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	<title>Riforma.it | Tra Resistenza e resa, l&#8217;appuntamento finale a Milano</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 12:52:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Riforma.it | Tra Resistenza e resa, l&#8217;appuntamento finale a Milano</title>
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		<title>Tra Resistenza e resa, l&#8217;appuntamento finale a Milano</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/tra-resistenza-e-resa-lappuntamento-finale-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[tra resistenza e resa]]></category>
		<category><![CDATA[Ucebi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due giorni di seminari, workshop e spettacoli per il progetto curato da Fondazione Centro di...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/tra-resistenza-e-resa-lappuntamento-finale-a-milano/">Tra Resistenza e resa, l’appuntamento finale a Milano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Due giorni di seminari, workshop e spettacoli per il progetto curato da Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea e Unione cristiana evangelica battista in Italia</h5>
<p>&#8220;Semina la memoria, coltiva la giustizia, raccogli la libertà&#8221; è il titolo della due giorni milanese che il 4 e 5 maggio vedrà svolgersi il VII incontro di formazione dell&#8217; edizione 2025-2026 del progetto &#8220;<strong>Tra Resistenza e resa: per (soprav)vivere liberi!</strong>&#8220;</p>
<p>Il progetto, organizzato e finanziato dalla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec), dall&#8217;Otto per mille dell&#8217;Ucebi (&#8216;Unione cristiana evangelica battista in Italia), e da una generosa donazione della scrittrice Edith Bruck, ha l’obiettivo di avvicinare gli allievi e le allieve ad alcuni passaggi della storia della Resistenza che si sono consumati in Italia e, più in generale, in Europa.</p>
<p>Giunto alla terza edizione il progetto ha coinvolto studenti delle scuole superiori in un percorso di presa di consapevolezza degli orrori del conflitto mondiale, dell&#8217;antisemitismo, dell&#8217;odio cieco.</p>
<p>Lunedì 4 presso l&#8217;auditorium del Memoriale della Shoah di Milano dalla ore 9.30 mattinata di interventi a partire da Livia Ottolenghi, presidente dell&#8217;Unione delle comunità ebraiche in Italia e da Alessandro SPanu, pastore e presidente Ucebi.</p>
<p>A seguire le relazioni di Silvia Comoglio &#8220;Margit, storia di una bambina: come si ricostruisce il passato attraverso le fonti&#8221;; Andreas Eberhardt &#8220;Fare memoria oggi: la Shoah attraverso l&#8217;esperienza di Echo80; Francesca Congiu, Manuela Deiana, Barbara Mocci &#8220;A busta chiusa. Dentro le storie, oltre i libri: un esperimento didattico sulla memoria&#8221;.</p>
<p>Moderano Gadi Luzzatto Voghera e Deborah D&#8217;Auria. </p>
<p>Nel pomeriggio dalle ore 16 alla Biblitoeca Ostinata di via Osti 6, worshop: &#8220;A busta chiusa. Tra le pieghe della città. Esplorare Berlino attraverso i suoi memoriali&#8221;. Per accreditarsi al workshop scrivere a info@bibliotecaostinata.com o biblioteca.ostinata@gmail.com.</p>
<p>Martedì 5 maggio la festa conclusiva del progetto a partire dalle ore 9.30 alla scuola della Comunità ebraica di Milano in via Sally Mayer 4-6: Passi di memoria, danze e tradizioni dal mondo ebraico e popolare. Workshop di danze a cura di Paola Treccani e Ivano Marini.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<p><blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="g5rjWCvYev"><a href="https://riforma.it/2026/02/24/berlino-laboratorio-di-memoria-e-responsabilita/">Berlino, laboratorio di memoria e responsabilità </a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Berlino, laboratorio di memoria e responsabilità &#8221; &#8212; Riforma.it" src="https://riforma.it/2026/02/24/berlino-laboratorio-di-memoria-e-responsabilita/embed/#?secret=V6saHvZap2#?secret=g5rjWCvYev" data-secret="g5rjWCvYev" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>


<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/LOC-DEF_4-maggio.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di LOC DEF_4 maggio."></object><a id="wp-block-file--media-ca765c6f-46e3-4340-a568-d1bbe1d236ba" href="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/LOC-DEF_4-maggio.pdf">LOC DEF_4 maggio</a><a href="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/LOC-DEF_4-maggio.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-ca765c6f-46e3-4340-a568-d1bbe1d236ba">Download</a></div>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto di <a title="User:Yiyi" href="https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Yiyi">Dario Crespi</a>, memoriale Shoah di Milano</h6>



<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/tra-resistenza-e-resa-lappuntamento-finale-a-milano/">Tra Resistenza e resa, l’appuntamento finale a Milano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dare valore al tempo che è breve e prezioso</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/dare-valore-al-tempo-che-e-breve-e-prezioso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lidia Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 08:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[eternità]]></category>
		<category><![CDATA[fragilità]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 90, 4 &#160; &#160; &#160; Cos’è il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Salmo 90, 4</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em><strong>Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch’è passato, come un turno di guardia di notte</strong></em></p>



<p><em><strong>Salmo 90, 4</strong></em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em><strong>Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di noi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento</strong></em></p>



<p><em><strong>II Pietro 3, 9</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=71773172&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p>&nbsp;</p>



