L’aiuto di Dio

Un giorno una parola – commento a Isaia 41, 13

Perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: «Non temere, io ti aiuto»
Isaia 41, 13

Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò
Matteo 14, 30-31

Quale persona mediamente sana di mente non ha mai provato apprensione o paura di fronte a una situazione di evidente pericolo? Talvolta siamo condizionati da informazioni allarmistiche o da eventi che non conosciamo e non riusciamo né a comprendere né a controllare. La paura può essere un aiuto per attivare strategie di sopravvivenza, ma può anche trasformarsi in panico e renderci ancora più inermi rispetto ai pericoli incontrati. Da bambino mio padre mi aveva regalato un telegrafo Morse giocattolo a batteria e mio zio, già radiotelegrafista della Marina Militare, mi insegnò a inviare il segnale di soccorso SOS: tre punti, tre linee e tre punti …---… e aggiunse che era il segnale più importante e le navi che lo ricevevano dovevano subito rispondere, chiedendo la posizione, diffondere il messaggio e mobilitarsi per i soccorsi. Mi esortò a ricordarlo, perché nella vita tutti possiamo imbatterci in situazioni di grande pericolo ed è vitale saper chiedere aiuto.

Le parole di Isaia e di Matteo evocano in me il ricordo del segnale di soccorso, appreso tanti decenni fa, ma che non ho mai dimenticato. Anche se l’immagine può apparire discutibile, mi piace pensare all’aiuto del Signore come alla decisione di un capitano che cambia rotta per soccorrere dei naufraghi. In effetti in questo mondo così precario siamo tutti un po’ come dei naufraghi, bisognosi di soccorso. Lanciamo anche noi i nostri SOS: «Signore, salvami! Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò». Nella Bibbia ripetutamente echeggiano espressioni di conforto e di soccorso. Il Salmo 23 ci insegna che il Signore è accanto a noi anche nelle difficoltà estreme: «Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me».

La stessa intensità la troviamo nell’annuncio della nascita di Gesù ai pastori: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà» (Luca 2, 10). La presenza del Signore in mezzo a noi è fonte di gioia e soccorso certo.

Così cantiamo nell’inno 48: «Immensa grazia del Signor! Fu lei che mi trovò; da Lui lontano, a me guardò, perduto, mi salvò».

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