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	<title>Notizie - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 08:02:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Notizie - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>«Qui nessuno è straniero» perché «anche voi foste stranieri»</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/qui-nessuno-e-straniero-perche-anche-voi-foste-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa valdese di genova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Numerose reazioni alla rimozione in una scuola di Genova di uno striscione che invita all’accoglienza:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="p1"><span class="s1">Numerose reazioni alla rimozione in una scuola di Genova di uno striscione che invita all’accoglienza: tra queste, la chiesa valdese della città ha esposto a sua volta un manifesto con il richiamo biblico all’amore per lo straniero</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Ha fatto molto discutere la notizia che, a <strong>Genova</strong>, uno striscione appeso all’entrata della scuola «Daneo» lo scorso 25 settembre è stato subito rimosso da due agenti. L’iniziativa, nata per ricordare che la scuola è luogo di accoglienza dove non ci sono “stranieri” ma solo alunni e alunne, è stata suscitata dal recente decreto-legge (pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale) che impone un tetto del 30% di studenti stranieri che non parlano italiano.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Il caso ha provocato diverse reazioni, da parte di scuole, organizzazioni, ma anche chiese, che prontamente hanno deciso di appendere sulle loro sedi analoghi rimandi all’accoglienza dello straniero e all’integrazione, con riferimento alla Costituzione o alla Bibbia, a seconda dei contesti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Così, la <strong>chiesa valdese di Genova</strong> ha affisso sopra la propria sede di Sampierdarena il versetto di Deuteronomio 10,19 «Amate, dunque, lo straniero, perché anche voi voste stranieri nel paese d’Egitto».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con questa iniziativa, dichiarano, «la Chiesa, già impegnata nell&#8217;accoglienza attraversi vari progetti, vuole invitare tutti e tutte a riflettere sulle parole bibliche che invitano all&#8217;inclusione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">La scuola, che dovrebbe essere il luogo dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;inclusione, ha visto in questi ultimi giorni messo in discussione il principio costituzionale che afferma &#8220;La scuola è aperta a tutti&#8221; (art. 34 sull&#8217;obbligo scolastico). A scuola si impara la convivenza tra religioni e culture anche molto diverse e sempre nel rispetto reciproco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La fatica delle famiglie neo arrivate in Italia, la fatica delle bambine e dei ragazzi che apprendono la lingua in una scuola che avrebbe bisogno di più insegnanti, dovrebbe essere vista e ascoltata.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">In questo contesto il monito della Bibbia risuona forte e chiaro e ci indica la strada della fratellanza e dell&#8217;impegno».</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nella mattina del 28 settembre, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/27/lo-striscione-che-divide-da-genova-a-pinerolo-e-roma-il-messaggio-e-qui-nessun-e-stranier_a2cc2427-4417-4304-9219-e6b5e94d0723.html"><span class="s2">riferisce l’agenzia Ansa</span></a>, davanti alla stessa scuola «Daneo», un gruppo di insegnanti e genitori ha organizzato un presidio a cui hanno aderito anche associazioni, comitati, ordini professionali e partiti con un nuovo striscione, «La scuola che esclude è incostituzionale».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche altre scuole si sono mobilitate, segnala sempre l’Ansa: da Roma a Bologna, a Pinerolo, in provincia di Torino, dove all’Istituto Comprensivo 3-4 è stato prima sequestrato, poi dissequestrato (le forze dell’ordine hanno rivisto il provvedimento) e riappeso lo striscione «La scuola è aperta a tutti».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Teologia, ministero ecclesiastico ed etica nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/teologia-ministero-ecclesiastico-ed-etica-nellepoca-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione mondiale delle chiese riformate]]></category>
		<category><![CDATA[Facoltà Valdese di Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[ia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un simposio per interrogarsi insieme su una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un simposio per interrogarsi insieme su una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e sulle sue implicazioni teologiche, antropologiche ed etiche</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’IA è già realtà e lo è anche nella vita di tante chiese ed è per questo che la Facoltà valdese di Teologia insieme alla Comunione mondiale di Chiese Riformate proporrà il 6-7 ottobre un incontro dal titolo: «<strong>Teologia, ministero ecclesiastico ed etica nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale</strong>». Un Simposio ecumenico, il terzo, che si terrà nell’Aula Magna della Facoltà valdese, in Via Pietro Cossa 40, a Roma. Due giornate di confronto ecumenico con teologi, pastori e studiosi di diverse tradizioni cristiane, che arriveranno da tutto il mondo per ragionare sulle sfide poste dall’I<strong>ntelligenza Artificiale</strong> alla teologia, al ministero ecclesiastico e all’etica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due giornate di confronto ecumenico con teologi, pastori e studiosi di diverse tradizioni cristiane, attraverso conferenze, una lezione pubblica e momenti di lavoro comune.</p>
<p>Tra gli ospiti <strong>il professor Park Seong-Won</strong>, <strong>il vescovo Paul Tighe</strong>, <strong>i pastori e le pastore Hanns Lessing</strong>, <strong> Ilenya Goss,</strong> <strong>Manuel Schmid e Francesca Nuzzolese, il professor Hans-Christoph Askani.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’occasione per interrogarsi insieme su una delle trasformazioni più profonde del nostro tempo e sulle sue implicazioni <strong>teologiche, antropologiche ed etiche</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Possibilità di collegamento on line:</p>
<p>Zoom Information:</p>
<p><a href="https://us02web.zoom.us/j/81247504852?%20pwd=WanbgbF4W1k9hdt7GqMw7uTQkb5hf%20t.1">https://us02web.zoom.us/j/81247504852? pwd=WanbgbF4W1k9hdt7GqMw7uTQkb5hf t.1</a></p>
<p>ID Meeting: 812 4750 4852</p>
<p>Password: 960435</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Incontriamoci al Ponte</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/incontriamoci-al-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Evangelica Battista “Il Ponte” al Laurentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la chiesa diventa luogo di comunità. Sei appuntamenti tra teatro, musica e spettacolo per...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Quando la chiesa diventa luogo di comunità. Sei appuntamenti tra teatro, musica e spettacolo per parlare di accoglienza, carcere, bullismo e violenza di genere</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Una chiesa che apre le porte e invita il quartiere a entrare. Non soltanto per un culto, ma per ascoltare, incontrarsi, assistere a uno spettacolo, parlare di temi che riguardano la vita delle persone e, semplicemente, stare insieme.</p>
<p class="wp-block-paragraph">È questa l’idea alla base di <strong>“Incontriamoci al Ponte – Arte, cultura e comunità per unire il futuro”</strong>, la rassegna organizzata dalla <strong>Chiesa Evangelica Battista “Il Ponte”</strong> al Laurentino 38, a <strong>Roma</strong>, con il sostegno dei fondi 8×1000 dell’UCEBI e il patrocinio del Municipio IX di Roma Capitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Sei appuntamenti, da ottobre a marzo, nei quali l’arte diventa occasione per avvicinare persone e generazioni diverse e per aprire uno spazio di riflessione su alcune questioni sociali. Teatro, musica, varietà e cabaret saranno i linguaggi attraverso cui affrontare temi come la qualità della vita carceraria, l’immigrazione e l’accoglienza, il bullismo e la violenza di genere. Al termine di ogni serata ci sarà anche un momento conviviale, perché l’incontro non finisca con la chiusura del sipario.</p>
