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	<title>Riforma.it | Storie di uomini, di lupi e molto altro</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 13:16:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Riforma.it | Storie di uomini, di lupi e molto altro</title>
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		<title>Storie di uomini, di lupi e molto altro</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/storie-di-uomini-di-lupi-e-molto-altro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Centro culturale valdese]]></category>
		<category><![CDATA[stagnaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due mostre organizzate dal Centro culturale valdese di Torre Pellice che hanno al centro le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Due mostre organizzate dal Centro culturale valdese di Torre Pellice che hanno al centro le illustrazioni e la narrazione di storie e della Storia</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si racconta la storia attraverso il disegno? Questa è la domanda al centro della mostra che sarà presentata sabato 4 luglio alle 16 presso la sede del Centro culturale valdese a Torre Pellice (v. Beckwith 3), un’esposizione di fumetti e illustrazioni di argomento storico di Umberto Stagnaro, nome assai noto e apprezzato nel mondo evangelico italiano, artista poliedrico, per alcuni decenni autore delle copertine dell’editrice Claudiana, nonché collaboratore e illustratore della rivista <em>L</em><em>’</em><em>Amico dei fanciulli</em>, e appunto autore di una serie fumetti, pubblicati in volume, di argomento storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come spiega Davide Rosso, direttore della Fondazione Ccv, l’esposizione <em>Quando la storia è disegnata</em> è nata «dalla scelta di Stagnaro di donare alla Fondazione le sue tavole originali, in particolare la parte fumettistica (e bisogna intendersi su questo termine…). Quello che guida la mostra è l’idea di far vedere questa produzione, che mostra il racconto storico, dalle persecuzioni dei valdesi alla vicenda di Dietrich Bonhoeffer, attraverso immagini e parole, trasformando la ricerca storica in narrazione visiva e mostrando visivamente quello che tu, a parole, avevi magari già sentito. Abbiamo quindi provato a costruire un racconto, mostrando anche l’evoluzione nel suo modo di realizzare fumetti, perché Stagnaro stesso ha avuto un percorso nella sua produzione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esposizione sarà inaugurata alle 16 (nel contesto della <em>Scuola per la democrazia</em>, in corso fino a domenica 5 luglio) e sarà visitabile fino al 29 novembre nei giorni di apertura del museo, dal giovedì alla domenica in orario 15-18,30. Ricordiamo che è ancora in corso, anch’essa visitabile fino al 29 novembre, la mostra <em>La cura durante la guerra di Resistenza nel Pinerolese</em>, un aspetto di cui di solito si parla poco, ma che è stato fondamentale in un periodo storico (vedi la presentazione nel <a href="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/Eco-Freepress-maggio-2026.pdf">numero di maggio</a> del mensile <em>L</em><em>’</em><em>Eco delle valli valdesi</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è anche un’altra mostra in cui l’aspetto iconografico ha un peso centrale, così come la dinamica tra Storia e storie, che è stata inaugurata sabato 27 giugno e sarà esposta fino al 30 agosto alla Casa del Genio (v. Umberto I 100) di Fenestrelle all’interno del Festival letterario e musicale «Scritto Misto» (11 luglio &#8211; 2 agosto), alla sua XII edizione, di cui anche quest’anno la Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice è organizzatrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le tracce del lupo, storie e racconti sul grande predatore</em>, questo il titolo della mostra, è legata al tema del festival, «Umano-disumano»: come spiega il direttore e curatore Davide Rosso nell’articolo che si può leggere <a href="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/06/Eco-Freepress-luglio-2026.pdf">qui sul numero di luglio</a> del nostro mensile <em>free press</em>, «ci sono tantissime storie sul lupo, e a ben guardare il “non umano”, veniva utilizzato anche per raccontare “l’umano”, con l’idea (un po’ illuministica) che la ragione vince sempre sul selvaggio, su chi non usa la ragione. La figura del lupo viene usata per raccontare se stessi, le proprie ideologie, la propria religione, il proprio modo di essere nel mondo, le proprie debolezze».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le storie raccontate nella mostra, spiega Rosso, presenti in raccolte etnografiche, leggende, testimonianze, fino agli articoli di giornale, vanno «dal ’600 all’inizio del ’900, tra il Queyras, le zone di Briançon e Embrun, le valli valdesi, fino a Talucco, perché a Pinerolo nel 1907 è stato ucciso l’ultimo lupo (prima del suo ritorno)».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Centrale è l’aspetto iconografico: i disegni di Manuela Rosso, che ritraggono il lupo, e una serie di fotografie che non rappresenta il lupo ma il contesto, perché al centro della mostra sono le «comunicazioni empatiche, che avvenivano per esempio nelle veglie», non la descrizione del lupo in sé, che infatti compare solo in alcune fotografie alla fine, e si tratta di lupi in cattività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolta qui l’intervista:</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72770771&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/storie-di-uomini-di-lupi-e-molto-altro/">Storie di uomini, di lupi e molto altro</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>III distretto, i punti della discussione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/iii-distretto-i-punti-della-discussione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:47:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze distrettuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli atti approvati, un testo che invita a rendere concreta la Speranza &#160; Proseguono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="p1">Tra gli atti approvati, un testo che invita a rendere concreta la Speranza</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Proseguono gli articoli relativi ai lavori delle recenti Conferenze distrettuali delle chiese valdesi e metodiste, strumento intermedio di governo delle chiese</em></p>
<p><em>Sono quattro i distretti territoriali delle chiese metodiste e valdesi:  I Distretto (Valli Valdesi del Piemonte), II Distretto (Italia settentrionale e Svizzera), III Distretto (Italia centrale), IV Distretto (Italia meridionale). Oggi è il turno del III Distretto.</em></p>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><em>I due articoli sono a cura di Ilaria Rossi, deputata di Livorno e diaspora di Piombino, e Julia Di Luca, deputata di Vasto.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
<p class="p1">La discussione ha portato in primo piano alcuni temi: la speranza si può testimoniare in modo credibile se le comunità sono luoghi in cui si sa in <i>chi</i> sperare e <i>come</i> sia possibile <i>sperare contro speranza </i>oggi. Riscoprirlo, anche in realtà segnate da difficoltà pastorali, invecchiamento e stanchezza, fa parte della vocazione ricevuta. Sono emerse quattro linee direttrici per muovere in questa direzione: rinnovare la conoscenza della Bibbia, rafforzare la gestione sinodale, valorizzare la cura reciproca all’interno delle comunità e sostenere adeguatamente le comunità più fragili.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">La Conferenza ha evidenziato la necessità di coordinare sempre meglio e dare organicità alle attività formative, coinvolgere una cerchia più ampia di persone nella riflessione biblica trovando strumenti adeguati, favorire la collaborazione <i>nelle</i> e <i>tra</i> le comunità.</p>
<p class="p1">La speranza è emersa come fiducia perseverante in Dio nelle prove personali e comunitarie. Attraverso Isaia, Deuteronomio e Matteo, è stato annunciato un Dio che sostiene, libera, incoraggia e rinnova le forze. La speranza non elimina le difficoltà, ma permette di attraversarle; si esprime nella preghiera, nella gratitudine, nella perseveranza, nella certezza che il Regno cresce, anche quando i risultati sembrano modesti. La speranza cristiana è al tempo stesso anelito interiore e impegno trasformativo: una fiducia che sostiene nelle prove e spinge la Chiesa a operare per la giustizia, nella certezza che Dio continua ad agire nella Storia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Questo è il tema alla base di uno degli atti, <i>Praticare la Speranza</i> (n. 29, approntato dall’apposita commissione nominata dal seggio e composta da Antonella Violi, Massimo Marottoli, Mirella Manocchio, Luca Anziani, <i>ndr</i>) <span class="s1">che verrà inviato alle chiese come base per continuare il lavoro di discussione e analisi nel corso del prossimo anno. Infatti è stato dato mandato alla Ced di organizzare, in collaborazione con i Circuiti, eventi formativi e un forum in presenza per le chiese del Distretto (atto 30). L’obiettivo è di imparare insieme a testimoniare meglio la speranza vivendola e praticandola, trasformandola in atti concreti di solidarietà e impegno trasformativo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La Conferenza del III Distretto delle chiese valdesi e metodiste, che si è tenuta a Ecumene (Velletri) dal 12 al 14 giugno, ha approvato la seguente mozione:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono» (Ebrei 11, 1)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La chiesa pratica la Speranza, guarda avanti e vede il deserto, il vuoto che la vista umana sa solo giudicare come un non senso e un’assenza, mentre si tratta del tempo della narrazione di Dio che sta già operando cose nuove. La chiesa, tuttavia, sa come attraversare quel deserto e sa come affrontare le sfide che la vocazione di Dio le pone dinanzi per l’azione libera e creatrice dello Spirito Santo. Nel testo di Ebrei, la fede è presentata come elemento fondativo, costitutivo della Speranza, ed è rappresentazione stessa di ciò che è nascosto. L’elemento paradossale della fede che emerge dall’Evangelo rende chiara la responsabilità della chiesa che si esplicita nell’affrontare le sfide del tempo presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i credenti e le credenti in Cristo si tratta di far propria nel concreto la responsabilità a rendere conto della speranza che è in noi, che non è un “ansiolitico” per le inquietudini e le paure personali, ma è una rinnovata consacrazione a vivere l’Evangelo nel discernimento della volontà di Dio. Siamo consapevoli delle nostre fragilità e della profonda crisi della contemporaneità che permea anche il nostro essere chiesa.</p>
<p>Dalla nostra analisi del tempo presente (<em>kairòs</em>) rileviamo i seguenti temi emergenti per la missione della chiesa:</p>
<p>la chiesa è chiamata a vigilare su sé stessa, sulla propria fedeltà e coerenza, avendo di sé una visione sobria nella consapevolezza che il Cristo annuncia ai discepoli: «voi siete sale della terra e luce del mondo». In questo senso intendiamo la necessità che la missione sia radicata nella comprensione dei territori dai quali ci sentiamo interpellati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pertanto riteniamo importante l’analisi dei contesti e delle necessità materiali e spirituali che ne conseguono. Praticare la speranza vuol dire essere coinvolti nei problemi sociali che creano disparità, disuguaglianze, ingiustizie, marginalità come ad esempio: la precarizzazione del lavoro, la crisi del sistema sanitario, la privatizzazione dei servizi, l’esclusione sociale, la crisi del patto di cittadinanza, dei corpi sociali, della democrazia rappresentativa e il decadimento del pensiero.</p>
<p>In questa cornice sperare nel Dio di Gesù Cristo può sembrare essere la cosa più assurda di questo mondo, ma in definitiva è la “cosa”, o la pratica più sensata e l’unica via che siamo chiamati a percorrere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi sappiamo di poter rivolgere vocazione – e di fare questo con coraggio – a uomini e donne che a loro volta apprendono proprio così di essere messi davanti al progetto di Dio per loro, per il mondo e per la chiesa stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una Speranza che si fa pratica…</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/una-speranza-che-si-fa-pratica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze distrettuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro delle chiese metodiste e valdesi del centro Italia al Centro «Ecumene» di Velletri &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/una-speranza-che-si-fa-pratica/">Una Speranza che si fa pratica…</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="p1">L’incontro delle chiese metodiste e valdesi del centro Italia al Centro «Ecumene» di Velletri</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Proseguono gli articoli relativi ai lavori delle recenti Conferenze distrettuali delle chiese valdesi e metodiste, strumento intermedio di governo delle chiese</em></p>
<p><em>Sono quattro i distretti territoriali delle chiese metodiste e valdesi:  I Distretto (Valli Valdesi del Piemonte), II Distretto (Italia settentrionale e Svizzera), III Distretto (Italia centrale), IV Distretto (Italia meridionale). Oggi è il turno del III Distretto.</em></p>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><em>I due articoli sono a cura di Ilaria Rossi, deputata di Livorno e diaspora di Piombino, e Julia Di Luca, deputata di Vasto.</em></p>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Si è svolta al Centro «Ecumene» di Velletri (Rm), dal 12 al 14 giugno, in un clima di inizio estate quasi perfetto, la Conferenza del III Distretto 2026. Come sempre, oltre a essere luogo di attività istituzionali, è stata un’occasione preziosa di incontrare fratelli e sorelle, in modo particolare per chi vive in comunità piccole o un po’ più isolate geograficamente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Il pastore Jean-Félix Kamba Nzolo ha accompagnato la conferenza attraverso la meditazione e il culto; i canti sono stati accompagnati da un terzetto di archi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p2">La riflessione comunitaria ha preso le mosse dalle relazioni della Ced e della commissione d’esame, quest’ultima composta da Emanuele Fiume, Luana Prencipe e Gabriele Ciampalini, centrate sul tema della Speranza («Sperare contro ogni speranza oggi»), in continuità con il lavoro iniziato con la Conferenza dell’anno scorso, su «Imparare la speranza, sotto la croce».</p>