<p>Cos’è il tempo? Filosofi, teologi, scienziati e poeti hanno elaborato idee, ipotesi, riflessioni interessanti e suggestive sul tema. Ognuno può certamente avere un proprio pensiero e anche una propria percezione del tempo che vive e che passa, ma, come dice sant’Agostino: «Se nessuno mi interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente» (Confessioni XI 14.17).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un giorno come mille anni e viceversa! È un paragone che fa sorridere ma nel paradosso fa comprendere qualcosa della nostra realtà di creature mortali e della realtà di Dio che è eterno, al di fuori del tempo umano e che tutto il tempo simultaneamente abbraccia e racchiude (passato, presente e futuro di tutto ciò che ha creato). Nel mondo antico e biblico, il numero mille esprime qualcosa di indefinito ma forse allude proprio a un qualcosa di avvicinabile all’eternità, il tempo di Dio, che non corrisponde al nostro, che va oltre la contabilità umana.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il Salmo 90, attribuito a Mosè, è uno fra i più conosciuti e citati, tradizionalmente in occasioni di funerali. Si evidenzia la condizione dell’umana fragilità e transitorietà e l’importanza di dedicare l’attenzione necessaria a “contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio” (v.12), cioè a non dimenticare quanto il tempo sia ad ogni modo breve e prezioso e quindi a non perdere mai di vista il valore, lo scopo per cui ci è concesso, meditando di continuo sul modo migliore di impiegarlo e ricordandoci che fra un attimo saremo nell’eternità!&nbsp; Amen.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/dare-valore-al-tempo-che-e-breve-e-prezioso/">Dare valore al tempo che è breve e prezioso</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Buona novella. Per la scienza, insieme. Nonostante i missili</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/la-buona-novella-per-la-scienza-insieme-nonostante-i-missili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Corsani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[la buona novella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie&#160; &#160; I missili iraniani diretti verso Israele...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie&nbsp;</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>I missili iraniani diretti verso Israele passano sopra le teste, ma giù, sotto, il sincotrone Sesame, l&#8217;acceleratore di particelle situato ad Allan, in Giordania, ha ripreso a funzionare dopo essere stato fermo per tre mesi a causa di un problema tecnico; e lo fa nel segno della cooperazione internazionale, al di là del conflitto. Lo segnala il <em>Corriere della sera</em> (22 aprile), ma la struttura era stata inaugurata nel 2017, e l&#8217;idea era stata lanciata nel 2002; già nel 2024 se ne era occupato <em>Avvenire</em>. La situazione, era all&#8217;epoca meno tragica, ma la sfida già allora era vista come affascinante.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La motivazione sta nei soggetti nazionali che cooperano al progetto, a pochi km di distanza dalla capitale giordana Amman: la sigla Sesame, infatti, significa: <em>Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East </em>(Luce al sincrotrone per la scienza e applicazioni sperimentali in Medio Oriente/ così su <em>Avvenire</em>). E in effetti, se guardiamo a chi partecipa all&#8217;istituto, troviamo studiosi e tecnici di Israele, dell&#8217;Iran, della Giordania stessa, dell&#8217;Egitto, dell&#8217;Autorità palestinese, del Pakistan. Il centro ricerche era fra i sogni, fra l&#8217;altro, del fisico pakistano Abdus Salam, unico premio Nobel per la Fisica di origine islamica (1979). Direttore scientifico del progetto è l&#8217;italiano Andrea Lausi, che definisce il progetto «un ponte di pace».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Non è poco riunire, in nome della ricerca scientifica, studiosi di nazionalità che per altri versi sono in contrasto fra loro, quando non si combattono. Possiamo avere molte e diverse opinioni in materia di energia nucleare, ma la collaborazione, che si nutre necessariamente della reciproca fiducia, è un segnale da non trascurare. Fra l&#8217;altro, segnala l&#8217;articolo del<em> Corriere</em>, all&#8217;interno di una struttura scientifica di alto livello come è Sesame, non vengono escluse le origini religiose di alcune delle persone che vi lavorano: vi sono anche giovani ricercatrici con il velo.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/la-buona-novella-per-la-scienza-insieme-nonostante-i-missili/">La Buona novella. Per la scienza, insieme. Nonostante i missili</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corridoi lavorativi, 10 nuovi arrivi a Torino</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/corridoi-lavorativi-10-nuovi-arrivi-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[corridoi lavorativi]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[servizi inclusione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto vede parte attiva la Diaconia valdese. Provenienti dalla Giordania, lavoreranno nel settore orafo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il progetto vede parte attiva la Diaconia valdese. Provenienti dalla Giordania, lavoreranno nel settore orafo</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Martedì 28 aprile è arrivato a Torino un nuovo gruppo di lavoratori e lavoratrici attraverso i Corridoi Lavorativi. Il progetto, dedicato a rifugiati provenienti dalla Giordania, ha previsto la formazione e la selezione di 10 persone per l’inserimento nel settore orafo della città. Un percorso che valorizza competenze e crea opportunità concrete di lavoro all’interno di canali regolari e sicuri.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il programma dei corridoi lavorativi dalla Giordania, di cui sono capofila l’Agenzia formativa EG Ghirardi e Mattioli S.p.A, è promosso da UNHCR, Diaconia Valdese, Talent Beyond Boundaries, Unione Industriali Torino, Pathways International,l’ONG TurquoiseMountaineReale Foundation.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I corridoi lavorativi per i rifugiati sono il frutto di un percorso fortemente condiviso tra UNHCR Italia &#8211; Agenzia ONU per i Rifugiati,@Diaconia Valdese, Talent Beyond Boundaries e Pathways International insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana, il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I corridoi lavorativi per i rifugiati sono promossi grazie al sostegno diACRI Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Fondazione Compagnia di San Paolo, The Human SafetyNet, Reale Foundation e Otto per Mille Valdese.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I corridoi lavorativi rientrano nel cosiddetto “percorso extra-quota” introdotto nella normativa italiana dalla legge 50/2023 che consente alle imprese di selezionare e formare rifugiati all’estero, con l’obiettivo di assumerli e facilitarne l’ingresso regolare in Italia tramite il visto per lavoro. Questo approccio, sostenuto dal Governo italiano e dall’UNHCR, rappresenta&nbsp;un modello innovativo e replicabile&nbsp;per affrontare sia le sfide dell’integrazione dei rifugiati sia il fabbisogno occupazionale di molti settori strategici dell’economia italiana. I corridoi lavorativi per i rifugiati, inoltre, insieme ai corridoi universitari, le evacuazioni umanitarie e il reinsediamento rappresentano&nbsp;un’ancora di salvezza per i rifugiati che nel tentativo di ricostruirsi un futuro migliore sono spesso costretti a intraprendere viaggi pericolosi e mettere a rischio se stessi e i propri familiari, a volte affidandosi a trafficanti senza scrupoli. Dal 2015 ad oggi sono oltre diecimila i rifugiati che hanno beneficiato di questi percorsi regolari verso l’Italia.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/corridoi-lavorativi-10-nuovi-arrivi-a-torino/">Corridoi lavorativi, 10 nuovi arrivi a Torino</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sinodo luterano. Il decano Carsten Gerdes: «essere insieme»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/sinodo-luterano-il-decano-carsten-gerdes-essere-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CELI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[carsten gerdes]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa luterana in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sinodo luterano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via oggi la riunione annuale della Chiesa luterana in Italia &#160; Quando nel maggio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Al via oggi la riunione annuale della Chiesa luterana in Italia</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Quando nel maggio 2022 fu eletto Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia,&nbsp;<strong>Carsten Gerdes</strong>&nbsp;disse che voleva continuare a celebrare culti e a stare vicino alle persone.</p>



<p>A distanza di quattro anni, ammette con franchezza che quell’equilibrio è stato difficile da mantenere. “<em>I culti a Caldana sono passati da due al mese a uno. Molte celebrazioni che Magdalena (Pastora, è la moglie, ndr) ha guidato al mio posto, non le ho neppure potute vivere. La mia presenza nella comunità si è dimezzata</em>“, racconta.</p>



<p>“<em>Tutto ciò ha avuto ripercussioni sulla vicinanza emotiva con i membri della comunità. È difficile da descrivere. Certo, per la comunità è stato positivo che la maggior parte delle mie assenze sia stata coperta da Magdalena (Tiebel-Gerdes), la loro pastora di fiducia, e non da una terza persona</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il mandato di Gerdes è iniziato tre mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina. “<em>Non avrei mai pensato che la guerra sarebbe ancora in corso nel momento in cui avrei restituito il mandato di Decano</em>“, dice.</p>



<p>“<em>In questi quattro anni ci siamo dichiarati ripetutamente solidali con il popolo ucraino e abbiamo condannato l’aggressione russa, comprese azioni singole particolarmente esecrabili. E ora, da poche settimane, è scoppiata un’altra guerra, in cui diversi esponenti religiosi proclamano ad alta voce che la guerra è un mezzo di confronto voluto da Dio</em>“.</p>



<p>Ma su questo Gerdes è netto: “<em>una posizione che respingo in modo assoluto. Rifiuto i passi dell’Antico Testamento che vengono citati come presunta legittimazione per le azioni odierne. Per me valgono le parole di pace e l’esempio di Gesù come guida per l’agire personale e collettivo</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>All’inizio del suo mandato, Gerdes aveva intuito che il futuro della CELI sarebbe stato più italiano che tedesco.</p>



<p>Così, in questi anni di viaggi, di contatto e conoscenza delle Comunità luterane nei loro contesti, nella loro vita e azione vede che quell’intuizione comincia a “<em>concretizzarsi in diversi ambiti e ne sono contento</em>“.</p>



<p>“<em>I nostri membri vivono in Italia, alcuni temporaneamente ma altri stabilmente. È giusto confrontarsi con la lingua, la società, le persone che vivono qui</em>“.</p>



<p>In quanto cristiani evangelici, spiega, c’è un doppio compito: “<em>Mostrare ai cattolici la nostra diversità e farla conoscere, e al tempo stesso impegnarci insieme, come cristiani, in una società sempre più lontana dalle chiese — con valori, convinzioni, partecipazione concreta</em>“.</p>



<p>Nella sua comunità di&nbsp;<a href="https://www.chiesaluterana.it/comunita/ispra-varese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ispra-Varese</a>&nbsp;ha avviato con la parrocchia cattolica vicina una serie di incontri ecumenici durati diversi anni: “<em>Eutanasia, unioni tra persone dello stesso sesso, il ruolo della Chiesa nella società secolare — su ognuno di questi temi abbiamo cercato di illuminare la prospettiva evangelica e quella cattolica, sempre nel tentativo di sottolineare ciò che unisce più di ciò che divide. Sono stati momenti straordinari</em>“, ammette.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il Sinodo del 2025 aveva come tema “Insieme per progettare il futuro”.</p>



<p>A un anno di distanza, Gerdes ammette con onestà: “<em>Sì e no. Siamo un anno più avanti. Le strutture, i numeri, gli eventi, le persone sono sostanzialmente gli stessi. Ma la consolidazione non può essere l’unico obiettivo per costruire il futuro</em>“.</p>



<p>L’estate scorsa, la drastica riduzione dell’assegnazione dell’otto per mille ha imposto una svolta: “<em>Dobbiamo intraprendere passi concreti. Probabilmente non potremo compierli già in questo Sinodo, ma dovremo almeno concordare sulle forme, gli obiettivi che nel 2027 possano tradursi in misure concrete. Temo che l’andare avanti così non sia più possibile</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’Assemblea della&nbsp;<a href="https://lutheranworld.org/news/ispra-varese-german-swiss-italian-border" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">LWF</a>&nbsp;a Cracovia, l’incontro con Papa Francesco, il 75° anniversario della CELI: momenti in cui la Chiesa luterana italiana si è misurata con orizzonti molto più ampi.</p>



<p>“<em>Prima di venire in Italia come pastore, c’erano due ambiti che non avevo mai davvero esplorato: gli incontri ecumenici e il lavoro nei tavoli istituzionali</em>“, riconosce Gerdes.</p>



<p>“<em>In entrambi i contesti mi sono ritrovato spesso come membro di una minoranza: gli evangelici di fronte ai cattolici, la CELI di fronte alle grandi chiese. Credo che queste esperienze di minoranza mi abbiano reso più attento ai rapporti di forza e ai numeri</em>“.</p>



<p>Ma anche alla ricchezza che nasce dalla differenza: “<em>incontrare i rappresentanti di altre chiese mi ha mostrato quanto sia importante cercare insieme passi comuni e quanto possa essere ricca la diversità dell’altro</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Nel 2025 il Sinodo ha deciso di lasciare la piattaforma X per una incompatibilità di fondo tra i valori che animano la CELI e quelli che, invece, regolano quello spazio digitale.</p>



<p>La domanda sui social media è perciò quella che Gerdes definisce la più difficile.</p>



