Ravvivare i doni di Dio

Un giorno una parola – commento a II Timoteo 1,6

Ma voi sarete chiamati sacerdoti del Signore, la gente vi chiamerà ministri del nostro Dio
Isaia 61, 6

Paolo scrive a Timoteo: «Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te»
II Timoteo 1,6

Una maglietta sbiadita, un piatto insipido, una serata noiosa, quante cose vanno ravvivate! Sì, perché ben presto la stoffa perde il colore, il piatto perde sapore e a una serata manca interesse. Così anche i doni che hai ricevuto, i tuoi talenti, le tue predisposizioni, il contributo specifico che solo tu puoi dare al bene comune di un gruppo, un'associazione, una comunità, una parrocchia, un luogo di lavoro… è venuto meno.

Sia per stanchezza, sia per mancanza di tempo, sia per delusione o ansia di prestazione hai lasciato languire il tuo dono, non hai più investito su di lui, l'hai usato sempre di meno e alla fine l'hai dimenticato da qualche parte.

Ha bisogno di essere ravvivato ma è proprio ciò che non riesci a fare. Come una pietanza scialba ha bisogno di qualche aggiunta un pizzico di sale o un po' di spezie, così il tuo dono ha bisogno di qualcosa che viene da fuori.

Tranquilli, dunque. Per ravvivare il tuo dono non bisogna fare di più ma di meno! Bisogna, però, tornare all'inizio, quando Dio creò tutte le cose. Bisogna fare silenzio e creare nella tua vita uno spazio “informe e vuoto” e attendere che lo Spirito di Di aleggi su di te. Poiché il tuo dono proviene da Dio, l'unico a poterlo ravvivare è lo Spirito che dal vuoto creò la vita, Spirito che infonderà nuovo colore, nuovo sapore, nuovo interesse nel tuo dono, riempendoti di energia creativa.

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