<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Riforma.it | Una cappellana carceraria alla guida della Kirk</title>
	<atom:link href="https://riforma.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://riforma.it</link>
	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Nov 2026 11:09:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>

<image>
	<url>https://riforma.it/wp-content/uploads/2023/08/cropped-logo_2-32x32.png</url>
	<title>Riforma.it | Una cappellana carceraria alla guida della Kirk</title>
	<link>https://riforma.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Una cappellana carceraria alla guida della Kirk</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/una-cappellana-carceraria-alla-guida-della-kirk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di Scozia]]></category>
		<category><![CDATA[Kirk]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85506</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Chiesa di Scozia ha nominato la pastora Jill Clancy, attualmente in servizio presso il...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/una-cappellana-carceraria-alla-guida-della-kirk/">Una cappellana carceraria alla guida della Kirk</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>La Chiesa di Scozia ha nominato la pastora Jill Clancy, attualmente in servizio presso il più grande istituto penitenziario del paese come moderatora per il 2027</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta nei suoi 466 anni di storia, la Chiesa di Scozia ha nominato una cappellana carceraria alla carica di moderatora della sua Assemblea Generale.</p>
<p>La pastora <strong>Jill Clancy</strong>, 56 anni, attualmente in servizio presso il carcere HMP Barlinnie di Glasgow, assumerà l&#8217;incarico nel maggio 2027, diventando la settima donna a ricoprire tale ruolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Clancy, che ha trascorso gli ultimi nove anni lavorando nel più grande istituto penitenziario della Scozia, succederà all&#8217;attuale Moderatore, il reverendo Gordon Kennedy.</p>
<p>In qualità di Moderatora, presiederà l&#8217;Assemblea Generale annuale della Chiesa, durante la quale i rappresentanti discutono questioni riguardanti la governance, il ministero e l’orientamento futuro dell&#8217;istituzione.</p>
<p>Trascorrerà inoltre un anno rappresentando la Chiesa di Scozia, sia a livello nazionale che internazionale, interfacciandosi con partner ecumenici, leader di altre fedi e comunità locali, oltre a visitare i presbiteri e i progetti ecclesiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riflettendo sulla sua nomina, Clancy ha ammesso di essersi inizialmente chiesta se fosse adatta a un ruolo di tale rilievo. «Nutro gli stessi dubbi riguardo all&#8217;incarico di Moderatora che avevo quando ho ricevuto la chiamata al ministero: sono troppo giovane, non abbastanza intellettuale e ho un marcato accento dell’Ayrshire (una delle contee tradizionali situata nella zona sud-occidentale della Scozia, ndr.)», ha dichiarato.</p>
<p>Tuttavia, si è detta convinta che la sua nomina rientri nel disegno divino, pur riconoscendo che il suo approccio potrebbe non essere gradito a tutti. «So che non piacerò a chiunque, ma io sono fatta così; Dio ha una ragione e uno scopo nel chiamarmi a questo ruolo, proprio in questo particolare momento della vita della Chiesa», ha osservato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Originaria di Kilwinning, nell&#8217;Ayrshire settentrionale, Clancy ha prestato servizio come pastora in diverse parrocchie – a Gourock, Glasgow e nell&#8217;Ayrshire – prima di dedicarsi alla cappellania carceraria.</p>
<p>Presso l&#8217;HMP Barlinnie, dove ricopre il ruolo di unica cappellana a tempo pieno, il suo ministero consiste nell&#8217;offrire sostegno spirituale e pastorale sia ai detenuti che al personale. Durante il primo lockdown per il COVID-19, ha inoltre contribuito a mantenere un senso di connessione all&#8217;interno del carcere gestendo la stazione radio &#8220;Barbed Wireless&#8221; con lo pseudonimo di “DJ Jolly Jilly”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sua candidatura giunge in una fase di profondo cambiamento sia per la Chiesa di Scozia che per il penitenziario HMP Barlinnie, la cui chiusura è prevista per il 2028, in seguito all’apertura di una nuova struttura detentiva nelle vicinanze.</p>
<p>Clancy ha rivelato di non aver mai preso in considerazione, in precedenza, l’idea di diventare Moderatora, dopo alcune settimane di riflessione, Clancy ha accettato di procedere con la candidatura.</p>
<p>Guardando al futuro, ha affermato che il suo mandato come Moderatora sarà incentrato sul comandamento cristiano di amare Dio e il prossimo, un principio che ha anche plasmato il suo ministero tra i detenuti.</p>
<p>Riflettendo sul proprio vissuto, Clancy ha dichiarato: «Nella mia vita c&#8217;è stato un grande percorso di guarigione. Ho dovuto affrontare molte situazioni, così come le affrontano le persone con cui lavoro. (…) Aiuto loro a fare lo stesso: ad amare se stessi, ad amare gli altri, a rispettare il prossimo e a comprendere l&#8217;importanza della vita».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sua nomina è stata accolta con favore anche dallo Scottish Prison Service (SPS), che ha acconsentito a concederle un distacco per la durata di un anno.</p>
