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	<title>Riforma.it | Incoraggiatevi a vicenda nella fede: Consiglio Luterano mondiale a Ginevra</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 09:01:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Riforma.it | Incoraggiatevi a vicenda nella fede: Consiglio Luterano mondiale a Ginevra</title>
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	<item>
		<title>Incoraggiatevi a vicenda nella fede: Consiglio Luterano mondiale a Ginevra</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/incoraggiatevi-a-vicenda-nella-fede-consiglio-luterano-mondiale-a-ginevra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CELI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione luterana mondiale (Flm)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;11 al 15 giugno &#160; «Incoraggiatevi a vicenda nella fede» — è il tema scelto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Dall&#8217;11 al 15 giugno</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Incoraggiatevi a vicenda nella fede» — è il tema scelto per il Consiglio della Federazione Luterana Mondiale (LWF), <a href="https://lutheranworld.org/news/council-mutual-encouragement-combat-epidemic-loneliness" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">riunito</a> a Founex, sulle rive del lago di Ginevra, dall’11 al 15 giugno 2026.</p>
<p>La frase viene dalla lettera di Paolo ai Romani. Il culto di apertura si è tenuto nella chiesa di St Robert, costruita nel 1898 sulle sponde del lago Lemano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La predicazione di apertura è stata affidata a <strong>Mesrawati Telaumbanua</strong>, giovane pastora della Chiesa Cristiana Protestante in Indonesia (<a href="https://lutheranworld.org/node/438" data-cmp-ab="2">BNKP</a>) e membro del Consiglio.</p>
<p>Per <strong>Mesrawati Telaumbanua</strong> le difficoltà della chiesa di Roma del primo secolo, a cui Paolo scriveva, non sono dissimili dall’«epidemia globale di solitudine» del nostro tempo digitale.</p>
<p>«Le persone possono avere migliaia di “amici” o “follower” nel mondo virtuale, ma sentirsi completamente sole nel mondo reale», ha detto. «La tecnologia può trasferire dati, ma non potrà mai sostituire il calore di una comunione reale».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un appello specifico è stato rivolto a pastori e leader di chiesa: «Spesso hanno paura di apparire deboli», ha detto Telaumbanua, «e finiscono esauriti, stressati, soli nelle loro stanze.»</p>
<p>«Non nascondete mai le vostre fatiche», ha esortato. «La vostra onestà potrebbe salvare il ministero di qualcun altro. Abbiamo davvero bisogno gli uni degli altri.»</p>
<p>Dopo il culto, i partecipanti si sono scambiati la pace formando un cerchio all’esterno della chiesa, per condividere insieme la Santa Cena. «Ci nutriamo a vicenda con i doni del pane e del vino per mostrare la nostra dipendenza reciproca», ha spiegato la pastora Allison Werner Hoenen, coordinatrice degli studi liturgici della Federazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel discorso di apertura, il presidente della Federazione Luterana Mondiale, vescovo <strong>Henrik Stubkjær</strong>, ha indicato le sfide che attraversano le chiese nel mondo: conflitti militari, crisi sociali e politiche, polarizzazione, disoccupazione crescente, emergenza climatica, strumentalizzazione della fede.</p>
<p>La teologia della croce, ha detto, «ci aiuta a vedere Cristo in mezzo alla sofferenza», mantenendo lo sguardo «alla luce della speranza della risurrezione».</p>
<p>Ha citato la Groenlandia, minacciata di annessione, e il conflitto a Gaza e in Cisgiordania, ricordando l’appello pubblico della Federazione per la dignità e il rispetto delle convenzioni internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stubkjær ha <a href="https://lutheranworld.org/news/council-hope-lens-mutual-encouragement-and-action" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">richiamato</a> l’articolo settimo della <a href="https://www.chiesaluterana.it/confessione-augustana-1530/">Confessione</a> di Augusta: l’annuncio della Parola e dei sacramenti secondo il Vangelo è sufficiente per superare le differenze.</p>
<p>«Il nostro centro non è una posizione politica intermedia tra fazioni conservatrici o progressiste», ha detto. «Il nostro centro è la confessione e la celebrazione del Vangelo di Cristo, la giustificazione per sola fede, e la condivisione del corpo e del sangue di Cristo».</p>
<p>Riconoscere questo centro, ha aggiunto, permette anche di vedere con più chiarezza i propri errori — muovendo dall’autosufficienza all’inclusione, dalla demarcazione all’apertura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Federazione riunisce oggi oltre 78 milioni di cristiani luterani in 99 paesi, con 154 chiese membro.</p>
<p>La Celi, Chiesa evangelica luterana in Italia, fa parte di questa comunione globale. Ciò che accade a Founex — il tema della solitudine, la fragilità dei pastori, la speranza in tempi di crisi — non è lontano dalle nostre comunità. È la stessa fede, condivisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6>Photo: LWF/Albin Hillert</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/incoraggiatevi-a-vicenda-nella-fede-consiglio-luterano-mondiale-a-ginevra/">Incoraggiatevi a vicenda nella fede: Consiglio Luterano mondiale a Ginevra</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La generosità di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/la-generosita-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Jourdan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[generosità]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a II Corinzi 9, 8 &#160; &#160; &#160; Immagino...