<p>“<em>Personalmente, sono poco presente sui social. Non mi attrae molto l’idea di pubblicare i miei pensieri e le mie esperienze in parole e immagini e vedere cosa ne viene fuori. Questa distanza personale si riflette, ahimé, anche su quella istituzionale</em>“, ammette.</p>



<p>“<em>Pur vedendo chiaramente la necessità per la Chiesa di essere presente in quegli spazi. Abbiamo bisogno di Facebook, Instagram, TikTok, del sito web — su questo non c’è dubbio. Tuttavia non mi sento in grado di decidere quali utilizzare e quanto impegno dedicarvi</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Carsten Gerdes ha sempre misurato le parole, mettendo una cura particolare nella ricerca non di quelle giuste da dire ma di quelle che possono aprire al dialogo, alla relazione, all’ascolto reciproco.</p>



<p>In questa intervista si coglie la profondità di questo Pastore luterano, discreto ma capace di osservare in profondità e con una rara lungimiranza.</p>



<p>Perciò, quando gli si chiede cosa spera di aver lasciato nella CELI, non nelle strutture, ma nelle persone, sembrano riecheggiare i versi di Khorakhané di Fabrizio de André richiamati nel titolo di questa intervista.</p>



<p>“<em>Una sensazione e una soddisfazione nel vedere che insieme abbiamo affrontato le sfide che si sono presentate e siamo riusciti a gestirle nel miglior modo possibile</em>“, chiarisce.</p>



<p>“<em>Nei miei discorsi e nel mio comportamento ho sempre voluto esprimere che non sono colui che sa, o finge di sapere, dove ci porterà questo viaggio. Ma che sono pronto e felice di partecipare a questo viaggio</em>“.</p>



<p>Una pausa, e poi l’onestà che ha contraddistinto l’intero mandato e che può racchiudersi in una parola, modestia: “<em>A volte ho avuto l’impressione che anche gli altri nutrissero il desiderio, l’aspettativa, di un decano che guidasse di più, che occupasse più spazio. Ma io non ero e non sono così</em>“.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il futuro della CELI, per il Decano uscente, si gioca su due livelli. “<em>che le comunità evangeliche continuino a ritenere di voler costituire insieme una Chiesa e di averne bisogno per mantenere il dialogo tra loro e per avere una base comune nei confronti delle altre Chiese</em>“.</p>



<p>Questa prospettiva dipende “<em>dal fatto che in esse continuino a riunirsi persone unite dalla fede in Dio e chiamate ad agire come sale della terra. Per riprendere un altro tema del Sinodo. Le esperienze edificanti con la Parola di Dio ci riuniscono in una comunità. Quando lì sperimentiamo la comunione, siamo anche disposti a dare il nostro contributo. Finché ciò accade, non temo per il futuro. Anche se questo sarà diverso</em>“.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/sinodo-luterano-il-decano-carsten-gerdes-essere-insieme/">Sinodo luterano. Il decano Carsten Gerdes: «essere insieme»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’arte dei giovani per la libertà</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/larte-dei-giovani-per-la-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Lombardini]]></category>
		<category><![CDATA[massa carrara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Carrara la prima edizione del Premio dedicato a Jacopo Lombardini, promosso dalla locale chiesa...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">A Carrara la prima edizione del Premio dedicato a Jacopo Lombardini, promosso dalla locale chiesa metodista al Liceo Artistico «Artemisia Gentileschi»</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong><em>Di Giulia Severi</em></strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’evento di domenica 26 aprile a Carrara ha segnato la conclusione della prima edizione del Premio «Jacopo Lombardini», un’iniziativa che ha saputo trasformare la memoria storica in espressione creativa e impegno civile per le nuove generazioni. Si è tenuta nel pomeriggio, presso la chiesa metodista, la cerimonia di premiazione del concorso d’arte dedicato alla figura di Jacopo Lombardini, dal tema «La libertà dopo l’oppressione».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’incontro non è stato solo un momento formale di consegna dei riconoscimenti, ma una vera e propria “restituzione” alla città del lavoro svolto dagli studenti. Il premio, realizzato dalla chiesa metodista di Carrara grazie all’Opcemi (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia) con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, ha coinvolto le classi III, IV e V del Liceo Artistico «Artemisia Gentileschi» di Carrara. Con ben 50 opere presentate tra pittura, scultura e grafica, i giovani artisti hanno omaggiato Lombardini: educatore, partigiano “senza armi” e predicatore laico ucciso nel campo di Mauthausen il 25 aprile 1945.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’evento ha visto la proclamazione delle vincitrici, alle quali sono state assegnate borse di studio sotto forma di buoni acquisto (del valore di 500, 300 e 200 euro).</p>



<p>Al primo posto Aurora Giordano, con <em>Il volo interrotto</em> (tecnica mista grafite e matite colorate) in cui «due mani tormentate si protendono verso una libellula azzurra, simbolo di libertà, spezzata da un filo spinato che si frappone come barriera invalicabile, trasformandola in un sogno che sbiadisce e si fa inafferrabile».</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="214" height="300" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/1-opera-primo-premio-214x300.jpg" alt="" class="wp-image-81081" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/1-opera-primo-premio-214x300.jpg 214w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/1-opera-primo-premio-700x980.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/1-opera-primo-premio-600x840.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/1-opera-primo-premio.jpg 714w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="225" height="300" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-225x300.jpg" alt="" class="wp-image-81082" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-225x300.jpg 225w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-768x1024.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-1152x1536.jpg 1152w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-600x800.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio-700x933.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/2-primo-premio.jpg 1500w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>



<p></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Al secondo posto, Matilde Trombella con <em>La seconda voce</em>, scultura in ferro ispirata dall’installazione Shalechet dell’artista Menashe Kadishmen, in cui «due volti anonimi simboleggiano la condizione di intrappolamento e il peso della memoria che ha segnato il loro percorso nel tempo” ma “la luce che si riflette sul metallo richiama l’idea di liberazione e di speranza, suggerendo come anche un semplice raggio di sole possa trasformarsi in un segno di libertà e rinascita».</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="225" height="300" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/3-opera-secondo-premio-225x300.jpg" alt="" class="wp-image-81083" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/3-opera-secondo-premio-225x300.jpg 225w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/3-opera-secondo-premio-600x800.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/3-opera-secondo-premio.jpg 675w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>



