La scoperta della sorgente della gioia

Un giorno una parola – commento a Salmo 9, 2

Mi rallegrerò ed esulterò in te, salmeggerò al tuo nome, o Altissimo
Salmo 9, 2

Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore»
Luca 1, 46-47

Il salmista risponde all’invito rivolto da Dio con una doppia affermazione: mi rallegrerò nel Signore, perché siamo penetrati nel territorio dell’esultanza e della lode che celebra e canta il Nome dell’Altissimo. Possiamo lasciare alle nostre spalle ogni tristezza, tutte le nostre piccole o grandi disperazioni, angosce per il cibo o la casa, per i nostri fallimenti, per l’aridità della vita senza affetti, senza tenerezza, il morso della solitudine rimane alle soglie della casa della gioia, qui siamo circondati dal popolo in festa che esulta in Dio e nella sua misericordia. Lasciate ogni tristezza, dice il salmista, voi che entrate in questo territorio aperto dal Salmo, dove la vita trascorre sotto lo sguardo della benevolenza divina, dove incontriamo il creatore e la sua grazia che salva il peccatore e raduna la terra intera in un solo popolo e genere umano, dove nessuno è escluso.

La risposta del salmista al doppio invito divino è la scoperta nella propria vita della sorgente della gioia, dell’esultanza, della lode. Lasciamo alle nostre spalle le ombre che troviamo intrecciate alla nostra esistenza banalmente comune, che consiste nel sudare per il pane, quando si ha un lavoro, nella lotta per l’esistenza, nel cercare di essere veri esseri umani. Per trovare la luce, la dimensione luminosa dell’esistenza: per trovare un Dio fedele e un Dio misericordioso il cui Nome ci sfugge e che chiamiamo Altissimo. Questa è la sorgente della gioia che scoppia in lode, gioia ed esultanza. Da una parte l’allegria viene da Dio che è la sorgente della vita, dall’altra l’allegria nasce in noi quando scopriamo lo sguardo di Dio e innalziamo a Lui il nostro sguardo, il luogo dove confluiscono le due consapevolezze: noi che incontriamo Dio e Dio che incontra noi, è il territorio della grazia, il santuario vero, il tempio della fine del tempo dove possiamo entrare per lodare e servire il Signore.

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