La grandezza di Dio

Un giorno una parola – commento a Michea 5, 3

Egli sarà grande fino all’estremità della terra
Michea 5, 3

In Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza
Colossesi 2, 9-10

L’amore e la grandezza sconfinati di Dio non potranno essere contenuti dal nostro piccolo pianeta, ma nei disegni dell’Eterno c’era anche che questa quasi insignificante sfera dell’Universo fosse ammantata dal suo infinito. La potenza doveva abbracciare la debolezza e la Via a tutto questo fu l’incarnazione del Verbo.

Quale atto di amore di un Dio che si contrae e si ritrae, prima per darci uno spazio vitale, poi svuota se stesso per diventare uno di noi, come ci ricorda l’inno di Filippesi 2.

Con quell’inno, le prime comunità cristiane, sotto lo slancio dello Spirito, proclamavano che Dio, per amore dell’umanità si era umiliato in Cristo, per poi innalzarlo e dargli una fama, un nome che è al di sopra di ogni nome, in cui l’umanità doveva riconoscere il Signore del cielo e della terra.

Il Verbo incarnato innesca una nuova creazione. L’uomo vecchio viene sostituito da un uomo nuovo che non deve più comprendersi come centro dell’universo, ma come parte del piano di salvezza di Dio.

Questa possibilità di autocomprensione l’uomo non l’avrebbe mai avuta se non attraverso l’umiltà di Cristo che ha onorato la nostra carne con la sua carne.

La nostra risposta è, e deve essere, testimoniare il suo santo Nome e la sua grandezza fino ai confini di tutta la terra.

Ormai l’Avvento è alle porte, approfittiamo di questo tempo per svuotare noi stessi dalle scorie di un consumismo sempre più asfissiante ed onorare la venuta di Gesù in mezzo a noi, annunciando la buona notizia che un grande Dio si è fatto piccolo per amore.

Interesse geografico: