Padre nostro che sei nei cieli

Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 9

Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, per la tua bontà e per la tua fedeltà
Salmo 115, 1

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome
Matteo 6, 9

Signore, ti chiamo «Padre» e mi sento subito abbracciato teneramente ma con forza, sicuro che non sarò abbandonato. Ti chiamo «Padre» per ascoltare i tuoi insegnamenti e quella Parola d’amore che mi rivolgi ogni giorno.

Ti dico «nostro» perché so che tu mi hai messo accanto tanti fratelli e sorelle perché condividano con me la gioia di essere tuoi figli e figlie. Ti dico «nostro» perché non voglio essere l’unico a godere del tuo amore, che è troppo grande perché io possa contenerlo.

Ti dico «che sei nei cieli» perché lì è dove ti immagino, in un luogo alto, molto più alto di qualsiasi altezza della terra. Ti dico «che sei nei cieli» con la fede e la speranza di raggiungerti là il giorno che tu vorrai, per gustare totalmente la tua presenza.

E voglio «santificare il tuo nome» con quelle poche forze che posseggo, ma sicuro che è tanto l’aiuto che mi darai. Sì, voglio santificare il tuo nome, Dio che sei Santo, con la lode e la preghiera, con la testimonianza e con l’impegno di tutta la mia vita!

Concedimi sempre di chiamarti Padre! Rendimi degno di essere chiamato tuo Figlio! Amen.

 

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