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<p></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Terza classificata, Chiara Ussi e <em>La pace,</em> realizzata digitalmente su I Pad, che rappresenta «il desiderio di pace e anche la difficoltà nell’ottenerla. La libertà dopo l’oppressione è una vera e propria conquista, è un processo di ricostruzione per la dignità umana».</p>



<p>&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/5-opera-terzo-premio-225x300.jpg" alt="" class="wp-image-81085" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/5-opera-terzo-premio-225x300.jpg 225w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/5-opera-terzo-premio-600x801.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/5-opera-terzo-premio.jpg 674w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/6-terzo-premio-225x300.jpg" alt="" class="wp-image-81086" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/6-terzo-premio-225x300.jpg 225w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/6-terzo-premio-600x800.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/6-terzo-premio.jpg 675w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>



<p></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Come spiegato dai responsabili del Consiglio di Chiesa, l’obiettivo del progetto era duplice: onorare la missione educativa di Lombardini e offrire un sostegno concreto al percorso formativo degli studenti carraresi.</p>



<p>La figura di Lombardini – nato nella frazione di Gragnana e simbolo di una resistenza poliedrica e libertaria – continua a parlare alla città attraverso la sensibilità di chi ne raccoglie oggi il testimone. La cerimonia ha confermato come l’arte possa essere lo strumento ideale per elaborare i valori della democrazia e della libertà conquistata a caro prezzo.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La giuria ha visto la partecipazione dell’assessora alla Cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi, del direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara Marco Baudinelli, che non era presente all’evento, della prof.ssa Luisa Passeggia in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (ente finanziatore) e due membri di chiesa artisti professionisti (Francesca Bedini e Gian Luca Maggiani). Membro non votante, la vicepreside prof.ssa Francesca Beccari del Liceo «Gentileschi» che ha ringraziato il consiglio di chiesa per aver scelto proprio il liceo artistico per questa prima edizione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Ci hanno commosso e rincuorato i ragionamenti che i ragazzi hanno espresso nei commenti che hanno accompagnato ogni opera: abbiamo trovato studenti e studentesse consapevoli del valore della Resistenza e di concetti alti come la libertà e l’antifascismo», ha affermato la vicepresidente&nbsp; del consiglio di chiesa metodista Iris Incerti, che ha condotto l’evento. Un ringraziamento speciale va anche allo scultore Giorgio Tomasi che ha donato alla chiesa un busto in gesso di Lombardini.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><a href="https://www.eppela.com/projects/12855">A questo link</a> si trova la raccolta fondi, a cui chiunque può partecipare, organizzata dalla chiesa in vista di una seconda edizione per poter dare ad altri studenti un sostegno per i loro studi.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/larte-dei-giovani-per-la-liberta/">L’arte dei giovani per la libertà</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Al lavoro ci si deve arrivare</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/al-lavoro-ci-si-deve-arrivare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Barbanotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi deve raggiungere il posto di lavoro, si trova ad affrontare tempi lunghi e disagi....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>Chi deve raggiungere il posto di lavoro, si trova ad affrontare tempi lunghi e disagi. Il tutto a scapito delle relazioni umane. Il nostro articolo per il 1° maggio</h5>
<p> </p>
</div>
<p>La frase «… un giorno è come mille anni», che ho trovata scritta con calligrafia arrabbiata sulla bacheca degli orari ferroviari in una stazione per pendolari, rappresenta un commento colto e polemico all’ennesimo disservizio. In concomitanza con la festa del lavoro, è utile ricordare che la stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici vive la condizione del pendolarismo, un fattore spesso più incisivo di reddito, contenuto o status professionale nel determinare la qualità della loro vita e delle relazioni.</p>
<p>Sebbene in Italia il tempo medio dedicato agli spostamenti per lavoro sia, giornalmente, di circa 60 minuti – un dato che può sembrare accettabile –, quasi il 20% delle persone vi impiega 120 minuti o più. Questo avviene soprattutto nei due grandi centri metropolitani: Roma registra una media di 122 minuti per 25 chilometri, mentre Milano si attesta a 102 minuti per 23 chilometri. Ciò significa che, in media, in queste città si dedicano 44 ore mensili al tragitto casa-lavoro, l’equivalente di un’abbondantissima settimana lavorativa.</p>
<p> </p>
<p><strong>Analizzando il fenomeno, emerge che il 73% di tali spostamenti avviene tramite auto o moto,</strong> mentre il resto si divide tra mezzi pubblici e mobilità dolce, come biciclette o percorsi a piedi. Questa differenza, oltre a un impatto sulla salvaguardia ambientale, richiama anche una diversa “qualità del tempo”: dallo stress della guida nel traffico e negli ingorghi all’ansia per i ritardi e le soppressioni dei mezzi pubblici, fino all’esercizio fisico della pedalata. Oltre alla quantità, è infatti cruciale la qualità del tempo trascorso nei trasferimenti casa-lavoro, che incide direttamente sulla qualità della vita. C’è chi vive il viaggio come tempo liberato, comunque “di vita”, e chi lo considera solo tempo “perso”.</p>
<p>Negli ultimi decenni lo svuotamento demografico dei grandi poli urbani a favore di un incremento di popolazione nelle periferie e nelle aree interne è diventato il motore primario dell’odierno pendolarismo di massa, che culmina nella “gentrificazione” e nell’inaridimento abitativo dei centri storici di molte città, ormai votati ai B&amp;B e all’accoglienza turistica.</p>
<p> </p>
<p>Tale assetto, tuttavia, richiede a sua volta una grande necessità di lavoro di prossimità (pulizie, ristorazione) spesso svolto da lavoratori poveri, richiamati al lavoro nel centro delle città, ma per questo costretti a un pendolarismo estremo. Se un tempo la servitù viveva nella mansarda sopra il piano nobile, oggi abita a ore di distanza dai luoghi in cui presta servizio. Le scelte urbanistiche e immobiliari, specialmente nelle città a vocazione turistica, incidono quindi direttamente sull’equità tra i cittadini e sul loro diritto di raggiungere il posto di lavoro in tempi ragionevoli. Si incrociano così, in una visione politica coerente, piani edilizi, gestione delle licenze, trasporti pubblici e mobilità urbana.</p>
<p>Il pendolarismo aggrava anche la discriminazione di genere nel mondo del lavoro. A causa degli oneri di cura familiare, le donne rinunciano spesso alle migliori opportunità se queste richiedono lunghi spostamenti</p>
<p> </p>
<p><strong>I costi sociali di questo sistema sono enormi:</strong> l’impatto ambientale del pendolarismo con mezzi privati grava sulla sanità pubblica per circa 13/15 miliardi di euro all’anno. A questi si aggiungono i costi degli incidenti stradali collegati al pendolarismo, che ammontano a circa 3/4 miliardi annui e rappresentano quasi il 20% degli incidenti totali, incrociando i dati Istat e Inail. È evidente che investire nel trasporto pubblico, disincentivando l’uso dell’auto, rappresenta una delle manovre finanziarie più redditizie che il nostro Stato possa attuare.</p>
<p>Tuttavia, lo studio degli oneri sistemici rivela solo una parte del fenomeno. È a livello microscopico, nell’intimità fisiologica e psicologica di un abitacolo o di un vagone ferroviario, che il pendolarismo si mostra nella sua forma più totalizzante. Non si tratta di un vuoto “non-luogo”, ma di un complesso palcoscenico in cui il benessere individuale viene eroso o, paradossalmente, rigenerato. Se l’esperienza pendolare è stressante, oltrepassata la porta di casa, il lavoratore si ritrova sovente deprivato di qualsivoglia residuo di pazienza e forza comunicativa, proprio nell’unico lasso di tempo in cui partner o figli richiedono supporto, condivisione decisionale e interazione empatica. Inutile dire che tali disallineamenti sono terreno fertile per <em>escalation</em> conflittuali.</p>
<p> </p>
<p><strong>Eppure, lo spostamento può essere vissuto come un salutare spazio “liminale”.</strong> Il limine, la soglia, rappresenta uno stato intermedio sospeso: uno stadio psicologico in cui i vecchi abiti sociali sono stati provvisoriamente dismessi e i nuovi <em>set</em> comportamentali non sono ancora stati assunti nella loro interezza. È il confine tra impegni lavorativi e vita privata, un confine che molti hanno visto venire meno con lo <em>smart working</em> e la tecnologia sempre più pervasiva. Non a caso, c’è chi consiglia a chi lavora da casa una breve “passeggiata rituale” prima e dopo la sessione di lavoro, per segnare con un rito di pendolarismo non necessario la separazione tra i tempi e gli spazi della vita.</p>
<p>Pur non venendo meno all’impegno politico e civile per la riduzione dei costi individuali e sociali del pendolarismo, possiamo pensare di vivere individualmente quei momenti in riferimento al più grande viaggio liminale della Bibbia: la traversata del deserto, un tempo sospeso tra due situazioni. Il deserto biblico è ambivalente, proprio come il vagone del treno o l’abitacolo dell’auto: è luogo di mormorio, stress, conflitto e stanchezza, ma è anche il luogo in cui si medita, si pensa e si ascolta il cuore; il credente può ascoltare il Signore, cambiare, crescere o, in altre parole, vivere.</p>
</div>
</div>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/al-lavoro-ci-si-deve-arrivare/">Al lavoro ci si deve arrivare</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Otto per mille valdese: al via la nuova campagna</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/30/otto-per-mille-valdese-al-via-la-nuova-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[opm valdese]]></category>
		<category><![CDATA[otto per mille]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=81043</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un invito a superare i pregiudizi &#160; Andare oltre i luoghi comuni. Scegliere di vedere...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/30/otto-per-mille-valdese-al-via-la-nuova-campagna/">Otto per mille valdese: al via la nuova campagna</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un invito a superare i pregiudizi</h5>



