Church Too. Le chiese rispondono a evidenza degli abusi sessuali

Venerdì 11 gennaio a Roma, un incontro pubblico presso la Facoltà valdese di teologia. La pastora Letizia Tomassone, docente di studi di genere, ha introdotto il tema nella rubrica radiofonica di Rai Radio 1 Culto evangelico

Riproponiamo il contenuto dell’intervista alla pastora Letizia Tomassone, docente di studi di genere presso la Facoltà valdese di teologia, andata in onda il 6 gennaio nel programma radiofonico di RAI Radio 1 Culto evangelico.

Nel 2018 è nato il movimento #MeToo che ha permesso a tantissime donne di parlare degli abusi subiti; accanto a questo è nato anche #ChurchToo, “anche nelle chiese”. Perché è nato questo movimento?

#ChurchToo è nato spontaneamente perché le donne hanno cominciato a raccontare gli abusi subiti, anche nelle chiese e da parte di uomini di chiesa. Allora, soprattutto negli Stati Uniti, sono stati aperti dei blog e le chiese si sono fatte carico ufficialmente di questo tema; non hanno lasciato che questa voce rimanesse nascosta, ma hanno fatto sì che questa voce potesse mettere in questione la struttura a volte abusante delle chiese e, soprattutto, che mettesse in discussione quella teologia e quella predicazione che hanno in passato imposto il silenzio, l’umiliazione e la colpevolizzazione della vittima.

Quali racconti si possono leggere su #ChurchToo?

Nei blog si leggono racconti di abusi o tentativi di approfittare delle giovani donne e delle donne in situazioni accademiche, o da pare di ministri di culto, o da parte di teologi anche piuttosto noti. Di solito la modalità di queste denunce è anonima, nel senso che non vengono fatti i nomi delle persone coinvolte anche perché, come sappiamo, le leggi dopo diversi anni fanno decadere la possibilità di denunciare. Però è molto liberatorio e molto importante poter raccontare quello che si è vissuto nelle mura di un luogo che dovrebbe essere casa. Stiamo parlando di situazioni quindi molto difficili, in cui ci si deve sempre guardare intorno, si deve fare attenzione, si deve essere in due, si deve cercare l’appoggio di un’altra persona, anche quando si è in un luogo che dovrebbe essere garantito e tranquillo, un luogo di relazioni.

Nell’incontro di venerdì parlerete di come le chiese rispondono alle evidenze degli abusi sessuali. Come rispondono le chiese?

Da diversi anni le chiese hanno messo in atto dei percorsi di formazione pastorale per i ministri di culto, percorsi che poi naturalmente si riversano sui membri di chiesa. Sono percorsi che fanno della consapevolezza dell’abuso il primo passo: esiste l’abuso dentro le chiese.

Negli anni passati sono stati promossi ben due decenni di lavoro e di impegno delle chiese su questo tema e le chiese legate alla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) sono state coinvolte in questa indagine, in questa capacità e volontà di analizzare il modo in cui le denunce per esempio vengono accolte dagli anziani o dai ministri di culto; il modo in cui le donne e anche i minori che hanno subito degli abusi dentro o fuori dalla chiesa possono essere ascoltati.

Quindi consapevolezza e ascolto. E poi, un percorso anche di riparazione, riconciliazione per le vittime, per i sopravvissuti e le sopravvissute, per fare i conti con questa ferita che sta nella loro esistenza. Ma anche un cammino per gli abusanti: un percorso di ripensamento del proprio rapporto con le persone che sono state abusate e quindi un percorso di giustizia riparativa.

Tutto questo oggi viene ancor più enfatizzato dalla nascita di un Osservatorio interreligioso sulla violenza contro le donne, promosso dal Segretariato attività ecumeniche (Sae) e in cui la Fcei è molto presente.

Significativa è anche la dichiarazione sulla violenza contro le donne firmata da tutte le chiese italiane (Appello ecumenico contro la violenza sulle donne firmato in Senato nel 2015, ndr).

L’incontro pubblico “#MeToo #ChurchToo Come le chiese rispondono all’evidenza degli abusi sessuali” si terrà venerdì 11 gennaio 2019 dalle ore 15 alle ore 18 presso la Facoltà valdese di teologia a Roma in Via Pietro Cossa, 42. Partecipano: Gianna Urizio, già presidente della Federazione donne evangeliche in Italia (Fdei) e Associazione Donne in genere, Paola Cavallari, osservatorio interreligioso violenza contro le donne SAE e la stessa Letizia Tomassone.

Scarica la locandina in formato pdf: MeToo ChurchToo 11 gennaio 2019

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