Usa, due iniziative per celebrare la fine della schiavitù

Il 19 giugno del 1865 a Galveston, in Texas, un proclama federale informò le persone di origine africana che erano tutte libere e che la schiavitù era stata abolita

Il 19 giugno, Juneteenth, è una festività negli Stati Uniti, in cui si commemora la fine della schiavitù. In quella giornata nel 1865 a Galveston, in Texas, infatti, fu letto un proclama federale degli Stati Uniti che informava le persone di origine africana che erano tutte libere e che la schiavitù era stata abolita. Da allora questa data viene celebrata come Giorno della Libertà, Giorno del Giubileo, Giorno della Liberazione e/o Giorno dell’Emancipazione.

In occasione di questa ricorrenza e per discutere delle attuali discriminazioni, le chiese Usa propongono due momenti di riflessione.

Il primo incontro è in programma per oggi giovedì 17 giugno, alle 15:30 Eastern Standard Time (quindi alle 21:30 italiane), con gli United Black Christians (UBC) della Chiesa unita di Cristo (UCC). Parteciperanno in particolare esponenti delle chiese di origine africana.

Qui il modulo per iscriversi.

Il secondo appuntamento si svolgerà il giorno seguente, il 18 giugno alle 12 (pm, ora di Stati Uniti e Canada, quindi alle 18 in Italia) e si intitola “Una Festa di Giugno con racconti e musica sacra”.
L’incontro prevede un “ascolto delle vite dei popoli africani attraverso 4 generi di narrazione e musica. I discendenti africani – spiegano i promotori – hanno resistito, si sono ribellati, hanno protestato e combattuto per la loro libertà e il diritto di esistere come Dio intendeva fin dall’inizio dell’esistenza umana. Nel 21° secolo, il COVID-19, gli omicidi delle forze dell’ordine sanzionati dallo stato, il nazionalismo bianco e le minacce e gli atti di violenza dei vigilanti continuano a colpire le persone di origine africana a livello nazionale e globale”.

Qui il modulo da compilare per partecipare al webinar. 

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