<p class="p2">Durante il percorso di avvicinamento alla Conferenza, il tema è stato approfondito grazie a un incontro specifico con il pastore prof. Eric Noffke, che si è svolto il 24 aprile da remoto, nel quale è emerso quale sentire comune che lega fratelli e sorelle, il bisogno di rendere conto della Speranza che è in noi. Nonostante il coro insistente che ci circonda e invita a rassegnarci alla realtà esistente, a un mondo che appare pregno di violenza, egoismo, prevaricazione, la nostra fede nel Dio che promette vita e vicinanza, il Dio che si rivela nello scandalo della croce, ci chiama a ribellarci a questo status quo, a coltivare una speranza che è dunque essa stessa scandalo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Nella mattina di sabato i partecipanti hanno nuovamente beneficiato dell’intervento del prof. Noffke, che ringraziamo, che si è focalizzato sull’oggetto della speranza: che cosa speravano i cristiani delle prime generazioni? La risposta è giunta dalla lettura di testi dell’Apocalisse e dell’epistolario paolino collocati nel loro contesto. Noffke ha poi mostrato come alcuni cristiani hanno vissuto e testimoniato la loro speranza in tempi molto duri e apparentemente senza prospettive. Lo ha fatto attraverso <i>The Kairos Document</i> (Sudafrica, 1985) e quello del movimento <i>Kairos Palestina</i> (2009). In questi documenti la speranza è il cuore della fede cristiana: la fiducia nel Dio rivelato in Gesù Cristo è attesa attiva del Regno, impegno per la giustizia, la pace, la trasformazione. Di fronte a una chiesa adattata allo <i>status quo</i>, questi cristiani si sono posti come chiesa “profetica” (“che sta davanti”), capace di studiare, analizzare criticamente la realtà, schierarsi accanto agli oppressi con coraggio e testimoniare un’alternativa fondata sul Vangelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p2">È poi seguito un momento di condivisione su come ognuno di noi immagina che la propria chiesa possa declinare il messaggio di speranza nel territorio di appartenenza, nella comunità, superando la dimensione del singolo credente e aprendosi al mondo esterno, poiché proprio nella relazione con il nostro prossimo la Speranza prende forma, diventa pratica di cura, esercizio di rispetto e accoglienza.</p>
<p class="p2">Certo impresa ardua, ancora di più pensando alle forze a disposizione che emergono dalle statistiche aggiornate sulla vita delle nostre chiese; eppure è proprio il racconto della nostra quotidianità di credenti che ci parla di come, confidando nel Cristo Risorto e con il sostegno sempre vivo dello Spirito, si possa praticare la vicinanza e la cura che il Signore ci insegna anche all’esterno e di quanto questo sia necessario di fronte alla realtà attuale di disagio diffuso, di crisi occupazionale, di difficoltà esistenziale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p2">Relazione e speranza, dunque, hanno illuminato questa Conferenza, apertura e sostegno al fratello e alla sorella all’interno della comunità e apertura verso il mondo esterno con accoglienza fraterna e cura. Che il Signore ci aiuti dunque a restare saldi in Cristo e a camminare nella speranza del suo regno.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/una-speranza-che-si-fa-pratica/">Una Speranza che si fa pratica…</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecumenismo, leadership e volontariato: un incontro per prendersi cura della casa comune</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/ecumenismo-leadership-e-volontariato-un-incontro-per-prendersi-cura-della-casa-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[iglesia valdense del rio de la plata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le chiese riformate latino americane si sono incontrate per condividere esperienze e rafforzare i legami...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Le chiese riformate latino americane si sono incontrate <span dir="auto">per condividere esperienze e rafforzare i legami </span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">Dall&#8217;11 al 14 giugno si è tenuto un incontro ecumenico presso la <em>United Board of Missions Federation</em> (JUM) di Chaco, in Argentina, che ha riunito giovani di diverse chiese per condividere esperienze, rafforzare i legami e riflettere sulla cura della nostra casa comune.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">L&#8217;iniziativa è nata con lo scopo di avvicinare i giovani agli spazi abitativi e lavorativi che la JUM gestisce da oltre sessant&#8217;anni a fianco delle comunità indigene. Per quattro giorni, i partecipanti hanno visitato la tenuta, preso parte a laboratori e attività di gruppo e si sono scambiati idee.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">Il coordinatore generale del JUM, Raúl Romero, ha sottolineato l&#8217;importanza di riprendere questo tipo di incontri: «Dopo il 2018, non siamo più riusciti a organizzare questi eventi. Il fatto che le chiese si siano impegnate a portare i giovani qui è per noi una grande gioia. Speriamo che questo sia il punto di partenza per molti altri incontri». </span></p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">Il tema centrale era la cura della nostra casa comune, un argomento esplorato attraverso laboratori, visite guidate e spazi di riflessione. L&#8217;intento era quello di generare strumenti per riflettere sulle sfide attuali da una prospettiva comunitaria, affrontando l&#8217;ecumenismo, la leadership e il volontariato come temi trasversali.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">Oltre agli argomenti trattati, è stata un&#8217;opportunità per valorizzare l&#8217;incontro, le connessioni e la possibilità di conoscere meglio la realtà e la cultura dei popoli indigeni. A questo proposito, Candela Malán, membro del Comitato di Coordinamento delle Attività Giovanili (CAJ) della Chiesa Evangelica Valdese del Río de la Plata, ha apprezzato l&#8217;opportunità di conoscere il lavoro della Federazione: «Sono molto felice di aver potuto partecipare e non vedo l&#8217;ora di tornare e condividere la mia esperienza con gli altri. Penso che sia molto interessante e importante conoscere meglio questa storia, che spesso non conosciamo, ed è un progetto bellissimo».</span></p>
<p><span dir="auto">Gonzalo González, anch&#8217;egli membro del CAJ, ha condiviso: «Per me, il campo JUM è stata un&#8217;esperienza arricchente per tutti. Da un punto di vista sociale, abbiamo potuto uscire dalla nostra routine quotidiana e vedere il mondo attraverso gli occhi delle comunità indigene, imparando a conoscere le loro tradizioni, i loro ideali, la loro economia e, soprattutto, le loro lotte». Sebbene non si sia trattato di uno scambio unilaterale, abbiamo anche condiviso le nostre riflessioni e prospettive con i giovani, così come loro hanno condiviso la loro musica con noi, noi abbiamo condiviso la nostra, letteralmente e simbolicamente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">Andrea Weiss, della Chiesa Evangelica del Río de la Plata, luterana (IERP), ha affermato: «Abbiamo imparato molto sulla storia e le usanze dei popoli indigeni. Abbiamo scoperto i loro mestieri, i loro intrattenimenti e le loro danze, e siamo riusciti a stringere molti legami tra di noi. Molte cose sono cambiate dentro di me in questo campo estivo».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto">L&#8217;esperienza ha riunito giovani provenienti da tre chiese, promuovendo il dialogo, l&#8217;apprendimento reciproco e l&#8217;impegno nella cura del creato. Come ha affermato Emanuele De Bettini, coordinatore dell&#8217;incontro: «Il futuro ci dirà quanto bene questo seme che abbiamo seminato in questi giorni abbia attecchito e vedremo chi potrà beneficiare dei fiori che sbocceranno».</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/ecumenismo-leadership-e-volontariato-un-incontro-per-prendersi-cura-della-casa-comune/">Ecumenismo, leadership e volontariato: un incontro per prendersi cura della casa comune</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al via la Conferenza 2026 della Chiesa metodista britannica</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/al-via-la-conferenza-2026-della-chiesa-metodista-britannica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nev - Notizie evangeliche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza metodista britannica]]></category>
		<category><![CDATA[Opcemi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=82633</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eletti il pastore Mark Slaney e Caroline Stead. Il racconto del pastore Luca Anziani (OPCEMI)...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/al-via-la-conferenza-2026-della-chiesa-metodista-britannica/">Al via la Conferenza 2026 della Chiesa metodista britannica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="td-post-sub-title">Eletti il pastore Mark Slaney e Caroline Stead. Il racconto del pastore Luca Anziani (OPCEMI) tra sfide sociali, ecumenismo e l&#8217;appello per il Medio Oriente</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">«Con un solenne culto di consacrazione si è aperta a Telford la Conferenza 2026 della Chiesa Metodista di Gran Bretagna.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Nella prima giornata sono stati eletti il nuovo presidente, il pastore </span><b><span data-contrast="auto">Mark Slaney</span></b><span data-contrast="auto">, e la nuova vicepresidente della Conferenza, </span><b><span data-contrast="auto">Caroline Stead</span></b><span data-contrast="auto">. Rimarranno in carica per un anno con il compito di ascoltare le esigenze di chiese, circuiti e distretti della Chiesa Metodista in Gran Bretagna, oltre a occuparsi della rappresentanza all’estero. Nei discorsi del presidente e della vicepresidente sono emersi i temi più importanti dell’appuntamento di quest’anno».</span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">A raccontare la Conferenza annuale della Chiesa metodista britannica — ospitata a Telford e divisa tra la sessione presbiterale (25-26 giugno, riservata ai pastori) e quella dei rappresentanti (27 giugno – 1° luglio), l’organo decisionale a composizione paritaria tra ministeri ordinati e laicato — è il pastore</span><b><span data-contrast="auto"> Luca Anziani</span></b><span data-contrast="auto">, presidente dell’OPCEMI (Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia).</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> Quelle che seguono sono le sue parole.</span></p>
<h5></h5>
<p><span data-contrast="auto">Il <a href="https://www.methodist.org.uk/about/structure-and-governance/the-methodist-conference/conference-2026/presidency/the-presidents-address-to-the-conference/">discorso inaugurale</a> del nuovo Presidente, <strong>Mark Slaney</strong>, ha tracciato una linea di profonda continuità con il passato, lanciando al contempo un forte appello all’azione sociale. Guardando alle presidenze che sono andate dal 2019 al 2025, Slaney ha voluto ricordare che la guida della Chiesa nel presente è il frutto del retaggio e della sinergia del lavoro passato. Il presidente l’ha descritto come un “incessante flusso di spirito e verità, di saggezza ed esperienza che scorre nel corso degli anni”. Una continuità di esperienze che ha voluto valorizzare citando i temi cruciali affrontati dai suoi predecessori.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">Per inaugurare il mandato appena iniziato, Mark Slaney ha dichiarato che la scelta del binomio guida, condivisa con la vicepresidente, è caduta sulle parole “Dolore e Gioia” (</span><i><span data-contrast="auto">Sorrow and Joy</span></i><span data-contrast="auto">). Si tratta di due elementi che si intrecciano costantemente nella vita dei fedeli e nella Bibbia, trovando la loro sintesi visiva e teologica nella Croce che “offre il paradosso di accogliere Gesù umano e divino; mortale ed eterno; sospeso tra terra e cielo; l’innocente giustiziato in mezzo a ladri condannati.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335551550&quot;:1,&quot;335551620&quot;:1,&quot;335559685&quot;:0,&quot;335559737&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240,&quot;335559740&quot;:279}"> </span></p>
<h5></h5>
<p><span data-contrast="auto">La parte più politica e urgente del discorso si è poi concentrata sulla crisi umanitaria in corso a Gaza e in Libano. Slaney ha scelto come associazione benefica dell’anno “<a href="https://www.allwecan.org.uk/">All We Can</a>“, che gestisce una campagna dedicata alla giustizia nel Medio Oriente (</span><i><span data-contrast="auto">Middle East Justice Appeal</span></i><span data-contrast="auto">) in collaborazione tra la Chiesa Metodista in Gran Bretagna e la <a href="https://urc.org.uk/middle-east-justice-appeal/">Chiesa Riformata Unita</a>. L’appello è sostenuto attraverso una raccolta fondi dedicata e uno stand informativo allestito durante i giorni della conferenza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">A questo proposito, Mark Slaney ha presentato tre precisi atti di solidarietà:</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="1" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Sostegno a Kairos 2:</span></b><span data-contrast="auto"> il documento pubblicato nel 2025 dall’Iniziativa ecumenica cristiana palestinese, considerata la voce autentica dei cristiani palestinesi.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="2" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Pressione internazionale sul Regno Unito:</span></b><span data-contrast="auto"> la richiesta al governo britannico di adempiere totalmente agli obblighi del diritto internazionale sulla situazione in Israele/Palestina.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></li>
</ul>
<ul>
