Cimitero evangelico di Torino, storia e novità

Un bel video racconta le vicende delle sepolture valdesi e gli sviluppi futuri con la concessione del campo evangelico al Concistoro della Chiesa valdese di Torino

Giovedì 5 novembre 2020 il Concistoro della Chiesa valdese di Torino ha firmato in Comune l’atto di concessione del campo evangelico del cimitero monumentale. Tale atto è uno dei tasselli di un importante ed innovativo progetto della Città per valorizzare e rispettare le diversità delle diverse fedi presenti sul territorio cittadino. La concessione firmata è il primo atto di un cammino che nei prossimi mesi porterà ad un nuovo volto del campo evangelico.

La storia, la teologia e le ragioni che hanno spinto la Chiesa valdese di Torino ad accettare la gestione del Campo evangelico nel Cimitero monumentale di Torino: in un video ne parlano Patrizia Mathieu, presidente del Concistoro della chiesa valdese locale, Maria Bonafede, pastora valdese, ed Eugenia Ferreri, membro del Concistoro, con la partecipazione di Marco Giusta, assessore della Città di Torino.

Come racconta la newsletter della Chiesa di Torino la storia del Campo evangelico ha origine dalla persecuzione subita dai Valdesi esclusi, fino a pochi anni prima della concessione dei diritti civili ricevuti dallo Statuto Albertino del 1848, dalla sepoltura in terra consacrata dalla Chiesa cattolica romana. Il pastore Amedeo Bert, cappellano delle ambasciate protestanti a Torino, ottenne dal Comune, nel 1846, un pezzo di terreno dell'ampliamento del Cimitero Monumentale: prospiciente al Campo detto israelitico, con ingresso separato, i sudditi valdesi, non ancora riconosciuti cittadini, potevano trovare degna sepoltura. 

Nel video Eugenia Ferreri ripercorre la storia delle inumazioni valdesi nei secoli: se, dopo l’adesione alla Riforma, i cimiteri, benché cattolici, fossero aperti a tutti e i due i culti potessero convivere, dal 1618 avviene una stretta: viene impedito ai morti di fede valdese di essere inumati in suolo consacrato, imponendo loro di avere sito fuori dall’abitato, lontano dalle strade pubbliche e a spese proprie, senza la possibilità di cingerlo con muri o siepi e rischiando quindi l’incursione degli animali.

Nel corso del ‘700 cambia la sensibilità, soprattutto grazie al governo francese e napoleonico che proibiscono l’inumazione nelle chiese e nei cimiteri all’interno dell’abitato; si afferma quindi l’idea del cimitero isolato e comunale, idea a cui i valdesi non fanno obiezioni perché non fa ricadere su di loro tutti gli oneri economici. Anche dopo la Restaurazione rimane questa possibilità, ma i valdesi già all’inizio del 1800 cominciano a spostarsi in città.

Torino a quel tempo è la capitale di un regno importante che ospita ambasciate straniere; gran parte di esse, ovvero Gran Bretagna, Prussia, Paesi Bassi e Cantoni Svizzeri, sono protestanti, così come lo è il loro entourage. Nello stesso periodo vengono impiantate le prime industrie ferroviarie e tessili di imprenditori svizzeri, tedeschi, alsaziani, anch’essi di confessione riformata. In più la ripresa dei gran tourportava viaggiatori da tutta Europa. Poteva succedere, anche per loro, di ammalarsi e morire a Torino. Avere un luogo dove queste persone potessero essere seppellite diventava un’esigenza molto sentita.

La gestione del Campo fu, per molti anni, di competenza del Concistoro della Chiesa valdese di Torino, ma, con il cambiamento delle Leggi cimiteriali, la gestione fu poi ripresa dal Comune di Torino che usò lo spazio per seppellire i defunti di ogni fede, con il risultato che il Campo perdette la sua impostazione e connotazione. Alcuni decenni fa il campo cambiò la sua denominazione e da Acattolico divenne Evangelico.

Pochi anni fa il Comune di Torino, nell'ambito del progetto di riconoscimento delle tradizioni funerarie delle diverse fedi e comunità, ha offerto loro la possibilità di riavere, dietro il pagamento di un canone annuo, la concessione del Campo. Il Concistoro ha deciso quindi di accettare per non cancellare la propria storia e identità, e ha formulato un progetto di riqualificazione con la possibilità d’inumazione delle ceneri in appositi pozzetti. 

Il campo è quindi ora a disposizione delle Comunità evangeliche di Torino per i loro defunti ma anche a disposizione di agnostici o simpatizzanti vicini alla Chiesa valdese. Una prima sepoltura di un membro di una Comunità evangelica di Torino è già avvenuta a dicembre 2020.

Qui il link al video.

Per ulteriori informazioni sul Campo evangelico scrivere a campoevangelico@torinovaldese.org.

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