<p class="wp-block-paragraph">«Il nostro obiettivo è far sentire accolto e a casa chiunque parteciperà», spiega il pastore <strong>Jaime Castellanos</strong>, responsabile del progetto. La chiesa, nelle sue parole, vuole diventare «un punto di riferimento per il quartiere Laurentino 38, offrendo uno spazio in cui gli artisti del territorio possano esprimersi e i cittadini e le cittadine possano incontrarsi, confrontarsi e riflettere sui bisogni della comunità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il primo appuntamento sarà una serata dedicata alla creatività, <strong>venerdì 2 ottobre alle 19</strong> presso il locale della chiesa “Il Ponte” in Viale Ignazio Silone, 257 Roma, con <em>La luce che ci unisce</em>, spettacolo di varietà a cura di <strong>Carillon e Nox</strong>. Ospite speciale della rassegna sarà il coreografo e regista <strong>Luciano Cannito</strong>. L’ingresso è gratuito.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà il <strong>13 novembre</strong> con <em>Le Donne del muro alto</em>, che porteranno in scena il tema della qualità della vita carceraria e della cittadinanza attiva. Il <strong>5 dicembre</strong>, invece, sarà la musica gospel a offrire uno sguardo sull’immigrazione e sull’accoglienza, con l’<strong>Euphoria Gospel Choir</strong>. Il nuovo anno si aprirà il <strong>15 gennaio</strong> con il cabaret di <strong>Makkekomiko</strong>, dedicato al contrasto del bullismo, mentre il <strong>19 febbraio</strong> il teatro di <strong>Befree Cooperativa Sociale </strong>affronterà il tema della prevenzione della violenza di genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">La rassegna – nata dalla sensibilità e dalla sinergia artistica della coordinatrice e attrice <strong>Federica Palo</strong>, insieme a suo marito, il regista teatrale <strong>Raffaele Bruno</strong> – si concluderà il <strong>12 marzo 2027</strong> con un talent aperto alle proposte artistiche del quartiere: un modo per lasciare spazio non soltanto agli artisti già affermati, ma anche ai talenti grandi e piccoli della comunità.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Sei serate, dunque, ma soprattutto un invito: <strong>incontrarsi al Ponte</strong>. Perché una comunità può nascere anche così, mettendo insieme persone che forse non si sarebbero incontrate, attraverso l’arte, la parola e una tavola condivisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da<a href="http://www.ucebi.org"> www.ucebi.org</a></em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/02/incontriamoci-al-ponte/">Incontriamoci al Ponte</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 3 ottobre a Lampedusa</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/il-3-ottobre-a-lampedusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nev - Notizie evangeliche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[3 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Baratto]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bernardini]]></category>
		<category><![CDATA[mediterranean hope]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio del 2013 &#160; “Nella notte verso il mattino”...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio del 2013</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nella notte verso il mattino” è il titolo scelto quest’anno per commemorare le 368 persone morte a Lampedusa nel 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 3 ottobre, alle 19, presso la parrocchia di San Gerlando a Lampedusa, si terrà la commemorazione interreligiosa dedicata alle vittime del naufragio, uno tra i più drammatici della storia delle migrazioni contemporanee nel Mediterraneo. Da allora, da tredici anni a oggi, questa giornata è diventata un’occasione per ricordare non soltanto quelle vittime ma tutte le persone che continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«È importante fare memoria ed è importante restare a Lampedusa – dichiara <strong>Marta Bernardini</strong>, coordinatrice di Mediterranean Hope (MH), programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, sull’isola siciliana in questi giorni insieme alle operatrici di MH e al pastore <strong>Luca Baratto</strong> – . Continuare ad accogliere le persone che sopravvivono alle traversate del Mediterraneo, e le altre che purtroppo ancora oggi, tanti anni dopo il naufragio del 2013, continuano a morire. Per questo noi chiese protestanti abbiamo deciso e scegliamo ogni giorno di rimanere sull’isola: per essere un presidio di umanità in un luogo in cui l’Europa e l’Italia, con le loro politiche sulle migrazioni e i respingimenti, calpestano ogni giorno i diritti di chi cerca una vita dignitosa».