Gesù è venuto per cercare e salvare chi era perduto

Un giorno una parola – commento a Luca 19, 10

Vengono piagenti e imploranti; li guido, li conduco ai torrenti, per una via diritta dove non inciamperanno; perché sono diventato un padre per Israele
Geremia 31, 9

Il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto
Luca 19, 10

Siamo alla fine del racconto della storia di Zaccheo, l’esattore che si è convertito, ha invitato Gesù a casa sua e ha promesso di restituire il maltolto. La gente del tempo detestava gli esattori: non erano osservanti della Legge, erano peccatori e lontani da Dio per il fatto stesso di esercitare quella professione, indipendentemente dal loro comportamento onesto o disonesto. Ma anche gli osservanti possono essere lontani dalla promessa di Dio e Gesù cambia le prospettive e prende un’iniziativa concreta insolita: contro ogni usanza logica, va incontro all’esattore, va a pranzo a casa sua, quasi quasi si contamina. Va alla ricerca delle persone perdute, disprezzate, emarginate. A loro non chiede di cambiare professione, non è necessario cambiare mestiere, non sono necessarie prove per essere accolti da Dio. La grazia non ha presupposti. Gli esattori ci precederanno nel regno dei cieli. Possibile?! Ricordiamocelo quando riceviamo una notifica da Equitalia o andiamo allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Gesù non chiede altro che la «conversione», ma questa «conversione» è tutto. È venuto per cercare e salvare chi era perduto e, come dice Giovanni, «perché chiunque crede in lui non perisca». È bellissimo. Siamo al centro del Nuovo Testamento, al cuore dell’azione di Dio per tutti, per gli altri e anche per me.

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