<p>Il reverendo Graham Bell, consulente per l&#8217;assistenza spirituale (chaplaincy) presso l&#8217;SPS, ha descritto la nomina come un meritato riconoscimento per gli anni di servizio di Clancy. «Nel corso di molti anni, Jill ha dato un contributo eccezionale all&#8217;assistenza spirituale in ambito carcerario», ha affermato. «Attraverso il suo ministero, ha offerto un sostegno compassionevole sia alle persone affidate alle nostre cure che al personale, infondendo energia, calore e dedizione in tutto ciò che fa».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/una-cappellana-carceraria-alla-guida-della-kirk/">Una cappellana carceraria alla guida della Kirk</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Buona novella.  Un bus di aria buona</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/la-buona-novella-un-bus-di-aria-buona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Corsani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:35:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[la buona nvoella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85503</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie &#160; A chi, come me, abita in...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/la-buona-novella-un-bus-di-aria-buona/">La Buona novella.  Un bus di aria buona</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>A chi, come me, abita in un centro relativamente piccolo, diciamo entro i 5000 abitanti, può capitare di vedere giorno per giorno, più o meno alla stessa ora, passare per le vie del centro una serie di furgoni che con il tempo sono diventati riconoscibili: sono i corrieri che consegnano pacchi sia ai pubblici esercizi sia ai privati. Portano tutto ciò, che siamo soliti acquistare per corrispondenza e alcuni generi destinati alla vendita al dettaglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma c’è anche un altro furgone che gira tutta la settimana, con itinerario regolare, che io vedo nella località dove abito, ma che avrà dei gemelli dappertutto: è quello che porta le bombole d’ossigeno alle strutture (Rsa, per esempio), alle farmacie e anche nelle abitazioni private. Sono bombole di diversa capienza e funzionalità a seconda delle persone che ne hanno necessità: persone con delle patologie, persone per le quali l’ossigeno fa parte dei presidi “salvavita”. Non potrebbero fare a meno di questo supporto all’esistenza quotidiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora in Indonesia si è resa necessaria una pratica un po’ più estesa, non ancora “di massa”, ma quasi, a seguito del riprodursi di incendi che imperversano nella regione del Borneo, in base a un andamento climatico stagionale. Un video sul sito del quotidiano <em>La </em>Repubblica ci mostra come, per dare ristoro alla popolazione delle località più toccate dal fenomeno, un pullman sia adibito alla somministrazione di ossigeno per brevi sedute: i cittadini e le cittadine che usufruiscono per 5-10 minuti di questo servizio possono davvero “far rifiatare” il loro organismo, messo a dura prova dai fumi e dalla polvere. Non siamo, quindi, di fronte a una catastrofe imprevista, e nemmeno all’improvvisa diffusione di una patologia a livello generale. È in ogni caso una forma di prevenzione, da parte delle autorità, che poi, in qualche modo, rende anche comunitaria la fruizione di un “toccasana”. Un bel segnale.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/la-buona-novella-un-bus-di-aria-buona/">La Buona novella.  Un bus di aria buona</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Culto evangelico, sommario puntata dell&#8217;8 novembre</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/culto-evangelico-sommario-puntata-dell8-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[culto evangelico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85500</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.30 di domenica mattina, e poi sempre...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/culto-evangelico-sommario-puntata-dell8-novembre/">Culto evangelico, sommario puntata dell’8 novembre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.30 di domenica mattina, e poi sempre riascoltabile su RaiPlay</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 8 novembre</strong> alle 6.30 del mattino potremo ascoltare una nuova puntata del <strong>Culto evangelico</strong> sintonizzandoci su Rai Radio 1.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><b>“Un tesoro che non arricchisce”</b>  dal <b>Matteo 25:14-30</b><b> </b>sarà la predicazione di questa settimana curata dal pastore <b>Saverio Scuccimarri</b>.</p>
<p class="wp-block-paragraph">.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà con il notiziario dal mondo evangelico e la segnalazione di alcuni appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiude la puntata la rubrica <b>“Il cammino verso l&#8217;unità </b><b>” </b>a cura del pastore <strong>Luca Maria Negro</strong><b>.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.raiplaysound.it/programmi/cultoevangelico">Puoi ascoltare qui</a> le puntate del Culto evangelico già andate in onda.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/culto-evangelico-sommario-puntata-dell8-novembre/">Culto evangelico, sommario puntata dell’8 novembre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Protestantesimo, sommario puntata dell&#8217;8 novembre</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/protestantesimo-sommario-puntata-dell8-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:26:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appuntamento domenica mattina alle ore 7 su Rai 3 e poi nelle varie repliche settimanali....</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/protestantesimo-sommario-puntata-dell8-novembre/">Protestantesimo, sommario puntata dell’8 novembre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento domenica mattina alle ore 7 su Rai 3 e poi nelle varie repliche settimanali. Puntata dedicata ai caregiver</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 8 novembre</strong> alle ore <strong>7,00</strong> con repliche martedì notte 10 novembre alle ore 1,10, mercoledì notte 11 novembre alle ore 1.10, lunedì notte 16 novembre alle ore 1,45, sempre su <strong>Rai 3, </strong>nuovo appuntamento con la trasmissione <strong>Protestantesimo</strong>, curata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">In questa puntata: <strong>Accanto a chi cura</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi assiste un familiare anziano, malato o con disabilità spesso vive una fatica silenziosa e nascosta.</p>