<p>&nbsp;</p>



<div class="entry-content">
<p><strong><em>Andare oltre i luoghi comuni. Scegliere di vedere davvero.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È questo il cuore della nuova campagna Otto per mille della Chiesa Valdese, che invita le persone a mettere in discussione stereotipi e pregiudizi ancora profondamente radicati nella nostra società.</p>
<p>Un messaggio semplice ma potente: non farsi portatori acritici di frasi fatte e scegliere consapevolmente di guardare oltre.</p>
<p><em>«Con questa campagna vogliamo incoraggiare le persone ad assumersi il rischio di vedere al di là delle apparenze&nbsp;</em>– afferma&nbsp;<strong>Alessandra Trotta</strong>, moderatora della Tavola Valdese, organo di governo nazionale dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste –<em>,</em>&nbsp;p<em>erché dietro ogni luogo comune c’è una realtà più complessa, più vera, che merita di essere ascoltata e compresa»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2026 la Chiesa Valdese ha voluto affrontare temi cruciali e ambiti in cui è, da sempre, impegnata ogni giorno, anche attraverso le sue opere diaconali:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>il miglioramento delle condizioni carcerarie e l’importanza dell’investimento su misure alternative alla detenzione;</li>
<li>l’inclusione e la partecipazione attiva delle persone con background migratorio;</li>
<li>la libertà di essere se stessi, senza discriminazioni legate all’identità di genere o all’orientamento sessuale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spot video, realizzato dal Collettivo Freeco con Arca Studios, dà voce proprio a questo messaggio: rompere gli schemi, mettere in discussione ciò che sembra scontato, aprirsi a nuove possibilità. Tre manifesti porteranno la campagna in tante città italiane, mostrando i protagonisti mentre cancellano simbolicamente i luoghi comuni, lasciando spazio alla scoperta di una verità più autentica e profonda.</p>
<p>La campagna, diffusa su tv, radio, web e testate giornalistiche, verrà integrata da contenuti dedicati ai social network prodotti da NoStress Media.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«Insieme ai nostri partner, in Italia e all’estero, continuiamo a promuovere una società fondata sul rispetto e sulla dignità di ogni persona</em>&nbsp;– prosegue la moderatora –. &nbsp;<em>È una scelta che nasce da una fede che ci rende convinti che all’interno di comunità solidali e accoglienti la vita degli esseri umani è più felice, sicura e ricca di senso e ci incoraggia a contrastare le feroci narrazioni, sempre più diffuse, che mirano a mettere in competizione i diritti e a isolare e dividere le persone»</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2025 sono state&nbsp;<strong>490.704 le firme</strong>&nbsp;a favore della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese metodiste e valdesi, grazie alle quali è stato possibile destinare 44.577.138 milioni di euro ad attività sociali in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In&nbsp;<strong>Italia</strong>&nbsp;sono stati sostenuti oltre&nbsp;<strong>1.000 progetti</strong>, finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita di soggetti affetti da disabilità fisica e mentale, promozione del benessere e della crescita di minori, attività culturali, interventi sanitari e di tutela della salute, accoglienza e inclusione di rifugiati e migranti, contrasto alla violenza di genere e molto altro ancora.<br>Per quanto riguarda l’<strong>estero</strong>, la maggior parte degli interventi attivati si è concentrata in Africa, Medio Oriente e America Latina, con oltre&nbsp;<strong>400 progetti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti i dati sulle attività finanziate dalla Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi attraverso i fondi 8xmille sono disponibili sul sito&nbsp;<a href="https://www.ottopermillevaldese.org/"><strong>ottopermillevaldese.org</strong></a></p>
</div>