<li aria-setsize="-1" data-leveltext="" data-font="Symbol" data-listid="2" data-list-defn-props="{&quot;335552541&quot;:1,&quot;335559683&quot;:0,&quot;335559684&quot;:-2,&quot;335559685&quot;:720,&quot;335559991&quot;:360,&quot;469769226&quot;:&quot;Symbol&quot;,&quot;469769242&quot;:[8226],&quot;469777803&quot;:&quot;left&quot;,&quot;469777804&quot;:&quot;&quot;,&quot;469777815&quot;:&quot;hybridMultilevel&quot;}" data-aria-posinset="3" data-aria-level="1"><b><span data-contrast="auto">Opposizione alla pena di morte:</span></b><span data-contrast="auto"> l’appello a contestare la recente legge israeliana che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi giudicati dai tribunali militari.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></li>
</ul>
<h5></h5>
<p><span data-contrast="auto">“La Connexion della Chiesa Metodista (la rete interdipendente di chiese e comunità metodiste che collaborano come un unico corpo solidale) sta affrontando tematiche rilevanti e che si possono trovare anche in molte altre chiese in Europa: diminuzione dei membri, calo delle vocazioni pastorali, riflessione sulle sfide sociali del tempo presente, significato della vocazione della Chiesa in Europa oggi. </span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:0,&quot;335551620&quot;:0,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">In particolare la Conferenza di quest’anno discuterà alcune importanti tematiche sociali: riduzione drastica delle emissioni di CO2 nella chiesa per giungere ad un impatto 0 nel 2030, riflessione sull’accompagnamento alla morte, riflessione sulla giustizia riparativa pensando alla responsabilità della chiesa in passato sulle tematiche della schiavitù, la decolonizzazione, le sfide per la pace e la riconciliazione partendo dalla guerra in Ucraina e in Medioriente soprattutto a Gaza.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-contrast="auto">A queste tematiche sociali, che riflettono l’importanza della vocazione pubblica della chiesa, si aggiungono tematiche strettamente interne: come proseguire le relazioni ecumeniche con la Chiesa Anglicana e la partecipazione online alla Cena del Signore.</span><span data-ccp-props="{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335551550&quot;:6,&quot;335551620&quot;:6,&quot;335559738&quot;:180,&quot;335559739&quot;:240}"> </span></p>
<hr />
<p>Leggi anche: <a href="https://www.nev.it/nev/2026/06/29/pre-conferenza-metodista-tra-presente-ed-eredita-storica/">Pre-conferenza metodista: tra presente ed eredità storica </a></p>
<p><a href="https://www.nev.it/nev/2026/06/17/john-wesley-e-il-futuro-del-metodismo-verso-la-conferenza-2026/">John Wesley e il futuro del metodismo: verso la Conferenza 2026</a></p>
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		<item>
		<title>Nigeria. Condannate quasi 400 persone per terrorismo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/nigeria-condannate-quasi-400-persone-per-terrorismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 03:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=82576</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo International Christian Concern perché sia fatta giustizia il governo deve riconoscere la motivazione religiosa...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/nigeria-condannate-quasi-400-persone-per-terrorismo/">Nigeria. Condannate quasi 400 persone per terrorismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Secondo <em>International Christian Concern</em> perché sia fatta giustizia il governo deve riconoscere la motivazione religiosa degli omicidi</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tribunale federale nigeriano ha condannato quasi 400 persone per terrorismo questo mese, in quella che l’organizzazione per la lotta alla persecuzione cristiana, <em>International Christian Concern </em>(ICC), ha definito una delle più grandi operazioni di repressione criminale nella storia del Paese: Nessuno però sembra essere accusato di omicidio.</p>
<p>L&#8217;Alta Corte di Abuja ha condannato 386 persone legate a Boko Haram e allo Stato Islamico della Provincia dell&#8217;Africa Occidentale (ISWAP), secondo quanto riportato dall&#8217;ICC e da altre fonti, con pene detentive che vanno dai cinque anni all’ergastolo. I condannati erano tra i 508 arrestati, mentre 112 casi sono stati rinviati. Due persone sono state assolte e otto sono state prosciolte, ha affermato l’ICC.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le condanne fanno seguito all’omicidio di circa 157 cristiani avvenuto nella Domenica delle Palme nelle comunità rurali della regione centrale della Nigeria. Secondo l’ICC il governo nigeriano deve ammettere che gli omicidi sono motivati ​​da ragioni religiose affinché sia ​​fatta giustizia.</p>
<p>«Se il presidente nigeriano Bola Tinubu intende seriamente porre fine alla violenza in Nigeria, un fattore che deve affrontare è la religione», ha dichiarato la Corte penale internazionale (CPI) il 16 aprile. «Sebbene non sia l&#8217;unico fattore in gioco – la mancanza di opportunità economiche è un altro – è un fattore determinante che non può essere ignorato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia attraverso programmi per contrastare l&#8217;estremismo religioso, sia attraverso interventi mirati per garantire la sicurezza delle comunità cristiane vulnerabili nelle aree colpite dalla violenza, Tinubu può compiere passi significativi verso la pace solo se è disposto ad affrontare le tensioni religiose presenti nel suo Paese».</p>
<p>I funzionari del governo nigeriano hanno a lungo negato che gli omicidi siano motivati ​​da ragioni religiose, ma la CPI, l’Associazione cristiana della Nigeria e numerose organizzazioni umanitarie e di controllo hanno documentato che i terroristi prendono di mira principalmente i cristiani e, talvolta, i musulmani moderati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Molti musulmani innocenti hanno perso la vita o i loro beni a causa di questi gruppi terroristici», ha affermato la Corte penale internazionale nella sua analisi. «Tuttavia, l’estremismo religioso radicale che anima l&#8217;ISWAP e Boko Haram ha provocato violenze particolarmente gravi contro i cristiani».</p>
<p>Nell’ottobre del 2025, gli Stati Uniti hanno designato la Nigeria come Paese di particolare preoccupazione (CPC), e a tale designazione hanno fatto seguito attacchi missilistici nel nord del Paese, senza tuttavia causare vittime.</p>
<p>La Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale (USCIRF), nel suo rapporto annuale del 2026, ha descritto le condizioni della libertà religiosa in Nigeria come “pessime”, raccomandando il mantenimento della designazione del Paese come CPC. Oltre all’ISWAP e a Boko Haram, l’USCIRF ha menzionato violenza estremista contro i cristiani perpetrata dallo Stato Islamico della Provincia del Sahel, dai militanti Fulani e da altri aggressori.</p>