<p>In questa puntata di Protestantesimo raccontiamo le storie dei caregiver, tra difficoltà quotidiane e reti di sostegno: dai &#8220;Caffè Alzheimer&#8221; della Diaconia Valdese alle associazioni che accompagnano le famiglie, fino al delicato tema del &#8220;Dopo di noi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché la cura è una responsabilità collettiva: delle famiglie, delle comunità e delle istituzioni. E una società si misura anche dalla capacità di non lasciare soli coloro che ogni giorno si prendono cura delle altre persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Conduce</b>:<b> </b>Federica Tourn</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Servizi</b>: Nadia Angelucci, Giuseppe Bellasalma, Anna Giampiccoli e Michele Lipori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rivedi le puntate dell’ultima stagione di Protestantesimo su <a href="https://www.raiplay.it/programmi/protestantesimo" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>RAIPLAY</b></a></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/protestantesimo-sommario-puntata-dell8-novembre/">Protestantesimo, sommario puntata dell’8 novembre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Condividere il pane</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/condividere-il-pane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Squitieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 07:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bisogno]]></category>
		<category><![CDATA[condividere]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85488</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Isaia 58, 7 &#160; &#160; Non è forse...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/condividere-il-pane/">Condividere il pane</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Isaia 58, 7</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 58, 7</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ebbi fame e mi deste da mangiare</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Matteo 25, 35</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=76205553&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un pane che sazia il corpo e un pane che nutre l’anima. Entrambi diventano segno dell&#8217;amore di Dio quando impariamo a condividerli. Il profeta Isaia ci conduce al cuore di una fede che non si accontenta delle parole, ma desidera farsi incontro, vicinanza, dono. Perché il Signore non guarda soltanto ciò che facciamo per Lui, ma soprattutto quanto amore sappiamo donare al prossimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il digiuno gradito a Dio non consiste soltanto nella rinuncia, ma nella capacità di spezzare il pane con chi ha fame, di accogliere chi è solo, di riconoscere la dignità di chi soffre. È questa la bellezza di una fede che si fa vita, non limitarsi a credere nell&#8217;amore, ma renderlo concreto, seguendo le orme di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, quante volte rischiamo di camminare accanto al dolore senza lasciarcene toccare! Ci preoccupiamo di essere fedeli alle nostre abitudini religiose, dimenticando che il volto di Cristo ci attende proprio nel fratello o nella sorella che vive nel bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condividere il pane significa allora offrire qualcosa di noi, tempo, ascolto, vicinanza, solidarietà. Significa comprendere che ciò che possediamo non è soltanto per noi, ma può diventare dono e speranza per altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando l&#8217;amore si fa concreto, la luce di Dio rompe le nostre oscurità e illumina il cammino. La vera conversione comincia qui, nel riconoscere che non possiamo dirci discepoli di Cristo senza imparare a vivere come Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Signore Gesù, donaci occhi capaci di riconoscerti in chi soffre, mani pronte a condividere e un cuore libero dall&#8217;indifferenza. Insegnaci a spezzare il pane della nostra vita, perché nessuno si senta dimenticato e ogni nostro gesto diventi un riflesso del tuo amore. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/condividere-il-pane/">Condividere il pane</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pubblicato il Dizionario di storia della violenza di genere</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/pubblicato-il-dizionario-di-storia-della-violenza-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sabina Baral]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 06:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Di Carlo]]></category>
		<category><![CDATA[Dizionario di storia della violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Otto per mille valdese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85510</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto, promosso dalla Società italiana delle storiche, è stato finanziato con il contributo dell’Otto...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/pubblicato-il-dizionario-di-storia-della-violenza-di-genere/">Pubblicato il Dizionario di storia della violenza di genere</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-paragraph">Il progetto, promosso dalla Società italiana delle storiche, è stato finanziato con il contributo dell’Otto per mille della Chiesa valdese</h5>
<p>&nbsp;</p>
<div class="entry-content">
<p class="wp-block-paragraph">È stato pubblicato il <a href="https://www.carocci.it/prodotto/dizionario-storico-della-violenza-di-genere">Dizionario di storia della violenza di genere</a>, editore Carocci. Il progetto è stato promosso dalla Società italiana delle storiche e finanziato con il contributo dell’<a href="https://www.ottopermillevaldese.org/">Otto per mille della Chiesa valdese</a>. L’opera, disponibile in “open access” senza embargo, è scaricabile in modo libero e gratuito oppure potrà essere acquistata su carta. Sarà inoltre corredata da una sezione di contenuti multimediali implementabili nel tempo. La circolazione in libreria del volume rappresenta un’ulteriore opportunità di visibilità dell’opera e del progetto così da incentivare l’accesso alla versione gratuita da parte di un numero maggiore di fruitori e fruitrici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il volume metterà a disposizione