<p>&nbsp;</p>



<p>Lunedì 4 maggio 2026, a Torino, alle ore 11,30 nell’auditorium del Polo del 900, la Chiesa Valdese presenterà la campagna Otto per mille 2026 <strong>Oltre i luoghi comuni.</strong></p>



<p><strong>Elena Miglietti</strong>, formatrice e scrittrice, dialogherà con <strong>Diego Passoni</strong>, scrittore e conduttore radiofonico, interpretando il video spot della campagna che sarà trasmesso su diverse emittenti televisive<em>&nbsp;live</em>&nbsp;e&nbsp;<em>on demand</em>, oltre che sul web.</p>



<p>Concluderà l’incontro Alessandra Trotta,&nbsp;moderatora della Tavola Valdese.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<footer class="entry-footer">
<div class="d-flex align-items-center align-items-md-start"> </div>
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			</item>
		<item>
		<title>Otto per mille battista: «Siamo piccoli ma sosteniamo grandi progetti»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/29/otto-per-mille-battista-siamo-piccoli-ma-sosteniamo-grandi-progetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:13:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[opm battista]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=81016</guid>

					<description><![CDATA[<p>Partita la nuova campagna dell’Unione cristiana evangelica battista d‘Italia&#160; &#160; «Portateli via, sono pericolosamente utili»....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Partita la nuova campagna dell’Unione cristiana evangelica battista d‘Italia&nbsp;</h5>



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<p class="p1">«Portateli via, sono pericolosamente utili». Si chiude con questo paradosso uno degli spot della nuova campagna <strong>Otto per mille dell’Ucebi, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></strong></p>



<p class="p1">Spingendosi ben oltre i luoghi comuni, l’Ucebi contribuisce ogni anno alla realizzazione di tantissimi progetti solidali in Italia e nel mondo, spaziando dall’ambito assistenziale e sociale a quello culturale e umanitario. Tra le tante iniziative, quelle che supportano donne vittime di violenza, assicurano dignità attraverso beni assistenziali, offrono sportelli di ascolto e favoriscono sviluppo di competenze per i detenuti.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



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<p class="p1">L’attenzione posta a chi vive ai margini e la narrazione di storie vere sono elementi di rilievo nella nuova campagna. La proposta creativa, affidata nuovamente all’agenzia «Kirweb» di Riccardo Pirrone, è caratterizzata da un registro ironico e anticonvenzionale. Il tema scelto, «Siamo piccoli ma sosteniamo grandi progetti», sottolinea l’impatto generato da un Otto per mille di dimensioni contenute che agisce tuttavia su vasta scala, con progetti di sostegno alimentare, allo studio e alle cure mediche fondamentali.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1">Per dare forza al messaggio, si è puntato su una comunicazione integrata, che utilizza un linguaggio “popolare”: post periodici legati all’attualità, video che rielaborano gli insulti dei social per trasformarli in narrazioni positive e materiale cartaceo che invita a interrogarsi partendo provocatoriamente dalla frase «Se lo merita».</p>



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<p class="p1">Come ha spiegato all’agenzia stampa <i>Nev-Notizie evangeliche</i> il presidente Ucebi, pastore Alessandro Spanu, «la campagna cartacea, particolarmente intelligente e provocatoria, parte dall’idea che se una persona è povera, se una donna subisce molestie e violenza, o se qualcuno non trova lavoro, la colpa sia esclusivamente sua. Questa non è soltanto una pessima vulgata diffusa sui social, ma è quello che pensa la compagine di un certo mondo evangelico che si ascrive alla galassia della cosiddetta teologia della prosperità che è lontana dal mandato biblico a cui noi vogliamo invece riferirci, quello di amare il nostro prossimo».</p>



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<p class="p1">Uno degli obiettivi delle campagne, aggiunge Marta Vergari, referente Otto per mille Ucebi, è però anche «informare i contribuenti sul meccanismo di ripartizione dei fondi. Il dato critico, infatti, rimane l’astensione: circa il 60 % dei contribuenti non firma al momento della dichiarazione dei redditi, nonostante la loro quota otto per mille venga comunque ripartita tra gli enti che ne hanno diritto e la scelta non comporti oneri. La percentuale di chi non firma è statisticamente in aumento e determina la ridistribuzione dei fondi tra i diversi enti, proporzionata alle scelte espresse dai cittadini che invece firmano. Quindi, in sostanza, chi non firma fa scegliere al suo posto chi firma».</p>