<p>«I governi federali e statali hanno continuato a tollerare, a rispondere in modo inadeguato o comunque a non perseguire la giustizia per la violenza religiosa perpetrata da attori non statali», ha affermato la USCIRF nel suo rapporto, citando gli omicidi perpetrati dai terroristi menzionati in precedenza. Inoltre, diversi stati della Nigeria settentrionale applicano la Sharia e leggi sulla blasfemia che perseguitano i cristiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche secondo i dati annuali di <em>Open Doors</em> la Nigeria è il Paese più pericoloso per i cristiani presi di mira a causa della loro fede, con 3.490 cristiani uccisi nell’anno precedente alla pubblicazione della World Watch List 2026, avvenuta a gennaio.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/nigeria-condannate-quasi-400-persone-per-terrorismo/">Nigeria. Condannate quasi 400 persone per terrorismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gesù, la risposta di Dio al male</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/gesu-la-risposta-di-dio-al-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alga Barbacini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 03:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=82623</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Matteo 1, 21 &#160; &#160; Pregai il Signore...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/gesu-la-risposta-di-dio-al-male/">Gesù, la risposta di Dio al male</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Matteo 1, 21</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Pregai il Signore e dissi: “Signore, Dio, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità, che hai redento nella tua grandezza, che hai fatto uscire dall’Egitto con mano potente”</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Deuteronomio 9, 26</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>L’angelo disse a Giuseppe: “Maria partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati”</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Matteo 1, 21</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72769250&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dio ha fatto un patto con l’umanità, per quanto siamo incapaci e testardi, Dio non ci distruggerà, anzi ci offre nuovi percorsi, nuove possibilità in modo che possiamo ravvederci e ritornare sui nostri passi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù è venuto nel mondo in modo umile, senza cercare ricchezze o potere sugli esseri umani. Gesù è venuto per servirci, per insegnarci la via dell’amore e ha compiuto la sua missione con umiltà. Guardandomi intorno e vedendo una società che sembra aver dimenticato ogni timore, dedita alla violenza e alla supremazia, mi chiedo: “Cos’altro possiamo aspettarci da Dio? Perché non ci manda un messaggio forte e chiaro? Perché non elimina il male con un gesto definitivo?”. Poi penso che il Verbo è già stato inviato, che l’opportunità di comprendere ci è già stata data con Gesù Cristo. E che più ci sembra di essere colpiti dal male, confusi e sopraffatti dalla violenza, più possiamo imparare ad imitare Gesù nella sua umiltà, nel rispetto e nell’amore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere veri ribelli, a volte significa avere il coraggio di non seguire il male solo perché tutti lo fanno. Quante volte abbiamo visto che chi mette in difficoltà i violenti è colui che rimane fedele a se stesso, che non si lascia corrompere dalle lusinghe del più forte, ma agisce con decisione secondo la legge del cuore. Ecco che la speranza può rinascere forte quando il nostro cuore si converte di nuovo agli insegnamenti di Gesù. Senza lasciarci sopraffare dalla paura, possiamo davvero cambiare il mondo intorno a noi, perché rimaniamo saldi nella nostra fede. Come scrive Etty Hillesum: <em>“Il nostro primo dovere morale è quello di dissodare vaste aree di tranquillità dentro di sé, per poter essere in grado di irradiare questa pace anche agli altri. Più pace c&#8217;è in noi, più pace ci sarà nel mondo&#8221;. </em>Più amore siamo capaci di dare, più amore ci sarà nel mondo. Amen.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/gesu-la-risposta-di-dio-al-male/">Gesù, la risposta di Dio al male</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La speranza riscalda l&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/02/la-speranza-riscalda-lucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 03:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione battista europea]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=82594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le chiese battiste in Europa hanno raccolto ben 800mila Euro per sostenere le comunità ucraine...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/la-speranza-riscalda-lucraina/">La speranza riscalda l’Ucraina</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Le chiese battiste in Europa hanno raccolto ben 800mila Euro per sostenere le comunità ucraine</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo un altro inverno difficile, segnato da guerra, sfollamenti e attacchi alle infrastrutture, la campagna &#8220;<em>La speranza riscalda l&#8217;Ucraina</em>&#8221; della Federazione Battista Europea si è ufficialmente conclusa. Grazie alla straordinaria risposta di unioni battiste, chiese, organizzazioni e singoli sostenitori in tutta Europa la campagna ha raccolto un totale di 800.000 euro a sostegno di chiese e comunità in tutta l&#8217;Ucraina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre al sostegno finanziario, la campagna ha anche costruito relazioni significative al di là dei confini nazionali. Ottantacinque chiese ucraine sono state abbinate a chiese e singoli che si sono impegnati a pregare per loro e a essere solidali con la comunità.</p>
<p>Si è trattato di un vero e proprio sforzo collettivo, che ha coinvolto grandi organizzazioni e sindacati, chiese locali e singoli individui. Ogni donazione, ogni preghiera e ogni gesto di incoraggiamento ha fatto la differenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie al progetto, circa 400 chiese e istituzioni cristiane in tutta l&#8217;Ucraina hanno ricevuto sostegno per assistere le proprie comunità locali durante i mesi invernali. Le chiese hanno allestito punti di ristoro, fornito assistenza pratica durante le interruzioni di corrente, distribuito aiuti umanitari e offerto supporto psicosociale e spirituale alle persone colpite dalla guerra in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto ha raggiunto circa 480.000 persone: bambini, famiglie, sfollati interni, anziani e altri che affrontano quotidianamente le difficoltà del conflitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine continuavano per tutto l&#8217;inverno, le chiese si trasformavano in luoghi di rifugio dove le persone potevano trovare calore, ricaricare i telefoni, accedere a bevande calde, ricevere assistenza pratica e entrare in contatto con gli altri.</p>