della comunità (scuola, ricerca, comunicazione, centri antiviolenza) il primo manuale sulla fenomenologia della violenza di genere. Uno strumento di formazione e autoformazione di alto livello ma accessibile, volto a promuovere la conoscenza delle diverse forme di violenza e delle sue trasformazioni storiche così da favorire azioni e politiche di contrasto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Un progetto importante in un tempo di crescente sensibilità per la violenza di genere che richiede interventi mirati, capaci di andare oltre il solo aspetto emergenziale. Su questo terreno la storia può giocare un ruolo fondamentale, come strumento di riconoscimento e comprensione, ma anche ai fini dell’affermazione di buone pratiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">La Società italiana delle storiche vanta un’attività di ricerca pluridecennale sui temi di storia delle donne e dell’identità di genere con l’obiettivo di promuovere un sapere che sappia essere efficace strumento di contrasto e prevenzione della cultura della violenza e di qualunque forma di discriminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Dizionario è stato progettato da un comitato scientifico composto da studiosi e studiose esperti, coordinato da Simona Feci e Laura Schettini, da molti anni tra le principali studiose della violenza di genere in Italia.  L’opera si compone di circa cinquantacinque lemmi di lunghezza variabile per un totale di trecento pagine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">La pastora Daniela Di Carlo ha collaborato al Dizionario lavorando alla voce<em> Religioni</em>. “Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto nel marzo 2025 – dichiara Di Carlo – e ho curato la voce <em>Religioni</em> insieme alle teologhe femministe in ambito cattolico, riformato, ebraico e islamico. Ci siamo domandate come il fenomeno della violenza di genere, da quella coniugale e domestica a quella esercitata in altri ambiti relazionali e sociali, sia letto dalle religioni dalle quali proveniamo. Per quanto riguarda le nostre chiese valdesi e metodiste fondamentale è stato il lavoro delle donne a partire dalle chiese locali, attraverso le Unioni femminili e la Federazione delle donne evangeliche in Italia, così come sono state rilevanti le decisioni sinodali. Infine è stato importante il contributo del <a href="https://agapecentroecumenico.org/">Centro ecumenico di Agape</a> attraverso l’elaborazione delle donne impegnate nei diversi percorsi formativi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le chiese valdesi e metodiste sono tra quelle che hanno maggiormente operato contro la violenza di genere: il “posto occupato” nei locali ecclesiastici, convegni, decisioni prese nei diversi livelli assembleari. “Ma non basta – conclude Di Carlo – perché sia la cultura sia la spiritualità sono ancora contaminate da un patriarcato invasivo. Il Dizionario può essere un buon strumento per le chiese perché offre un linguaggio accurato e dettagliato per nominare con precisione le violenze di genere a noi contemporanee e fornisce anche degli strumenti per capirne i meccanismi”.</p>
<p class="wp-block-paragraph">
</div>
<div class="d-flex align-items-center align-items-md-start"><em>Da <a href="http://www.chiesavaldese.org">www.chiesavaldese.org</a></em></div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/pubblicato-il-dizionario-di-storia-della-violenza-di-genere/">Pubblicato il Dizionario di storia della violenza di genere</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ucraina, la quotidianità sospesa</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/ucraina-la-quotidianita-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Naomi Cino-Nev]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 06:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[Dariia Zhukovska]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85513</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista a Dariia Zhukovska di Leopoli, membro del comitato esecutivo dell’European Methodist Council e recente...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/ucraina-la-quotidianita-sospesa/">Ucraina, la quotidianità sospesa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>L&#8217;intervista a Dariia Zhukovska di Leopoli, membro del comitato esecutivo dell’European Methodist Council e recente ospite al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="none">“Pianificare rimane estremamente difficile, specialmente a lungo termine. L’ho avvertito chiaramente quando, in qualità di membro del Consiglio metodista europeo, ho dovuto inserire in agenda degli incontri previsti per il 2028. Un compito all’apparenza semplice ha suscitato in me disagio e timore: come potevo promettere la mia presenza, senza sapere se sarei stata ancora in vita? Accanto alla paura della morte, è emerso il timore di deludere gli altri.”</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="none">Voce di questa realtà è </span><b><span data-contrast="none">Dariia Zhukovska</span></b><span data-contrast="none">, cresciuta a Lviv (Leopoli). Oltre ad essere parte integrante della St. John’s United Methodist Church e leader nel ministero studentesco “<a href="https://youthtojesus.com/">Youth to Jesus</a>” in Ucraina, Zhukovska è membro del comitato esecutivo dell’European Methodist Council.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Abbiamo approfondito la sua storia dopo averla incontrata prima al programma di formazione online sulla costruzione della pace (<a href="https://www.nev.it/nev/2026/06/03/la-responsabilita-della-pace-appello-alle-nuove-generazioni-metodiste/">Peacebuilding Online Learning Programme</a>), promosso dal Consiglio Metodista Mondiale (World Methodist Council) e, successivamente, come ospite internazionale al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi in Italia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="none">Partendo dalle riflessioni emerse sulla quotidianità a Leopoli e considerando lo studio su Scientific Reports (</span><a href="https://www.nature.com/articles/s41598-026-47201-6"><span data-contrast="none">Nature)</span></a><span data-contrast="none"> di</span><b><span data-contrast="none"> Piotr Długosz</span></b><span data-contrast="none"> e </span><b><span data-contrast="none">Liudmyla Yuzva</span></b><span data-contrast="none">, secondo cui il 56% dei rifugiati ucraini mostra sintomi evidenti di depressione maggiore e il 45% è colpito da disturbi d’ansia generalizzata, le abbiamo posto alcune domande.