<p class="p1">Tra le novità, è stato aperto, in via sperimentale, un capitolo di finanziamento denominato “Sostegno alla diaconia delle chiese”. Il fondo prevede una modalità d’accesso diretta, dedicata alle chiese membro dell’UCEBI, per la quale non è necessario presentare un progetto. Sono scelte concrete che rivelano un dialogo continuo e determinato con i territori, le chiese locali e le persone da parte dell’Ucebi.</p>



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<p class="p1">Le firme ricevute ogni anno superano ormai le 17.000, per un ammontare di circa 1 milione e mezzo di euro, impiegati oltre il 90% per la realizzazione dei progetti (la parte restante per: spese di gestione 0,57%; campagna opm 3,77%; spese di personale 3,45%).</p>



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<p class="p1">Altre informazioni si possono trovare su <a href="http://ottopermilleucebi.org"><span class="s1">ottopermilleucebi.org</span></a>.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/29/otto-per-mille-battista-siamo-piccoli-ma-sosteniamo-grandi-progetti/">Otto per mille battista: «Siamo piccoli ma sosteniamo grandi progetti»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Vivere in montagna: i servizi essenziali</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/29/vivere-in-montagna-i-servizi-essenziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[dislivelli.eu]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi in montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Valli valdesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di...</p>
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<h5 class="wp-block-heading"><strong><em>È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di maggio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di <a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Il numero contiene un dossier dedicato a un tema <strong><em>molto attuale, il neo-popolamento della montagna e i servizi (quelli che ci sono, i tanti mancanti).</em></strong></em></strong></h5>



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<p>Ci siamo posti una domanda: quali sono i servizi essenziali per poter vivere, oggi, in un territorio montano? Ne abbiamo individuati alcuni, altri li abbiamo approfonditi e altri ancora invece non abbiamo potuto affrontarli, per questioni di spazio. Punto di partenza fondamentale è sicuramente quello del lavoro. In nostro aiuto, per capire meglio la situazione, è arrivato un progetto dell’Istat, che affronta il tema del pendolarismo lavorativo e che analizza, Comune per Comune, i flussi di entrata, uscita e di chi rimane sul territorio per lavorare. Come è facile immaginare, è grande il flusso in partenza, con picchi attorno al 90% (Angrogna, Pramollo, Prarostino, San Pietro Val Lemina, Lusernetta) con alcuni casi invece di tendenza diversa: a Prali quasi la metà dei lavoratori rimane nel territorio comunale. Più ci si avvicina ai municipi della pianura, più le percentuali si pareggiano, avvicinando le percentuali di chi va, arriva e resta.</p>



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<p>Nonostante questi aspetti la tendenza, come evidenziato dall’Unione nazionale Comuni ed enti montani (Uncem), parla di un neo-popolamento dei territori montani. Abbiamo chiesto a Maurizio Dematteis, di Dislivelli.eu, di analizzare questo aspetto e capire cosa serve alla montagna per essere vissuta.</p>



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<p>«Stiamo vivendo un momento storico di grandi cambiamenti nei rapporti e nelle dinamiche fra i grandi centri urbani e le terre alte: il modello che prevede un centro forte che produce e guida gli altri si sta modificando. La Torino Factory Town ha perso, in favore di territori come la val Susa, la sua forza produttiva. Questo aspetto però non risolve i problemi: immaginiamo una grande stella che si ramifica da Torino verso le valli… i rami più grandi sono quelli dove c’è un’interconnessione forte con la città o quelli situati nelle alte valli, dove è presente a dimensione dello sci alpino».</p>



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<p>– Perché i territori più lontani dal centro stanno attraendo sempre più popolazione?</p>



<p>«Torino ha perso circa 200.000 abitanti negli ultimi decenni; ma questi si sono semplicemente spostati nelle zone ben collegate. In Barriera di Milano, per esempio, vivere magari con due figli, è assai difficile per i costi e la qualità della vita: conviene quindi spostarsi ad Avigliana, per esempio, dove spendi meno, stai meglio e con un treno in breve sei sul posto di lavoro: è un cambio di paradigma dei territori».</p>



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<p>– Per un cambio ancora più netto, però, è necessario aspettarsi una scelta politica-economica?</p>



<p>«Assolutamente sì. Ci sono persone “illuminate” che però non riescono a convogliare le risorse, che vanno quasi tutte nel turismo di un certo tipo, che ha oggettivamente vita breve, visti i cambiamenti climatici. I servizi essenziali che vanno garantiti e implementati sono in definitiva: trasporti, istruzione, sanità e cultura. Senza questi, non possiamo dire di poter avere una qualità di vita dignitosa, è inutile far finta di nulla. E le persone che si spostano le pretendono, perché sono esattamente cittadini con pari diritti come quelli che vivono in città».</p>



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<p>– Parlando di neo-popolamento, che cosa si può aggiungere?</p>



<p>«C’è effettivamente una “risalita a salmone”; persone che vengono a vivere o tornano in montagna. Ma dobbiamo entrare nell’ottica di vedere oltre la vita nelle terre alte come è sempre stata: oggi ci sono montanari per forza (dettata da motivazioni economiche), per scelta (etica, di vita), per un certo tempo (vengono, vivono per un periodo, lasciano molto nei territori e se ne vanno) e con la doppia residenza».</p>



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<p>– Anche le valli valdesi stanno vivendo questo momento di cambiamento?</p>



<p>«Nonostante si sia persa l’industria nella bassa val Chisone, si cerca di invertire la tendenza, con molte difficoltà ovviamente. Il lavoro delle associazioni, degli enti locali, degli imprenditori è teso a rendere accogliente il territorio dal punto di vista turistico-esperienziale, puntando quindi sulla qualità dell’offerta, con attenzione verso l’enogastronomia. Bisogna capire che se arrivano flussi turistici che cercano esperienze di vario tipo, aumenta consequenzialmente anche la qualità di vita dei residenti e dei lavoratori di un territorio».</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-80998" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1024x768.jpg 1024w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-300x225.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-768x576.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1536x1152.jpg 1536w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-2048x1536.jpg 2048w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-800x600.jpg 800w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-700x525.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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