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a II Corinzi 9, 8</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il Signore, il tuo Dio, sta per farti entrare in un buon paese: paese di corsi d’acqua, di laghi e di sorgenti che nascono nelle valli e nei monti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Deuteronomio 8, 7</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>II Corinzi 9, 8</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72495460&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagino che quasi tutti abbiano già sentito l’espressione <em>teologia della prosperità</em>. Non è agevole dire in due parole di che cosa si tratti ma, se dovessi ridurre all’essenziale, la tratteggerei così: è quella visione secondo la quale la ricchezza e il benessere dei singoli sarebbero il risultato della benedizione (e quindi dell’approvazione di Dio) e la mancanza di mezzi, al contrario, sarebbe un segno della riprovazione di Dio. In varie parti del mondo, vi sono araldi di questa visione: in alcuni luoghi – più ancora che in altri – essa genera uno stravolgimento completo del messaggio evangelico (per dirla con Paolo: un vero e proprio<em> altro evangelo</em>, tutt’altro che lieto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una differenza fondamentale tra l’abbondanza a cui fa riferimento l’apostolo nella seconda lettera ai Corinzi e l’abbondanza celebrata dalla <em>teologia della prosperità</em>. L’apostolo Paolo ci parla di un Dio generoso che guarda ad un benessere della vita delle persone che non è fine a se stesso: Dio desidera per le sue figlie e i suoi figli una serenità che è radice di frutti ulteriori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’abbondare della sua grazia determina abbondanza verso altri, attraverso tutto ciò che può essere buono per gli altri. La <em>teologia della prosperità</em>, al contrario, non considera nessun orizzonte di moltiplicazione dell’abbondanza, soltanto l’egoistica concentrazione sul sé. L’abbondanza è, in questo caso, l’unico obiettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Paolo, l’abbondanza non è mai un obiettivo, perché diverrebbe un idolo al pari di altri idoli: la generosità di Dio è invece sempre uno strumento di ulteriore servizio. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/la-generosita-di-dio/">La generosità di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Chiesa riformata svizzera ribadisce il suo no all’antisemitismo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/la-chiesa-riformata-svizzera-ribadisce-il-suo-no-allantisemitismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Voceevangelica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[antisemitismo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa evangelica riformata in svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Incompatibile con la fede cristiana» &#160; Con una presa di posizione diffusa lo scorso 29 maggio l’esecutivo della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>«Incompatibile con la fede cristiana»</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con una <a href="https://www.eks-eers.ch/gegen-antisemitismus-in-kirche-und-gesellschaft/">presa di posizione</a> diffusa lo scorso 29 maggio l’esecutivo della Chiesa evangelica riformata in Svizzera ha ribadito il suo fermo “no” a qualsiasi forma di antisemitismo.<br />
Il documento, intitolato nasce dalla preoccupazione per l’aumento di episodi e manifestazioni antisemite, registrate in forme sempre più virulente sia in Svizzera sia nel resto d’Europa, e si inserisce nel più ampio dibattito europeo sul contrasto all’antisemitismo e sulla responsabilità delle istituzioni religiose nel promuovere il dialogo, il rispetto reciproco e la convivenza pacifica.<br />
Per il Consiglio della chiesa elvetica  «l’antisemitismo è incompatibile con la fede cristiana», una convinzione che esclude qualsiasi forma di legittimazione del fenomeno, tanto nell’ambito ecclesiastico, quanto nella società in generale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La dichiarazione richiama inoltre il «senso di responsabilità» delle Chiese membro, dei loro organi direttivi, dei collaboratori e delle collaboratrici, oltre che dei fedeli. L’obiettivo è quello di contrastare ogni manifestazione di antisemitismo all’interno degli ambienti ecclesiastici. Non solo le chiese riformate devono condannare l’antisemitismo, ma lo devono anche prevenire e combattere con determinazione. Nel testo si legge: «Spazi, eventi e canali di comunicazione della Chiesa non devono in alcun caso essere utilizzati per diffondere contenuti, simboli, discorsi di propaganda o disinformazione di carattere antisemita. Questa regola si applica anche quando tali contenuti compaiono in modo indiretto, velato o sotto le spoglie di dibattiti politici».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non manca un paragrafo sul conflitto israelo-palestinese, in cui la Chiesa svizzera ammette la critica dello Stato di Israele, della sua politica e dei suoi governi, considerata «possibile e legittima», mettendo tuttavia in guardia da non meglio definiti «doppi standard»: «La critica dello Stato d’Israele prende un carattere antisemita non appena ricorre a dei doppi standard, demonizza lo Stato ebraico o quando ne mette in causa l’esistenza».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel documento trova spazio anche una dissociazione «da ogni forma di “sionismo cristiano”, il quale, nell’attesa della fine dei tempi, mira a incoraggiare il ritorno degli ebrei e delle ebree in Israele e nei territori palestinesi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/la-chiesa-riformata-svizzera-ribadisce-il-suo-no-allantisemitismo/">La Chiesa riformata svizzera ribadisce il suo no all’antisemitismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Buona novella. Salvataggio in cielo</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/la-buona-novella-salvataggio-in-cielo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta D'Auria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[la buona novella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie &#160; La buona notizia di questa settimana...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/la-buona-novella-salvataggio-in-cielo/">La Buona novella. Salvataggio in cielo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>La buona notizia di questa settimana è avvenuta, letteralmente, in cielo. Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini, marito e moglie, entrambi infermieri di Vicenza, erano in volo da Bergamo a Marrakech per qualche giorno di ferie. A circa mezz’ora dall’atterraggio, l’equipaggio ha chiesto se a bordo ci fosse personale sanitario: un bambino di appena 13 mesi stava avendo una crisi respiratoria.</p>
<p>Riccardo e Ilaria non si sono tirati indietro. Hanno fatto ciò che sanno fare ogni giorno: prendersi cura della vita. Hanno raggiunto il piccolo in difficoltà e, a fronte di un <em>kit</em> medico a bordo insufficiente per affrontare un’emergenza pediatrica di quella gravità, si sono affidati alla loro competenza ed esperienza: hanno praticato manovre di disostruzione, ventilazione e rianimazione cardiopolmonare. Dopo circa cinque minuti il bambino ha ripreso a respirare!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso si parla degli infermieri quando mancano, quando protestano per condizioni di lavoro stressanti o quando subiscono aggressioni fisiche e verbali. Molto più raramente si racconta la competenza e la dedizione che questa professione richiede ogni giorno.</p>
<p>La vicenda di Riccardo e Ilaria ricorda che dietro ogni divisa ci sono persone che studiano, si aggiornano, affrontano responsabilità enormi e che – penso al periodo dell’emergenza Covid! –, mettono al primo posto il prendersi cura di chi ha bisogno di ricevere soccorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un tempo segnato dall’indifferenza e dalla tentazione di voltarsi dall’altra parte, la buona notizia non è solo che un bambino è stato salvato, ma è sapere che esistono persone capaci di mettere il proprio sapere e il proprio tempo al servizio dell’altro e dell’altra: quel prossimo che, come racconta la parabola biblica, è chiunque incontriamo sul nostro cammino nel momento del bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/la-buona-novella-salvataggio-in-cielo/">La Buona novella. Salvataggio in cielo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il pericolo rappresentato dalle armi nucleari sta aumentando enormemente</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/il-pericolo-rappresentato-dalle-armi-nucleari-sta-aumentando-enormemente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[sipri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;annuale rapporto dell&#8217;Istituto Sipri fotografa un mondo sempre più armato &#160; Lo Stockholm International Peace...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/il-pericolo-rappresentato-dalle-armi-nucleari-sta-aumentando-enormemente/">Il pericolo rappresentato dalle armi nucleari sta aumentando enormemente</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><span lang="EN-GB"><span dir="auto">L&#8217;annuale rapporto dell&#8217;Istituto Sipri fotografa un mondo sempre più armato</span></span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) ha pubblicato l&#8217;8 giugno la sua valutazione annuale sullo stato degli armamenti, del disarmo e della sicurezza internazionale. I principali risultati dell&#8217;Annuario  </span></span><em><span lang="EN-GB"><span dir="auto">SIPRI 2026 (<a href="https://www.sipri.org/sites/default/files/2026-06/yb26_summary_en_0.pdf">qui un riassunto</a>)</span></span></em><span lang="EN-GB"><span dir="auto"> evidenziano che gli Stati fanno sempre più affidamento sulle armi nucleari come strumenti di potere nazionale, invertendo decenni di sforzi volti a ridurne il numero e il ruolo, nonostante i rischi di errori di valutazione e di escalation siano in aumento.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Firstparagraph"><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel 2025, i nove Stati dotati di armi nucleari (Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Repubblica Popolare Democratica di Corea &#8211; Corea del Nord-  e Israele) </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">hanno proseguito i programmi di modernizzazione e potenziamento dei propri arsenali nucleari, e la maggior parte di essi ha schierato nuovi sistemi d&#8217;arma a capacità nucleare nel corso dell&#8217;anno.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Del totale stimato di </span><strong><span dir="auto">12.187 testate nucleari</span></strong><span dir="auto"> a livello globale nel gennaio 2026, circa </span><strong><span dir="auto">9.745</span></strong><span dir="auto"> si trovavano in depositi militari per un potenziale utilizzo. Si stima che 4.012 di queste testate siano dispiegate su missili e aerei, mentre le restanti sono conservate in depositi centralizzati. Tra 2.100 e 2.200 delle testate dispiegate sono mantenute in stato di massima allerta operativa su missili balistici. Quasi tutte queste testate appartengono alla Russia o agli Stati Uniti, e in misura minore alla Francia e al Regno Unito, ma la Cina e l&#8217;India potrebbero occasionalmente dispiegare un piccolo numero di testate montate su missili in tempo di pace. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">«Voci autorevoli, tra cui alcuni leader mondiali, sostengono l&#8217;uso delle armi nucleari come garanzia contro un attacco da parte di uno stato ostile. Ma rendere le strategie di difesa e sicurezza nazionale dipendenti – o maggiormente dipendenti – dalle armi nucleari potrebbe aumentare significativamente i rischi nucleari», ha affermato  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">il direttore del SIPRI, Karim Haggag </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">. «I pericoli associati alle armi nucleari sono in aumento a causa dei progressi nella tecnologia bellica, del crollo del controllo degli armamenti nucleari e dell&#8217;intensificarsi delle tensioni geopolitiche, tra una serie di altri fattori. Allo stesso tempo, gli eventi mondiali – non ultimo lo scoppio del conflitto tra India e Pakistan, entrambi dotati di armi nucleari – mettono in discussione la logica della deterrenza nucleare». </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Dalla fine della Guerra Fredda, il graduale smantellamento delle testate nucleari da parte di Russia e Stati Uniti ha generalmente superato il dispiegamento di nuove testate, determinando una diminuzione complessiva, di anno in anno, dell&#8217;arsenale nucleare globale. È probabile che questa tendenza si inverta nei prossimi anni, poiché il ritmo di smantellamento sta rallentando, mentre il dispiegamento di nuove armi nucleari sta accelerando. </span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">«Le prove a sostegno dell&#8217;ipotesi che gli Stati in possesso di armi nucleari stiano accantonando, e persino abbandonando, i propri impegni in materia di disarmo, preferendo invece ostentare la propria potenza nucleare, sono in costante aumento», ha affermato Hans M. Kristensen,  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto"><em>Associate Senior Fellow</em> del Programma sulle armi di distruzione di massa del SIPRI e Direttore del <em>Nuclear Information Project</em> presso la<em> Federation of American Scientists</em> (FAS) </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">. «Ricorrendo a soluzioni nucleari, gli Stati creano nuovi rischi e alimentano la corsa agli armamenti».</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><strong><span dir="auto">La Russia</span></strong><span dir="auto"> e gli </span><strong><span dir="auto">Stati Uniti</span></strong><span dir="auto"> insieme possiedono circa l&#8217;83% di tutte le testate nucleari immagazzinate (ovvero le testate utilizzabili). Questa quota combinata si sta riducendo leggermente a causa della crescita degli altri arsenali nucleari mondiali. Le dimensioni degli arsenali militari russi e statunitensi sembrano essere rimaste relativamente stabili nel 2025, ma è probabile che gli ampi programmi di modernizzazione di entrambi i paesi aumentino le dimensioni e la diversità dei loro arsenali in futuro. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Il SIPRI stima che </span><strong><span dir="auto">la Cina</span></strong><span dir="auto"> possieda attualmente circa 620 testate nucleari. La Cina sta espandendo il suo arsenale nucleare più rapidamente di qualsiasi altro Paese e ha presentato diversi nuovi sistemi nucleari durante la parata militare del 2025. Entro gennaio 2026, la Cina aveva caricato centinaia di missili in tre grandi silos missilistici nel nord del  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Paese </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">, mentre lavorava al completamento di 30 silos in tre zone montuose a est. A seconda di come deciderà di strutturare le sue forze, la Cina potrebbe potenzialmente avere almeno lo stesso numero di missili balistici intercontinentali (ICBM) della Russia o degli Stati Uniti entro la fine del decennio.  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Tuttavia, anche se la Cina superasse le 1000 testate entro il 2030, ciò rappresenterebbe comunque solo circa un quarto degli attuali arsenali nucleari di Russia e Stati Uniti.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Sebbene non si ritenga che il </span><strong><span dir="auto">Regno Unito</span></strong><span dir="auto"> abbia aumentato il proprio arsenale di armi nucleari nel 2025, si prevede che le sue scorte di testate operative cresceranno in futuro, dopo che la Revisione Integrata del 2021 ha annunciato l&#8217;intenzione del Regno Unito di innalzare il limite massimo del numero di testate. La Revisione Strategica della Difesa del 2025 ha ribadito la modifica della politica del Regno Unito del 2021, ovvero di non rendere più pubbliche le dimensioni del proprio arsenale nucleare, riducendo la trasparenza in merito. Sempre </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">nel 2025, il Regno Unito ha annunciato l&#8217;intenzione di acquistare dagli Stati Uniti 12 aerei da combattimento F-35A a capacità nucleare e di equipaggiarli con bombe nucleari statunitensi, al fine di aderire agli accordi di condivisione nucleare della NATO. Il piano rappresenta un passo indietro rispetto alla decisione degli anni &#8217;90 di denuclearizzare la Royal Air Force. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel 2025 </span><strong><span dir="auto">la Francia</span></strong><span dir="auto"> ha continuato ad ammodernare la sua flotta di sottomarini a propulsione nucleare lanciamissili balistici (SSBN), introducendo il  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">missile balistico lanciato da sottomarino (SLBM) M51.3 potenziato e portando avanti lo sviluppo di un SSBN di terza generazione. </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Il governo ha anche annunciato l&#8217;intenzione di istituire una nuova base aerea nucleare nella Francia orientale per  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">due nuovi squadroni di aerei Rafale a capacità nucleare, equipaggiati con il missile da crociera ipersonico aviolanciato a propulsione nucleare di nuova generazione francese. </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel marzo 2026 il presidente Emmanuel Macron ha annunciato di aver ordinato un aumento del numero di testate nucleari nell&#8217;arsenale francese e che il governo non avrebbe più comunicato pubblicamente le dimensioni del suo arsenale.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><strong><span dir="auto">Si ritiene che l&#8217;India </span></strong><span dir="auto"> abbia nuovamente ampliato leggermente il proprio arsenale nucleare nel 2025 e abbia continuato lo sviluppo di nuovi tipi di sistemi di lancio nucleari. Il programma di modernizzazione si concentra sempre più sullo sviluppo di armi a lungo raggio in grado di raggiungere obiettivi in ​​tutta la Cina, sebbene la pianificazione continui a essere focalizzata anche sulla storica rivalità tra India e Pakistan. </span><strong><span dir="auto">Il Pakistan</span></strong><span dir="auto"> ha continuato a sviluppare nuovi sistemi di lancio e ad accumulare materiale necessario nel 2025, il che suggerisce che il suo arsenale nucleare potrebbe espandersi nel prossimo decennio. Il breve conflitto armato tra India e Pakistan nel maggio 2025 ha visto l&#8217;India attaccare basi aeree e missilistiche pakistane che probabilmente hanno un ruolo legato al nucleare, ma entrambe le parti hanno preso provvedimenti per evitare un&#8217;escalation.