<p>Per molte famiglie, questi edifici ecclesiastici sono diventati luoghi di resilienza e speranza. Una famiglia ha raccontato: «Durante questi giorni freddi, quando la corrente è mancata per 19 ore e a casa c&#8217;erano solo 13 gradi, non riuscivamo a tenere al caldo i bambini. Avete organizzato questo luogo di conforto. Dopo la scuola, venivamo qui, bevevamo tè caldo, ci riscaldavamo, facevamo i compiti e ricaricavamo lampade, telefoni e batterie. Vi ringraziamo di cuore per il vostro lavoro».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto ha inoltre sostenuto club e campi estivi per bambini, gruppi di tutoraggio, gruppi di supporto per famiglie colpite dalla guerra, studi biblici e ministeri di assistenza pastorale. Ciò che è iniziato come un aiuto pratico si è spesso trasformato in un&#8217;opportunità per le chiese di costruire relazioni, offrire incoraggiamento e condividere la speranza di Cristo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/02/la-speranza-riscalda-lucraina/">La speranza riscalda l’Ucraina</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>1° luglio, Keti Koti</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/01/1-luglio-keti-koti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[keti koti]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Bassi]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La celebrazione ecumenica per ricordare la fine della schiavitù nelle ex colonie olandesi &#160; Keti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La celebrazione ecumenica per ricordare la fine della schiavitù nelle ex colonie olandesi</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong class="Yjhzub" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><span class="yADgie" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">Keti Koti</span><!--TgQPHd||[]--></strong><span class="yADgie" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"> (che in lingua <em>sranantongo, </em>lingua creola del Suriname, significa &#8220;le catene sono spezzate&#8221;) è la festività annuale che ogni 1° di luglio ricorda la fine della schiavitù nei Paesi Bassi e nelle x Colonie olandesi. Sebbene la schiavitù sia stata legalmente abolita nel Regno dei Paesi Bassi nel 1863, gli schiavi liberati furono costretti a lavorare sotto &#8220;supervisione di stato&#8221; fino al 1873, rendendo quest&#8217;ultimo l&#8217;anno della vera emancipazione.</span><mark class="HxTRcb" data-sfc-root="ep" data-wiz-uids="R8DEbe_o" data-sfc-cb="" data-ved="2ahUKEwj1up_duq6VAxWS3wIHHZS1FMcQuJAPegoIAggACAAIBxAB" data-complete="true" data-sfc-inited="2" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);"><strong class="Yjhzub" data-sfc-root="ep" data-sfc-cb="" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);"><!--TgQPHd||[]--></strong></mark></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 1° luglio 1863 , il Regno dei Paesi Bassi abolì la schiavitù nella colonia del Suriname e nella colonia di Curaçao e nelle sue dipendenze con l&#8217; Atto di Emancipazione . A quel tempo, oltre 45.000 schiavi africani furono liberati: 34.441 in Suriname e 11.800 ad Aruba , Bonaire , Curaçao , Sint Maarten , Sint Eustatius e Saba . I proprietari di schiavi ricevettero un risarcimento di 300 fiorini per ogni schiavo, ma i liberati non ricevettero nulla e furono obbligati a continuare a lavorare a contratto in Suriname per altri dieci anni, a volte nelle stesse deplorevoli condizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Nella monumentale cattedrale di San Giovanni a &#8216;<strong>s-Hertogenbosch</strong>, si può percepire il passato pur essendo immersi nel presente. È il luogo ideale per celebrare la commemorazione della storia della schiavitù. Il Consiglio delle Chiese e la Fondazione per l&#8217;Elaborazione e la Guarigione dalla Storia della Schiavitù hanno organizzato sabato 27 giugno una celebrazione insieme alle chiese di Den Bosch, città che sta attivamente lavorando alla ricerca sul proprio coinvolgimento nella schiavitù. Il tema era &#8220;Incontrarsi come unità nella diversità&#8221;».  Lo racconta la pastora  Trijnie Bouw, presidente del Sinodo generale della Chiesa protestante dei Paesi Bassi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La storia di </span><a href="https://petrus.protestantsekerk.nl/artikel/mijn-mooiste-lied-muriel-wol-fernand-over-we-shall-overcome/" target="_blank" rel="noopener"><span dir="auto">Muriël Wol-Fernand</span></a><span dir="auto"> , discendente di persone ridotte in schiavitù, e di Nick van Lanschot, discendente di coloro che hanno tratto profitto dalla tratta degli schiavi, è stata commovente. I due si erano incontrati diverse volte e hanno parlato insieme di questo tema durante la celebrazione. In tal modo, hanno rappresentato le diverse voci di un passato condiviso e hanno dato voce al desiderio e alla chiamata a lavorare per un presente comune.  </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Onoriamo coloro che hanno sofferto e combattuto &#8211; prosegue la pastora -, riconosciamo l&#8217;ingiustizia e la sofferenza inflitte loro e impariamo per il presente. Traiamo insegnamenti da quel passato per continuare a lavorare insieme nella nostra vocazione di fratelli e sorelle, tutti figli dello stesso Dio, il Creatore di tutta questa terra. Ecco perché abbiamo letto Genesi 1, in cui si parla di Dio che crea l&#8217;uomo (e quindi tutti gli esseri umani) a sua immagine. Abbiamo ascoltato Galati 3, che parla dell&#8217;essere tutti uno in Cristo Gesù. Con l&#8217;Apocalisse, l&#8217;abbiamo visto davanti a noi: una nuova esistenza, un albero della vita, le cui foglie hanno il potere di guarire tutte le nazioni.</p>
<p>Continuare a commemorare per onorare, riconoscere e imparare. Ed è qualcosa che non dovremmo mai smettere di fare troppo presto. Persino nella mia giovinezza, ho sentito regolarmente forme di giustificazione teologica per l&#8217;emarginazione e l&#8217;oppressione delle persone di colore, e una relativizzazione del danno inflitto. E basta chiedere ai membri di colore nelle nostre congregazioni a maggioranza bianca come percepiscono l&#8217;impatto persistente della storia del razzismo e del colonialismo. Ecco perché è giusto e necessario che la ricerca continui a essere condotta per ascoltare le storie e riconoscere gli schemi che ci influenzano ancora oggi».</p>
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<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/01/1-luglio-keti-koti/">1° luglio, Keti Koti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chiesa evangelica in Germania, week-end dedicato ai matrimoni</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/01/chiesa-evangelica-in-germania-week-end-dedicato-ai-matrimoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[germania ekd]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Germania oltre 5mila coppie si sono sposate o hanno ricevuto una benedizione nel fine...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/01/chiesa-evangelica-in-germania-week-end-dedicato-ai-matrimoni/">Chiesa evangelica in Germania, week-end dedicato ai matrimoni</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>In Germania oltre 5mila coppie si sono sposate o hanno ricevuto una benedizione nel fine settimana grazie a una riuscitissima iniziativa della Chiesa evangelica</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Secondo la Chiesa evangelica in Germania (Ekd), più di 5.000 coppie hanno ricevuto una benedizione o si sono sposate in chiesa lo scorso fine settimana nell&#8217;ambito della campagna nazionale </span><a class="ext" title="(si apre in una nuova finestra)" href="http://www.einfachheiraten.info/" target="_blank" rel="noopener" data-extlink=""><span dir="auto">#einfachheiraten (semplicemente </span></a><a class="ext" title="(si apre in una nuova finestra)" href="http://www.einfachheiraten.info/" target="_blank" rel="noopener" data-extlink="">sposarsi</a> o sposatevi e basta).</p>