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">“Oggi partecipo a eventi che, in passato, mi spaventava persino programmare. Questo aiuta, almeno un po’. Così, continuo a segnare incontri in agenda e a prendere impegni. Ma dietro questi gesti quotidiani resta l’incertezza che la guerra ha insinuato anche nelle decisioni più semplici riguardanti il futuro”, ha raccontato Zhukovska.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b><span data-contrast="none">Per chi vive in uno stato di guerra costante e di tensione perenne, cosa si prova ogni volta che si attraversa il confine uscendo dall’Ucraina? </span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">I brevi viaggi all’estero mi permettono di riposare fisicamente, anche se la tensione interiore non scompare mai del tutto. Sono grata di poter dormire tutta la notte. Mi sento particolarmente grata quando vedo le notifiche degli attacchi sulla mia città e mi rendo conto di essere in un posto sicuro.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Trovo ispirazione anche nel trascorrere del tempo con persone la cui vita non è segnata dalla guerra. </span><span data-contrast="auto">Condividere la loro pacifica quotidianità, anche se per poco, mi aiuta a riconnettermi con un senso di vita normale. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A volte le persone esitano a raccontarmi gioie e progetti, come se condividere le cose belle fosse inappropriato mentre l’Ucraina è in guerra.</span><span data-contrast="none"> Ma io voglio ascoltarle. Le loro storie, e la possibilità di condividere la loro felicità, mi donano pace e ispirazione.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b><span data-contrast="none">Quali sono gli effetti a lungo termine sulla salute psicofisica che riscontri maggiormente all’interno della tua comunità e attraverso i racconti di chi ha lasciato il Paese?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Ciò che noto maggiormente è l’esaurimento accumulato: gli attacchi continui, il sonno interrotto e la tensione sono logoranti. Alcune persone che conosco assumono antidepressivi; io stessa li ho presi per un periodo.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Un’altra reazione evidente è l’umorismo nero. Persino i messaggi su minacce terrificanti possono trasformarsi rapidamente in ‘meme’. Lo vedo come un modo per sopportare la nostra realtà.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Sento anche una crescente distanza tra le esperienze di chi è rimasto in Ucraina e di chi vive all’estero. Anche le visite brevi non possono offrire la stessa esperienza di chi ha vissuto anni di guerra. Allo stesso modo, io non posso comprendere appieno le difficoltà dell’emigrazione. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Non è una gara a chi soffre di più, ma è sempre più difficile parlare di ciò che abbiamo vissuto e capirsi a vicenda.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><b><span data-contrast="none">Esistono differenze nel modo in cui i giovani, gli anziani o gli sfollati interni affrontano il profondo peso emotivo del conflitto in corso?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Credo di sì, anche se l’esperienza di ognuno è individuale. Gli sfollati interni hanno spesso perso la casa, i propri cari e tutto ciò che avevano costruito in una vita intera. Conosco storie di persone che hanno dovuto seppellire i propri parenti in giardino prima di andarsene. Vedere la propria città natale e la propria casa distrutte, o rimaste sotto occupazione, aggiunge ulteriore dolore.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Per le persone più anziane, le difficoltà economiche spesso intensificano il carico emotivo. I</span> <span data-contrast="none">prezzi aumentano e le pensioni non coprono i loro bisogni.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">I giovani si adattano più rapidamente e parlano più apertamente di salute mentale. Spesso per loro è più facile riconoscere di aver bisogno di aiuto e cercarlo. Per alcune persone più anziane, chiedere comporta ancora un senso di vergogna. Questo non significa che i giovani abbiano la vita più facile; sono i loro modi di reagire ad essere differenti.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b><span data-contrast="none">Dall’inizio del conflitto, hai notato dei cambiamenti nella tolleranza e nella solidarietà dell’opinione pubblica internazionale nei confronti dei rifugiati ucraini?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Sì, in un certo senso. A volte ho la sensazione che gli ucraini siano percepiti come destinatari di troppi aiuti, che la gente sia stanca della nostra guerra o creda che sia finita e che tutti debbano tornare a casa. Penso che la scarsa consapevolezza e la disinformazione giochino un ruolo importante e che i contributi degli ucraini nei paesi ospitanti vengano spesso ignorati.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Viaggiando negli Stati Uniti — non come rifugiata — avverto calore e sostegno da parte delle comunità locali e delle chiese.  </span><span data-contrast="none">Al confine polacco, invece, ho incontrato ripetutamente delle ostilità. Questa esperienza personale rende emotivamente ancora più difficile un viaggio che è già faticoso di per sé. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Ci sono poi incertezze molto concrete: gli attacchi nelle zone di frontiera dell’Ucraina, i valichi che chiudono durante gli allarmi aerei e gli attacchi dei droni contro i treni, che costringono i passeggeri a evacuare. Chi viaggia verso l’estero affronta il pericolo già durante il tragitto. Per questo motivo, pianifico sempre di attraversare il confine almeno un giorno prima della coincidenza con il treno o con il volo. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:240,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><b><span data-contrast="auto">Quali sono i reali bisogni delle persone in questo momento?</span></b><b><span data-contrast="none">  </span></b><b><span data-contrast="auto">Le risorse o le iniziative delle chiese europee e partner riescono a soddisfarli?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Credo che il supporto debba partire dalle comunità locali: costruire relazioni di gemellaggio tra chiese, ascoltare e rispondere direttamente ad esigenze specifiche. Questo aiuta le chiese partner a far corrispondere il loro sostegno alla vita reale delle persone. </span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Ad esempio, il ministero ‘Youth to Jesus’ della nostra chiesa sostiene i giovani, ne nutre la </span><span data-contrast="none">fede cristiana e forma giovani leader. Altre congregazioni hanno i propri ministeri che necessitano altrettanto di risorse.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span><span data-contrast="none">In tempo di guerra, soprattutto d’inverno, l’elettricità alternativa e l’accesso ad acqua e comunicazioni sono vitali per continuare a vivere e lavorare durante i blackout. Servono poi preghiere per i nostri soldati, per le persone che serviamo e per la protezione delle nostre città. È importante che il sostegno internazionale aiuti l’Ucraina ad ottenere i mezzi per difendersi dagli attacchi aerei.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b><span data-contrast="none">In un contesto così complesso, c’è mai il rischio che rispondere a un bisogno umano immediato o a una situazione di emergenza venga visto dalle chiese come un’interferenza nelle dinamiche del conflitto?</span></b><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></h5>
<p><span data-contrast="none">Personalmente, non vedo alcun motivo per cui questa preoccupazione debba frenare le chiese dal prestare aiuto. Naturalmente, chi fornisce assistenza e le sue intenzioni contano. Ma il desiderio sincero di sostenere qualcuno o di salvare una vita in un’emergenza è, per me, una naturale espressione del servizio cristiano.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Un simile aiuto può cambiare la vita di qualcuno: offrire un rifugio, calore, cibo o la possibilità di sopravvivere a un altro attacco. Non credo che le chiese debbano evitare questo per paura di essere accusate di interferenza.</span></p>
<p><span data-contrast="none">Allo stesso tempo, l’aiuto umanitario non cancella la responsabilità della Russia nella guerra e negli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili. Aiuta le persone a sopravvivere alle conseguenze, ma di per sé non può fermare i bombardamenti. Sostenere le persone colpite è essenziale, così come lo è adoperarsi per porre fine alle loro sofferenze.</span><span data-ccp-props="{&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559739&quot;:0}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da Nev &#8211; Notizie Evangeliche</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Foto per gentile concessione di Dariia Zhukovska</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/ucraina-la-quotidianita-sospesa/">Ucraina, la quotidianità sospesa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cop31, le parole delle chiese</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/06/cop31-le-parole-delle-chiese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 06:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[cop31]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85517</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al via il 9 novembre la 31ª Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/cop31-le-parole-delle-chiese/">Cop31, le parole delle chiese</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Al via il 9 novembre la 31ª Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal <strong>9 al 20 novembre 2026</strong>, la città di <strong>Antalya (Turchia)</strong> ospiterà la <strong>31ª Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP31)</strong>, il principale appuntamento internazionale dedicato ai negoziati sul clima.</p>
<p>La Conferenza riunirà Capi di Stato e di Governo, Ministri, negoziatori, rappresentanti delle organizzazioni internazionali, del mondo scientifico, del settore privato e della società civile per definire le prossime azioni volte ad accelerare l’attuazione dell’Accordo di Parigi e rafforzare la risposta globale alla crisi climatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre alla <strong>COP31</strong>, si svolgeranno contestualmente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>la <strong>21ª Conferenza delle Parti che funge da Riunione delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP21)</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>8ª Conferenza delle Parti che funge da Riunione delle Parti dell’Accordo di Parigi (CMA8)</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>la <strong>65ª sessione dell&#8217;Organo sussidiario per la consulenza scientifica e tecnologica (SBSTA65)</strong>;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>la <strong>65ª sessione dell&#8217;Organo sussidiario per l’attuazione (SBI65)</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="col-lg-6 offset-lg-3">
<div class="article-teaser">
<div class="node--group-article__content">
<div class="field field--name-field-n-teaser-description field--type-text-long field--label-hidden field__item">
