Dio conosce ciascuno e ciascuna di noi

Un giorno una parola – commento a II Timoteo 2, 19

Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, così il Signore degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare

Isaia 31, 5

 

Il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi»

II Timoteo 2, 19

 

Il Signore conosce quelli che sono suoi! Un conoscere che è esperienza. Il verbo greco ginṓskō ci dà le coordinate di un’intimità che in certi contesti indica la sessualità. È il verbo con cui Maria rispose all’angelo, che le annunciava la sua maternità, «come è possibile? Non conosco uomo!».

Ma come le ha risposto l’angelo, «nulla è impossibile a Dio», perché appunto come si legge nella seconda lettera a Timoteo: «il Signore conosce quelli che sono suoi».

E conosce ciascuno e ciascuna di noi che ha accettato di lasciarsi provocare dalla sua Parola, di lasciarsi stupire dall’impossibile. A noi, che pur nel peccato e nel dubbio ci rivolgiamo a Lui come Padre, oggi assicura la Sua conoscenza. Quella che il salmista cantava affermando che il Signore sa tutto di noi, del nostro alzarsi e del nostro sedersi. Certo che è così, perché noi siamo suoi!

Non lasciamoci allora spaventare da un Dio che ci esamina, che comprende il nostro pensiero, a cui non erano nascoste le nostre ossa quando venivano formati nel segreto. A Lui affidiamo la nostra vita: «vedi [Signore] se c'è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna» (Salmo 139, 24).