<p><span dir="auto">Come annunciato lunedì ad Hannover dalla Chiesa evangelica tedesca (Ekd), secondo le prime proiezioni, le chiese, molte delle quali addobbate a festa, si sono rivelate molto popolari anche durante quello che è stato finora il fine settimana più caldo dell&#8217;anno. Intorno al 26 giugno, numerose coppie hanno scelto una location dal significato speciale tra le 370 opzioni disponibili: in riva al mare, in un giardino, in aeroporto o su un trampolino da sci, su una ruota panoramica o presso il sito patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO di Völklinger Hütte.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Secondo la Chiesa Evangelica Tedesca l&#8217;iniziativa era rivolta alle coppie che desideravano affidare la propria unione alla benedizione di Dio, senza lunghi preparativi, un&#8217;organizzazione complessa o costi elevati. Oltre alle benedizioni, a determinate condizioni era possibile anche celebrare matrimoni in chiesa. «Il nostro obiettivo non è tanto raggiungere un numero specifico, quanto piuttosto consentire al maggior numero possibile di coppie di accedere facilmente a un matrimonio o a una benedizione in chiesa», ha affermato la pastora e coordinatrice Anne Brisgen del Centro per il Culto e la Predicazione Protestante, con sede a Lutherstadt Wittenberg.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">La campagna #einfachheiraten (sposatevi e basta) si terrà di nuovo il prossimo anno intorno al 2 luglio. Quest&#8217;anno, per la prima volta, l&#8217;iniziativa è stata organizzata congiuntamente dalla Chiesa evangelica in Germania e da dodici chiese protestanti regionali.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Questo fine settimana si è celebrato l&#8217;amore. È stato commovente vedere come le coppie, alcune delle quali insieme da molti anni, abbiano riaffermato il loro impegno reciproco e abbiano spontaneamente affidato la loro felicità alla benedizione di Dio. Credo che questa benedizione – la conferma di Dio nei nostri confronti – rafforzi la fiducia reciproca tra le persone in questi tempi incerti. Si potrebbe anche dire: al ‘sì’ terreno, all’‘amen’ celeste. Auguro sinceramente a tutte le coppie di potersi sempre accettare a vicenda come un dono prezioso e che il loro amore le sostenga nella buona e nella cattiva sorte», ha affermato la vescova Kirsten Fehrs, presidente del Consiglio della Ekd.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«L’ampia partecipazione di congregazioni, pastori e volontari, così come la preparazione professionale dei team locali, dimostra il potenziale di una collaborazione coordinata a livello di tutta la chiesa» le ha fatto eco la pastora <span dir="auto">Brisgen.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Nella sola chiesa regionale di Hannover, sono state registrate più di 100 location, tra cui benedizioni e matrimoni sulla spiaggia del Mare del Nord a Bensersiel, sul ponte di Hemmoor, alla mostra di giardinaggio di Bad Nenndorf, nel pub Extrakt di Hannover e in numerose chiese e cappelle. In Vestfalia, circa 530 coppie hanno ricevuto benedizioni o si sono sposate in 31 diverse location. </span></p>
<p><span dir="auto">Quasi 600 coppie del territorio della Chiesa evangelica dell&#8217;Assia e di Nassau (EKHN) e della Chiesa evangelica di Kurhessen-Waldeck (EKKW) hanno celebrato i loro matrimoni o le loro benedizioni in luoghi di culto in 33 location a volte insolite: oltre alle chiese addobbate a festa, ad esempio presso il lago Edersee nell&#8217;Assia settentrionale, sulla collina di Christenberg nel distretto di Marburg-Biedenkopf, nel complesso monastico di Eberbach nella regione del Rheingau e presso la residenza di caccia di Kranichstein vicino a Darmstadt. In totale, sono stati celebrati più di 240 matrimoni e oltre 330 benedizioni.</span></p>
<h3></h3>
<p><span dir="auto">La partecipazione è stata particolarmente forte in Baviera: nella Chiesa evangelica luterana bavarese, 810 coppie hanno partecipato in 67 diverse location. Di queste, 288 coppie si sono sposate in chiesa e 522 hanno ricevuto una benedizione. Più di 600 persone, tra personale a tempo pieno e volontari, sono state coinvolte. La maggior parte delle coppie si è recata alla chiesa di San Mang a Kempten, dove sono stati celebrati 28 matrimoni e benedizioni fino alle 23:00. A Oberstdorf, 26 coppie hanno ricevuto una benedizione o si sono sposate nella torre di vetro del trampolino per il salto con gli sci.</span></p>
<h3></h3>
<p><span dir="auto">Numerose storie personali hanno dimostrato quanto fosse accessibile l&#8217;iniziativa. Una coppia bavarese ha scoperto un manifesto solo la mattina dell&#8217;evento e si è sposata spontaneamente quello stesso giorno. Un&#8217;altra coppia, in viaggio verso il lago di Starnberg con il proprio camper, ha sentito parlare dell&#8217;evento alla radio e ha cambiato idea all&#8217;improvviso, scegliendo un matrimonio in chiesa dopo 30 anni di convivenza.</span></p>
<p><span dir="auto">Secondo la chiesa regionale, la fascia d&#8217;età dei partecipanti in Baviera spaziava dalle giovani coppie che desideravano una cerimonia nuziale o una benedizione per la loro unione, fino a coppie ultra novantenni che volevano riaffermare il loro amore e ricevere una benedizione per esso.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">A Bonn, Katja (62) e Tom (60) si sono scambiati nuovamente le promesse nuziali dopo 16 anni insieme e due di matrimonio, nell&#8217;iconico pub &#8220;Die Wache&#8221;. «Abbiamo scoperto la campagna tramite i social media», ha detto Katja «felicissima» dopo la cerimonia molto intima di venerdì sera nel pub gremito. «Viviamo proprio dietro l&#8217;angolo ed è il locale che mio marito frequenta abitualmente. È esattamente il tipo di posto che fa per noi. Ho sentito puro amore».</span></p>
<p><span dir="auto">Il compagno di Katja, Tom, non era del tutto sicuro di cosa lo aspettasse, ma alla fine ne è rimasto entusiasta: «Ho scelto spontaneamente un versetto della Bibbia e un canto. E poi sono rimasto sorpreso da quanto fosse facile. È stato meraviglioso». Oltre a Katja e Tom, altre tre coppie hanno ricevuto la stessa benedizione. I festeggiamenti sono proseguiti fino a tarda notte.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito </span><a href="https://einfachheiraten.info/"><span dir="auto">www.einfachheiraten.info.</span></a></p>
<h3></h3>
<p><span dir="auto">L&#8217;idea di #einfachheiraten è nata presso il Segen.Servicestelle (Centro Servizi di Benedizione) della Chiesa Evangelica Luterana in Baviera (ELKB) ed è stata implementata per la prima volta nel 2023. L&#8217;anno scorso, oltre all&#8217;ELKB, hanno partecipato alla campagna anche la Chiesa Evangelica dell&#8217;Assia e di Nassau (EKHN) e la Chiesa Evangelica di Kurhessen-Waldeck (EKKW). Insieme, hanno raggiunto più di 1.450 coppie in circa 100 località.</span></p>
<p><span dir="auto">Quest&#8217;anno, per la prima volta, #einfachheiraten è stato organizzato congiuntamente dalla Chiesa evangelica in Germania (EKD) e da dodici chiese regionali.</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/01/chiesa-evangelica-in-germania-week-end-dedicato-ai-matrimoni/">Chiesa evangelica in Germania, week-end dedicato ai matrimoni</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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