<p><span dir="auto">Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (Cec) ha organizzato un incontro interreligioso online il 4 novembre, che ha riunito decine di persone di diverse fedi, inque giorni prima dell&#8217;apertura della COP31, incontratesi nello spirito del Dialogo di Talanoa. Talanoa è un metodo del Pacifico che pone tre domande: dove siamo, dove vogliamo andare e come ci arriviamo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><span dir="auto">«Il tempio del creato non è un mercato; è un dono per tutta la vita sulla Terra, un dono che siamo chiamati a condividere e a custodire», ha affermato il reverendo Henrik Grape, consigliere senior del Consiglio Ecumenico delle Chiese per la cura del creato, la sostenibilità e la giustizia climatica. Grape è co-presidente del Comitato di collegamento interreligioso presso la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il comitato, che porta le tradizioni religiose nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, ha organizzato l&#8217;incontro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La pastora Charissa Suli, presidente della Chiesa Unita d&#8217;Australia e rappresentante della Conferenza delle Chiese del Pacifico, ha risposto alla domanda su come passare dalla riflessione etica all&#8217;azione etica. Facendo riferimento al Buon Samaritano, che «ha messo a disposizione le proprie risorse», ha affermato che l&#8217;amore per il prossimo «ci impone una responsabilità e ci chiede: cosa siamo disposti a rischiare, condividere e cambiare?».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Suor Maureen Goodman dei Brahma Kumaris ha affermato che le decisioni della COP dovrebbero essere guidate «dalla coscienza di ciò che è necessario per l&#8217;umanità in questo momento», non dalla politica.</span></p>
<p><span dir="auto">Fred Milligan, pastore in pensione della Chiesa presbiteriana (USA) e attivista ambientalista, ha affermato che la fede ricorda alle persone che gli esseri umani non sono Dio, il che li rende responsabili. «Credo che questa umiltà e questo pentimento siano il primo passo per ricostruire la fiducia» tra tradizioni e nazioni, ha dichiarato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Elena Cedillo della Federazione Luterana Mondiale ha dato il benvenuto alla sessione pomeridiana in spagnolo. Le relazioni presentate hanno toccato temi quali la responsabilità, il finanziamento delle iniziative climatiche e la spiritualità.</span></p>
<p><span dir="auto">A conclusione delle sessioni, Grape ha affermato che i partecipanti alla COP31 avrebbero portato avanti il ​​messaggio «come un appello e lo avrebbero diffuso». Durante la COP31, il Comitato di collegamento interreligioso inviterà i membri della sua lista a un ulteriore dialogo. La conversazione si sposterà ad Antalya.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Una delegazione del WCC parteciperà alla COP31 dal 9 al 20 novembre nell&#8217;ambito del Decennio ecumenico per l&#8217;azione a favore della giustizia climatica (2025-2034).</span></p>
</div>
</div>
</div>
<h6></h6>
<h6> <span dir="auto">Foto:  </span><span dir="auto">© Valter Hugo Muniz/WCC</span></h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/06/cop31-le-parole-delle-chiese/">Cop31, le parole delle chiese</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come cambia il Mezzogiorno e che cosa insegna all’Italia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/05/come-cambia-il-mezzogiorno-e-che-cosa-insegna-allitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 10:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di documentazione metodista]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumene]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Anziani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un convegno del Centro di Documentazione Metodista in collaborazione con il Centro di Ecumene &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/05/come-cambia-il-mezzogiorno-e-che-cosa-insegna-allitalia/">Come cambia il Mezzogiorno e che cosa insegna all’Italia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un convegno del Centro di Documentazione Metodista in collaborazione con il Centro di Ecumene</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">«Dalla questione ricorrente alla questione dimenticata». Questo il titolo del <strong>Convegno</strong> promosso dal <strong>Centro di documentazione metodista</strong> (Cdm) in collaborazione con il Centro metodista di Ecumene che si svolgerà a <strong>Velletri dal 27 al 29 novembre</strong>. Il presidente del Centro, pastore <strong>Luca Anziani</strong>, ci spiega il perché di questo appuntamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">«La storia dell&#8217;evangelismo è in gran parte una storia meridionale, tristemente compromessa dagli eccezionali fenomeni di emigrazione che ben conosciamo. Ma al di là di questo dato storico, il protestantesimo ha sempre cercato di analizzare la complessità di questioni culturali, religiose e politiche che si intrecciano nel Mezzogiorno. La “questione meridionale” è stata spesso al centro della riflessione e dell&#8217;azione delle chiese evangeliche, basti pensare all&#8217;importanza di alcune grandi opere sociali e agi interventi promosso dalla Federazione delle Chiese evangeliche dopo il terremoto del 1980. Insomma, il Convegno si inserisce in una consolidata linea di pensiero e di impegno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><i>– Nulla di nuovo, allora?</i></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">«Tutt&#8217;altro. È assolutamente evidente che, ancora di più che in passato, i temi del Mezzogiorno sono quelli del Paese e che la gigantesca sfida determinata dalla crisi delle “aree interne” si avverte nella stessa misura in Calabria come in Lombardia, in Aspromonte come lungo la dorsale appenninica dell&#8217;Emilia. In questo senso, ancora una volta, parlare del Mezzogiorno significa parlare del Paese, ed è questo il messaggio che vorrei lanciare ai membri delle chiese evangeliche, per invitarli a partecipare a questo importante appuntamento. Alcuni dei temi in discussione, insomma, hanno un rilievo anche nel Nord, e vorrei dire anche nelle valli valdesi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><i>– Come avete costruito il programma?