</span></span><span lang="EN-GB"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><strong><span dir="auto">La Corea del Nord</span></strong><span dir="auto"> continua a sviluppare le proprie capacità nucleari per raggiungere l&#8217;obiettivo dichiarato di espandere &#8220;esponenzialmente&#8221; il proprio arsenale nucleare. Il SIPRI stima che il Paese abbia probabilmente assemblato circa 60 testate nucleari, possieda materiale sufficiente per produrne almeno altre 30 e stia accelerando la produzione di tale materiale. </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel 2025 la Corea del Nord ha continuato a presentare e testare nuovi sistemi missilistici, tra cui il missile balistico intercontinentale (ICBM) a propellente solido di &#8220;nuova generazione&#8221; Hwasong-20, nonché sistemi a medio raggio altamente manovrabili progettati per eludere i sistemi di difesa missilistica. </span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><strong><span dir="auto">Si ritiene che Israele</span></strong><span dir="auto"> , che non ammette pubblicamente di possedere armi nucleari, stia anche modernizzando il suo arsenale nucleare.  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel 2025 Israele ha intensificato i lavori di costruzione in un nuovo sito presso il Centro di ricerca nucleare del Negev, vicino a Dimona, il che potrebbe essere collegato alle sue capacità nucleari. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nuovi rischi con la crescente dipendenza dalle armi nucleari</span></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Sebbene i programmi nucleari siano sempre stati avvolti dal mistero, negli ultimi anni gli Stati dotati di armi nucleari si sono spinti ulteriormente verso l&#8217;ambiguità e l&#8217;opacità strategica, pur modernizzando ed espandendo le proprie forze nucleari. Questa tendenza sembra destinata a proseguire. Allo stesso tempo, si registra una mancanza di dialogo strategico o di comunicazione diretta tra alcuni Stati dotati di armi nucleari.</span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">«Oltre alla riduzione della  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">trasparenza e alla perdita dei canali diplomatici per la gestione delle crisi, la deriva autoritaria in alcuni Stati dotati di armi nucleari sta contribuendo a un&#8217;imprevedibilità ancora maggiore»,  </span></span><span lang="EN-GB"><span dir="auto">ha affermato Matt Korda, ricercatore senior associato presso il Programma sulle armi di distruzione di massa del SIPRI e direttore associato del Progetto di informazione nucleare. «Non possiamo più dare per scontato che i leader che operano all&#8217;interno di tali sistemi ricevano dati accurati durante le crisi nucleari, né che agiscano razionalmente durante periodi di forte tensione».</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Gli sviluppi e i dibattiti nazionali in Asia orientale, Europa e Medio Oriente nel corso del 2025 hanno inoltre lasciato intendere un ruolo crescente delle armi nucleari nelle strategie di sicurezza e difesa di diversi Stati non dotati di armi nucleari. </span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Nel 2025 diversi Stati europei, tra cui la Germania, hanno manifestato il desiderio di integrare gli accordi NATO sulla condivisione nucleare, incentrati sulle armi statunitensi, con accordi analoghi con Francia e Regno Unito. Nel marzo 2026 il presidente Macron ha annunciato che la Francia era già in dialogo con Germania e Regno Unito e che diversi altri Stati europei erano interessati ad aderire.</span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Inoltre, sia la Bielorussia che la Russia hanno ripetutamente affermato che la Russia ha schierato armi nucleari sul territorio bielorusso e, nel dicembre 2025, la Russia ha diffuso un video che mostrava il missile balistico a raggio intermedio Oreshnik, a duplice capacità, in funzione all&#8217;interno della Bielorussia. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">Questi sviluppi si verificano in un momento in cui il regime globale di non proliferazione nucleare si sta indebolendo. La Conferenza di revisione del 2026 degli Stati parte del Trattato di non proliferazione nucleare del 1968, conclusasi il 22 maggio, è stata la terza conferenza di revisione consecutiva a chiudersi senza aver pubblicato un documento finale.</span></span></p>
<p><span lang="EN-GB"><span dir="auto">«Il fatto che gli Stati parte del Trattato di non proliferazione non siano riusciti ancora una volta a raggiungere un accordo su un documento finale rappresenta un ulteriore colpo al principio cardine del trattato: ovvero che gli altri Stati non svilupperanno le proprie forze nucleari se gli Stati in possesso di armi nucleari si muoveranno verso il disarmo», ha dichiarato il direttore del SIPRI, Karim Haggag. «L&#8217;assenza di un accordo, la modernizzazione delle forze nucleari e i piani per un maggiore dispiegamento di armi nucleari rischiano di minare ulteriormente la legittimità del Trattato di non proliferazione. Ciò renderà più difficile per gli Stati affrontare collettivamente le numerose sfide che si presentano nel panorama nucleare, anche in Medio Oriente e in Asia orientale».</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Due fenomeni hanno un impatto particolarmente significativo sulle dinamiche della sicurezza globale odierna: la ripresa delle guerre tra stati tecnologicamente avanzati e l&#8217;indebolimento dei rapporti tra gli Stati Uniti e i loro alleati», ha affermato Haggag. «L&#8217;intersezione di questi fattori sta rendendo la politica di sicurezza globale sempre più complessa e sta aggravando l&#8217;insicurezza in molte parti del mondo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha sostenuto una dichiarazione interreligiosa congiunta, sottolineando l&#8217;urgente necessità di agire sull&#8217;escalation delle minacce nucleari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-US">La dichiarazione sottolinea come gli accordi del Trattato siano in crisi, poiché gli stati con armi nucleari modernizzano gli arsenali e abbandonano i loro impegni di disarmo. La dichiarazione condanna la normalizzazione della violenza nucleare come malattia spirituale, con i leader religiosi che esortano i leader globali a onorare </span><span lang="EN-US">i requisiti </span><span lang="EN-US">del trattato </span><span lang="EN-US">di disarmo verificabile, una moratoria sulle nuove testate e un ritorno ai negoziati. </span></p>
