Moltiplicazione dei doni

Un giorno una parola – commento a Giuda 1, 2

Al Signore appartiene la salvezza; la tua benedizione sia sul tuo popolo!
(Salmo 3, 8)

Misericordia, pace e amore vi siano moltiplicati
(Giuda 1, 2)

Parole di benedizione, parole di speranza, parole di vita. E perché non restino solo parole Giuda, nella sua lettera, ne invoca la moltiplicazione: moltiplicazione dei doni, stupenda diffusione di grazia. Moltiplicazione per avere abbondanza e per condividere in abbondanza.

Misericordia, un rapporto a due, dove l’altro-da-noi diventa l’oggetto del nostro soccorso. Non solo un sentimento di pietà, commozione o compassione, ma una mano tesa, un ginocchio appoggiato a terra in sostegno di chi è «caduto», braccia aperte pronte all’accoglienza. Laddove c’è un cuore aperto e una mano tesa, là c’è misericordia. Un dono e una promessa: «beati i misericordiosi perché otterranno misericordia» (Mt 5, 7). Un dono al presente, con il profumo dell’eternità. Un gesto di tenerezza divina, che ci accoglie tutti e tutte nel Regno preparato per noi. Un gesto di tenerezza umana, per riportare alla vita chi dalla vita è stato escluso.

Pace, realtà possibile per chi accoglie Dio nella sua vita. Pace, silenzio dell’egoismo. Pace, frastuono del rispetto. Pace, meraviglia della libertà. Un altro dono, un’altra promessa: «beati i facitori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9). Laddove c’è ascolto e rispetto, là regna la pace. Pace: un dono da scoprire, prima di tutto dentro se stessi, per poterlo condividere con il prossimo senza riserve.

Amore, essenza pura della divina grazia, incarnata in Cristo Gesù. Un dono, il grande comandamento: «ama il Signore tuo Dio» (Mc 12, 30) e «ama il tuo prossimo» (Mc 12, 31). Restituzione a Dio di quanto ci ha dato. Riconoscimento che nel nostro sangue scorre la stessa vita di tutti i viventi e che nel nostro respiro soffia lo stesso respiro di tutti i respiranti.

Davvero, misericordia, pace e amore, ci siano moltiplicati. Amen!

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