</i></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">«Abbiamo cercato di bilanciare due esigenze: quella di un aggiornamento della “questione”, raccogliendo contributi di giovani studiosi che ormai da anni ruotano attorno alle attività del Cdm. Le convenzioni con i Cnr di Napoli e l&#8217;Università di Salerno ci hanno avvicinato a docenti e ricercatori impegnati “sul campo” ma anche attenti alla tradizione evangelica nel Mezzogiorno. Il volume monografico “Sud Evangelico” della prestigiosa rivista <i>Meridiana</i> dà la misura della concretezza e della ricchezza di questi rapporti. D&#8217;altra parte, abbiamo voluto riprendere temi propri della riflessione evangelica: la testimonianza delle chiese di diaspora, il peso della cultura cattolica, i rapporti ecumenici, l&#8217;incidenza del lavoro sociale delle opere evangeliche. Tutto questo si riflette anche nelle persone che abbiamo coinvolto: docenti universitari, personalità cattoliche e del mondo pentecostale, evangelici impegnati in varie attività, operatori di Mediterranean Hope».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><i>– A chi vi rivolgete?</i></p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;">«Ai membri delle chiese evangeliche, ovviamente, come è tradizione di Ecumene, ma anche a chi abbia interesse a leggere la realtà meridionale sulla base di analisi oggettive e non dei vecchi luoghi comuni. Il Mezzogiorno cambia più rapidamente di quanto non realizziamo, non sempre in meglio, e questa è la sfida politica che abbiamo di fronte. Tutti, non solo chi vive al Sud».</p>
<p class="Standard" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/05/come-cambia-il-mezzogiorno-e-che-cosa-insegna-allitalia/">Come cambia il Mezzogiorno e che cosa insegna all’Italia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli anziani bisognosi di assistenza non esistono. Almeno per la Manovra</title>
		<link>https://riforma.it/2026/11/05/gli-anziani-bisognosi-di-assistenza-non-esistono-almeno-per-la-manovra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 10:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[patto non autosufficienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=85469</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessun investimento per la non autosufficienza dice la Diaconia valdese &#160; Il Patto per un Nuovo...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/05/gli-anziani-bisognosi-di-assistenza-non-esistono-almeno-per-la-manovra/">Gli anziani bisognosi di assistenza non esistono. Almeno per la Manovra</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="div-titolo-news">
<h5>Nessun investimento per la non autosufficienza dice la Diaconia valdese</h5>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il <strong>Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza</strong>, sottoscritto a luglio 2021 da un’ampia coalizione sociale, ideata e coordinata da Cristiano Gori, intende elaborare proposte operative per la riforma sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. Il Patto raggruppa la gran parte delle organizzazioni della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti nel nostro Paese, e fra queste la Diaconia valdese. Qui di seguito il comunicato pubblicato ieri per analizzare gli investimenti della manovra finanziaria in materia:</em></p>
<div class="div-testo-news"></div>
<div>
<p>Il testo della manovra non contiene interventi per rafforzare l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Non accoglie dunque le proposte delle 60 organizzazioni del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, tra cui la Diaconia Valdese, che pure da mesi dialogavano con il Governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Senza questo intervento – evidenzia il <a title="Sito internet del Patto per un nuovo welfare sulla Non Autosufficienza" href="https://www.pattononautosufficienza.it/" target="_blank" rel="noopener">Patto</a> – il carico dell’assistenza ai più fragili tra gli anziani continuerà a ricadere sul tempo, sul lavoro e sui risparmi delle famiglie. E anzi il carico si farà più pesante, perché gli anziani fragili aumentano ogni giorno. <strong>Quanto ancora si vuole aspettare per occuparsi seriamente dell’assistenza agli anziani non autosufficienti?</strong> Sono infatti 10 milioni gli anziani non autosufficienti, i loro familiari e gli operatori che li assistono – prosegue il Patto – Non una minoranza trascurabile, non un dettaglio del welfare. <strong>Si tratta di un&#8217;urgenza sociale del nostro Paese, un bisogno enorme che non occupa l’agenda politica»</strong>.</p>
<p>Avviare il rafforzamento dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sarebbe costato 500 milioni nel 2027, cifra che non è stata trovata.</p>
<p><strong>Le proposte erano quattro</strong>, frutto di un’elaborazione condivisa tra gli esperti del settore.<br />
Non erano la soluzione a tutti i bisogni, ma erano pensate come il primo passo di un percorso pluriennale per consolidare e rafforzare un sistema oggi segnato da forti criticità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Semplificare l’accesso ai sostegni</strong>, riducendo i passaggi e le valutazioni che anziani e famiglie devono affrontare. Nessun intervento previsto.</li>
<li><strong>Costruire una nuova assistenza domiciliare</strong>, che integri cure sanitarie, interventi sociali e aiuto nella vita quotidiana. Nessuna risposta.</li>
<li><strong>Rafforzare l’assistenza residenziale</strong>, aumentando i posti disponibili e la qualità del servizio. Anche questo bisogno resta senza risposta.</li>
<li><strong>Sviluppare la Prestazione Universale</strong>, con importi graduati e una maggiorazione per chi sceglie servizi qualificati. La manovra prevede la proroga della sperimentazione al 2027 e l’innalzamento della soglia ISEE a 12.000 euro, ma non introduce la revisione proposta dal Patto.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>«Quando comincerà la politica a occuparsi dei 10 milioni di persone?» – si domanda amaramente il Patto.</strong></p>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/11/05/gli-anziani-bisognosi-di-assistenza-non-esistono-almeno-per-la-manovra/">Gli anziani bisognosi di assistenza non esistono. Almeno per la Manovra</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