<p><span lang="EN-US">Peter Prove, direttore del Cec per gli affari internazionali, ha partecipato alla conferenza e ha notato alcuni sviluppi incoraggianti, tra cui il fatto che molte delegazioni hanno sottolineato gli impatti catastrofici delle armi nucleari, l&#8217;obbligo ai sensi dell&#8217;articolo 6 del Trattato di perseguire un rapido disarmo e le preoccupazioni per la deterrenza estesa e la condivisione nucleare. Diversi stati hanno anche chiesto il riconoscimento dell&#8217;importanza del Trattato sul divieto delle armi nucleari (TPNW). Tuttavia, ha espresso rammarico per il fatto che gli stati possessori di armi nucleari e i loro alleati abbiano promosso la dottrina della deterrenza nucleare.</span></p>
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<h6>Foto: Albin Hillert/WCC</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/il-pericolo-rappresentato-dalle-armi-nucleari-sta-aumentando-enormemente/">Il pericolo rappresentato dalle armi nucleari sta aumentando enormemente</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>San Marino inaugura il Giardino dei Giusti</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/san-marino-inaugura-il-giardino-dei-giusti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gariwo]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino dei Giusti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Memoria, educazione e responsabilità per le nuove generazioni &#160; Si è svolta venerdì 29 maggio, al...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Memoria, educazione e responsabilità per le nuove generazioni</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è svolta venerdì 29 maggio, al Parco Laiala di Serravalle, l’inaugurazione del Giardino dei Giusti di San Marino, un luogo dedicato alla memoria, alla responsabilità e all’esempio di donne e uomini che, nella storia, hanno saputo opporsi all’ingiustizia e difendere la dignità umana.</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte tutte le principali autorità sammarinesi: dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti ai Consiglieri, insieme alle autorità religiose, ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile. Particolarmente significativa è stata la presenza del corpo docente e delle classi di studenti e studentesse delle scuole medie, che hanno lavorato con impegno al progetto, contribuendo a dare vita a un percorso educativo fondato sulla memoria attiva e sul valore della scelta personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Giardino dei Giusti di San Marino affonda le sue radici in un cammino iniziato nel 2012, grazie alla collaborazione con il Dipartimento storico-giuridico dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino e con la professoressa Patrizia Di Luca. Un percorso cresciuto nel tempo, che oggi trova una sua realizzazione concreta in uno spazio pubblico destinato a diventare luogo di incontro, riflessione e formazione per le nuove generazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Erano presenti anche i rappresentanti dei Giusti ricordati nel Giardino, tra cui Stella Maglio, in rappresentanza di Antonio Maglio, e il Vicario dell’Ambasciata d’Italia a San Marino. Tra le figure ricordate nel percorso del Giardino figurano anche <strong>Fernanda Wittgens</strong>, sacerdote <strong>Pino Puglisi</strong>, il magistrato <strong>Rocco Chinnici</strong>, le donne e gli uomini della <strong>Guardia Costiera italiana</strong> impegnati nel soccorso in mare, l’atleta e rifugiata siriana <strong>Yusra Mardini</strong> e <strong>Antonio Maglio</strong>, medico e promotore dello sport paralimpico come strumento di dignità, inclusione e rinascita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’iniziativa si inserisce inoltre in un più ampio progetto didattico interdisciplinare, sviluppato con le scuole del territorio, volto ad approfondire i temi della responsabilità individuale, della solidarietà, della legalità e dei diritti umani attraverso la conoscenza delle storie dei Giusti.</p>
<p>Con questa inaugurazione, San Marino entra nella rete dei Giardini dei Giusti promossa da Fondazione Gariwo, rafforzando il legame tra memoria, educazione civica e responsabilità collettiva. Un nuovo presidio di consapevolezza, che invita cittadini, studenti e visitatori a riconoscere nel coraggio dei Giusti un’eredità viva e un impegno per il presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da<a href="https://it.gariwo.net/giardini/giardino-di-san-marino/san-marino-inaugura-il-giardino-dei-giusti-memoria-educazione-e-responsabilita-per-le-nuove-generazioni-30270.html"> gariwo.net</a></em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/san-marino-inaugura-il-giardino-dei-giusti/">San Marino inaugura il Giardino dei Giusti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’Europa tra speranza e realtà</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/leuropa-tra-speranza-e-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Centro culturale valdese]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola per la democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ultimi giorni per iscriversi all&#8217;edizione 2026 della Scuola per la Democrazia &#160; La Fondazione Centro...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Ultimi giorni per iscriversi all&#8217;edizione 2026 della Scuola per la Democrazia</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">La Fondazione Centro culturale valdese, in collaborazione con il Liceo valdese, il Comune di Torre Pellice, l’Università Sapienza di Roma, l’Ordine dei giornalisti del Piemonte, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e grazie al contributo dell’Otto per mille della Chiesa valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi, ha organizzato la V edizione della <strong>Scuola per la democrazia</strong>. In provincia di Torino, per la precisione a Torre Pellice, sono previsti laboratori – studio in esclusiva per gli studenti provenienti da tutta Italia, ma anche lezioni aperte al pubblico con prestigiosi relatori, ad ingresso libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il tema di questa edizione è “L’Europa tra speranza e realtà”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«L&#8217;Europa fra realtà e speranza è un titolo che sintetizza la dialettica fra gli ideali che concorsero a formare l&#8217;anima di questo continente e il suo agire di oggi che spesso li dimentica, in nome di una polarizzazione dei conflitti, in particolare con l&#8217;est e con il sud del mondo» commenta Bruna Peyrot, presidente della Fondazione Centro culturale valdese.</p>
