dove appare l'Amore. 

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