Lavoratori stranieri in Italia, 4 miliardi di Irpef pagata nel 2020

In aumento il contributo dei lavoratori stranieri all'economia nazionale, ma rispetto al resto d'Europa rimane più elevato il gap sul guadagno rispetto a chi invece è cittadino italiano

Fondazione Leone Moressa, l’istituto di studi e ricerche nato nel 2002 da un’iniziativa della Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre Cgia, specializzato nello studio delle fenomenologie e delle problematiche relative alla presenza straniera sul territorio italiano, ha pubblicato uno studio sull’impatto dei lavoratori stranieri nell’economia del nostro Paese.

I dati diffusi provengono dal ministero dell'Economia e sono basati sulle dichiarazioni dei redditi individuali 2020 (rispetto al 2019) e hanno consentito di analizzare l'impatto della popolazione immigrata sul totale dei contribuenti.

Complessivamente in Italia i contribuenti nati all'estero sono 4,2 milioni. Hanno dichiarato 60,2 miliardi di euro di entrate e pagato 9 miliardi di euro di imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Osservando l'andamento dal 2010 al 2019, la Fondazione ha notato un progressivo aumento sia del numero di contribuenti nati all'estero (+27,2%) sia del volume di reddito dichiarato (+31,5%).

Dallo studio emerge che i contribuenti nati all’estero sono il 10,2% del totale, con un'incidenza variabile tra il 4,3% nella fascia di reddito più alta e il 15,9% in quella più bassa.

Tra i contribuenti nati all'estero, quasi la metà (47,7%) ha dichiarato un reddito annuo inferiore ai 10.000 euro.

Tra i nati in Italia, quella fascia di reddito rappresenta solo il 28,6% dei contribuenti. Ben diversa la situazione anche per i ricavi superiori ai 25.000 euro: solo il 12,1% dei nati all'estero rientra in questa fascia contro il 31,1% dei contribuenti italiani.

Oltre la metà dei contribuenti nati all'estero risiede in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio, rappresentando in media il 10,2% del totale, ma i numeri aumentano nelle regioni del centro-nord, raggiungendo il valore più alto in Trentino Alto Adige (16,3%).

Tuttavia, il divario di reddito tra contribuenti italiani e quello di coloro che sono nati all'estero è rimasto piuttosto elevato. Complessivamente, in Italia, un contribuente nato all'estero ha dichiarato 14.680 euro, quasi 8.000 in meno di un contribuente italiano. Il divario ha superato i 10.000 euro in sei regioni.

A livello provinciale, l'incidenza dei contribuenti nati all'estero ha raggiunto il picco a Prato (23,4%). Tra le grandi città, Milano ha registrato un'incidenza del 14,6%. Anche Genova e Firenze hanno superato la media nazionale. Complessivamente, la componente femminile ha rappresentato il 44,5%, con punte significativamente più elevate tra i paesi dell'Europa orientale (Ucraina, Moldavia, Polonia) e dell'America Latina (Perù, Brasile).

In media, ogni contribuente nato all'estero nel 2020 ha dichiarato 14.680 euro e versato 3.360 euro di Irpef.

I paesi dell'UE e dell'Europa occidentale in generale presentano valori significativamente più elevati, in linea con i contribuenti di origine italiana.

Confrontando i dati del ministero dell'Economia con il numero di lavoratori per ciascuna nazionalità, i contribuenti stranieri sono stati stimati in 2,3 milioni. Ciò ha consentito di calcolare il volume di reddito dichiarato dai contribuenti stranieri (30,3 miliardi) e il volume di Irpef pagato (4 miliardi). La comunità più rappresentata è quella rumena con oltre 635.000 contribuenti, seguita da Albania (162.000) e Cina (149.000).

La Fondazione Leone Moressa è dedicata ad uno dei fondatori dell’Associazione Artigiani di Mestre (1906-1984). Attento ai bisogni della comunità locale e animato da profondo spirito di partecipazione politica e sociale (partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale e più volte Consigliere Comunale a Venezia) fu tra i fondatori della Cgia e uno dei fautori dello sviluppo della sua attività politico-sindacale. A Leone Moressa si deve, tra le altre cose, la costituzione della prima Cassa Previdenziale per l’Artigianato.

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