<p>«Viviamo in una realtà globale che azzera la sua complessità sullo schema amico/nemico, mentre i &#8220;poteri&#8221; veri aumentano la loro forza. Quali sono? Ne parleremo durante le giornate di studio, per capire come reagire e opporci alla dominante logica di guerra.</p>
<p>Parleremo ancora di Diritti, del ruolo delle religioni e dello stesso linguaggio religioso che permea l&#8217;agire e il narrare politico di molti governanti, da Trump a Netanyahu, cercando di capire, ancora una volta, dove sta andando il mondo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è tempo ancora <a href="https://fondazionevaldese.org/scuola-democrazia/">fino al 15 giugno per le iscrizioni</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Scuola per la democrazia del 2026 seguirà una formula leggermente diversa: con i laboratori al mattino e le conferenze al pomeriggio aperte a tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’approfondimento della Scuola di quest’anno leggerà la democrazia nelle sue dimensioni culturali, ambiente, cittadinanza e fedi. La Tavola rotonda approfondirà il tema di come le culture possano influenzare la pratica democratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <a href="https://fondazionevaldese.org/wp-content/uploads/2026/06/programma-depliant-scuola-dem-280526.pdf">questo link il programma completo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Culto evangelico, sommario puntata del 14 giugno</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/12/culto-evangelico-sommario-puntata-del-14-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 05:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[culto evangelico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre riascoltabile su RaiPlay</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 14 giugno</strong> alle 6.35 del mattino potremo ascoltare una nuova puntata del Culto evangelico sintonizzandoci su Rai Radio 1.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><b>“Una difficile storia d&#8217;amore</b><b>”</b>  da <b>Geremia 31:31-33</b><b> </b>sarà la predicazione di questa settimana curata dalla pastora <strong>Elisabetta Ribet</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà con il notiziario dal mondo evangelico e la segnalazione di alcuni appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="v1elementToProof">Chiude la puntata la rubrica <b>“Il cammino verso l&#8217;unità” </b>a cura del pastore <strong>Luca Maria Negro</strong><b>.</b></div>
<p class="wp-block-paragraph">.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.raiplaysound.it/programmi/cultoevangelico">Puoi ascoltare qui</a> le puntate del Culto evangelico già andate in onda.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/12/culto-evangelico-sommario-puntata-del-14-giugno/">Culto evangelico, sommario puntata del 14 giugno</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pace, disarmo e giustizia in Friuli-Venezia Giulia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/11/pace-disarmo-e-giustizia-in-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Podestà]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=82074</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre giorni di iniziative tra Pordenone e Aviano, in vista dell’udienza che discuterà l’archiviazione della...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/11/pace-disarmo-e-giustizia-in-friuli-venezia-giulia/">Pace, disarmo e giustizia in Friuli-Venezia Giulia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5 class="Corpo"><b>Tre giorni di iniziative tra Pordenone e Aviano, in vista dell’udienza che discuterà l’archiviazione della denuncia sulla presenza di armi nucleari nella base Nato di Aviano</b><b></b></h5>
<div>
<p class="Corpo">Dal 4 al 6 giugno si sono svolte tra Pordenone e Aviano diverse iniziative dedicate ai temi della pace, del disarmo nucleare e della giustizia internazionale, promosse in vista dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>udienza del 15 giugno presso il Tribunale di Pordenone. In quella sede sarà discussa l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>opposizione alla richiesta di archiviazione della denuncia relativa alla presunta presenza di armi nucleari nella base Nato di Aviano.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Gli eventi hanno coinvolto numerose associazioni impegnate nella promozione della pace e della nonviolenza e sono stati sostenuti anche grazie ai fondi dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>otto per mille dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>Unione cristiana evangelica battista d<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>Italia (Ucebi). Vi hanno partecipato anche alcuni membri della chiesa battista di Pordenone, presenti sia al convegno del 5 giugno sia alla manifestazione del giorno successivo.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Il momento centrale delle iniziative si è svolto il 5 giugno con il convegno «Il cammino per un mondo libero da armi nucleari», ospitato presso l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>Auditorium della Regione Friuli-Venezia Giulia a Pordenone.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Nel corso del pomeriggio si sono alternati relatori di riconosciuta competenza, alcuni presenti in sala e altri collegati da remoto. Gli interventi hanno affrontato il tema delle armi nucleari da prospettive diverse: geopolitica, economica, giuridica ed etica.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Pur con approcci differenti, tutti hanno sottolineato come il rischio nucleare continui a rappresentare una minaccia concreta per l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>umanità. In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni tra grandi potenze e crescente riarmo, la questione nucleare resta infatti una delle principali sfide per la pace mondiale.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi conclusivi dedicati agli aspetti giuridici della vicenda di Aviano. I relatori hanno illustrato le ragioni della denuncia presentata al Tribunale di Pordenone e le motivazioni dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>opposizione alla richiesta di archiviazione, offrendo ai partecipanti elementi utili per comprendere i temi che saranno affrontati nell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>udienza del 15 giugno.</p>
</div>
<div>
<p class="Corpo">
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<div>
<p class="Corpo">Il 6 giugno il percorso è proseguito con la manifestazione nazionale ad Aviano. Secondo gli organizzatori, circa 3.000 persone provenienti da diverse regioni del Nord Italia hanno preso parte al corteo.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">La marcia, partita da piazza Duomo e conclusasi nei pressi della base militare, si è svolta in un clima sereno e pacifico. Lungo il percorso e al termine della manifestazione si sono susseguiti interventi di rappresentanti di associazioni, movimenti e realtà sociali differenti, accomunati dall<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>impegno per la pace, il dialogo tra i popoli e il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Uno degli aspetti più significativi dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>iniziativa è stata la capacità di riunire persone provenienti da esperienze culturali, politiche, religiose e associative diverse, creando uno spazio di confronto rispettoso e costruttivo sui temi della nonviolenza e della convivenza pacifica.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Le iniziative hanno rappresentato un<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>importante occasione di informazione e sensibilizzazione, oltre che un momento di preparazione collettiva in vista dell<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>appuntamento giudiziario del 15 giugno.</p>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">Per molti partecipanti, la costruzione della pace passa anche attraverso la responsabilità civile, la conoscenza dei problemi legati alla sicurezza internazionale e il confronto democratico sul rispetto delle norme nazionali e internazionali.</p>
</div>
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<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo">La presenza di membri della comunità battista di Pordenone testimonia l<span dir="RTL" lang="AR-SA">’</span>impegno della chiesa nel promuovere una cultura della pace, della giustizia e della riconciliazione, in continuità con il messaggio evangelico che invita a essere operatori e operatrici di pace nella società e nelle relazioni umane.</p>
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		<title>Iran. Demolita la chiesa evangelica di Mashhad</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/11/iran-demolita-la-chiesa-evangelica-di-mashhad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Condanna della Comunione mondiale delle chiese riformate, che invita le chiese membro a intercedere nella...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Condanna della Comunione mondiale delle chiese riformate, che invita le chiese membro a intercedere nella preghiera per i fratelli e sorelle in Iran</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunione mondiale delle chiese riformate (WCRC) ha ricevuto dalla Chiesa evangelica dell’Iran la segnalazione della completa demolizione del loro edificio di culto a Mashhad, la seconda città più grande del Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una comunicazione del rev. Sargez Benyamin, segretario esecutivo del Sinodo della Chiesa Evangelica dell’Iran nella Diaspora, la proprietà – a lungo contesa con l’Ordine di Esecuzione dell’Imam Khomeini (EIKO) e la Corte Rivoluzionaria Islamica – è stata confiscata e successivamente rasa al suolo. Mentre le precedenti assicurazioni dei governatori locali e dei rappresentanti parlamentari avevano garantito l’integrità della chiesa per anni, tali garanzie sono ora venute meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>La WCRC ha invitato tutte le sue chiese membro e i partner ecumenici a dare risalto a questa preoccupazione e a chiedere conto alle autorità iraniane in conformità con gli standard internazionali di libertà religiosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p>«Non perdiamo la speranza», ha scritto il rev. Benyamin. «Ma ora abbiamo bisogno che il corpo di Cristo parli». La WCRC fa eco a questo appello e si impegna a far sentire questa voce finché la giustizia non sarà ristabilita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><strong>Un invito alla preghiera</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><em>La Comunione Mondiale delle Chiese Riformate invita le sue chiese membro in tutto il mondo a unirsi in preghiera per i nostri fratelli e sorelle in Iran.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><em>Dio misericordioso e sovrano,</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><em>Tu sei la Roccia dalle opere perfette e dalle vie giuste. In te l’orfano trova misericordia e lo straniero trova una casa.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><em>Ti imploriamo per la Chiesa Evangelica di Mashhad. Le pietre che un tempo risuonavano di inni di lode al tuo nome sono state ridotte in macerie. Il luogo dove veniva proclamata la tua Parola è stato occupato dai potenti. Signore, abbi pietà. Fa’ che la tua chiesa, dispersa e riunita, sia un segno che nessun potere terreno può mettere a tacere le lodi del tuo popolo.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><br />Fa’ che la giustizia scorra come acqua e la rettitudine come un fiume in piena. Utilizzate l’attenzione della Comunione mondiale per proteggere la vostra Chiesa da ulteriori danni.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p><em>Ve lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, la pietra angolare che i costruttori hanno rigettato, ma che rimane il fondamento della speranza per il mondo intero. Amen.</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/11/iran-demolita-la-chiesa-evangelica-di-mashhad/">Iran. Demolita la chiesa evangelica di Mashhad</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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