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La liturgia del momento interreligioso, aperto a tutte e tutti, verrà celebrata sabato 3 ottobre alle 19 alla Parrocchia di San Gerlando, a Lampedusa. Parteciperanno per la FCEI Marta Bernardini e il pastore Luca Baratto<strong>, </strong>segretario esecutivo della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e curatore del Culto evangelico su Rai Radio1, don<strong> Luca Camilleri</strong>, delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Agrigento,  don <strong>Aldo Sciabbarrasi</strong>, parroco di San Gerlando Lampedusa, l’imam<strong> Kheit Abdelhafid</strong>, vicepresidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/02/il-3-ottobre-a-lampedusa/">Il 3 ottobre a Lampedusa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa per i 125 anni della Chiesa luterana di Firenze</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/festa-per-i-125-anni-della-chiesa-luterana-di-firenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa luterana firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 4 ottobre il culto del Ringraziamento per il Raccolto con famiglie, bambini e animali....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Domenica 4 ottobre il culto del Ringraziamento per il Raccolto con famiglie, bambini e animali. Sabato 10 ottobre il concerto a quattro mani di Francesco Giannoni e Lorenzo Maria Scultetus</h5>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Una Chiesa che si affaccia sul <strong>Lungarno</strong>, una comunità sparsa fra Toscana, Emilia-Romagna e Marche settentrionali, otto eventi in otto mesi. La <strong>Comunità Evangelica Luterana di Firenze</strong> si avvia a chiudere le celebrazioni per i <strong>125 anni</strong> dalla fondazione con due appuntamenti aperti alla città: <strong>domenica 4 ottobre</strong> il culto del Ringraziamento per il Raccolto, pensato per le famiglie con i bambini, i ragazzi e i loro animali; <strong>sabato 10 ottobre</strong> un concerto per pianoforte a quattro mani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Giubileo è nato quasi un anno fa attorno ad un tavolo dove sedevano cinque donne e la pastora della comunità, <strong>Susanne Krage-Dautel</strong>. Il momento non invitava alla festa. «La nostra piccola comunità sembrava una barchetta in mezzo al grande mare mosso» &#8211; dice <strong>Bettina Schindler</strong>, Presidente della Comunità &#8211; pensando agli eventi che negli ultimi due anni hanno scosso il mondo. Da quegli incontri è venuta una convinzione: la comunità aveva «un grande tesoro da far conoscere a Firenze» — non soltanto i valori custoditi nei culti di ogni domenica, l’impegno diaconale concreto, ed un legame vivo fra credenti che raramente riescono a trovarsi tutti insieme e con la Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI). Soprattutto la storia di una presenza, quella luterana, che ha creato un ponte con la cultura e l’impegno nati con la Riforma protestante del 1517.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo frutto di quest’anno è stato un libro, la Casa delle Pietre Viventi, che racconta la chiesa e chi la abita: non solo “tedeschi in Italia”, ma persone che hanno eletto l’Italia a loro terra di vita e di sviluppo. Sono seguiti la mostra di pittura «Artisti in Residence», allestita fra i banchi, la conferenza «La Pace nel Mondo» del teologo Fulvio Ferrario e, in primavera, il culto solenne con musica, al quale hanno preso parte rappresentanti dell&#8217;ecumene fiorentina — fra loro il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze —, del Comune e amici della comunità arrivati da altre regioni e da altri paesi. Il 19 settembre la chiesa ha accolto il concerto dell’Ensemble di ottoni FVG.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il culto del 4 ottobre sarà accompagnato dalla Corale Santa Cecilia 1909 e dalle acrobazie della compagnia Passe Passe; a seguire, l&#8217;ospitalità che a Firenze molti associano ormai ai «luterani». L&#8217;ultima parola spetterà, il 10 ottobre, ai due musicisti che la comunità chiama «di casa»: Francesco Giannoni e Lorenzo Maria Scultetus, a un solo pianoforte.</p>
</div>
</div>
</div>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/02/festa-per-i-125-anni-della-chiesa-luterana-di-firenze/">Festa per i 125 anni della Chiesa luterana di Firenze</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Buona novella. L’informazione femminile e plurale</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/la-buona-novella-linformazione-femminile-e-plurale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Gillio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[GiULiA]]></category>
		<category><![CDATA[la buona novella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie &#160; Una medaglia consegnata dal presidente della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una medaglia consegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sancito un compleanno importante: quello di <strong>GiULiA</strong> (acronimo di Giornaliste Unite Libere Autonome), associazione nata nel 2011 fra giornaliste che allora decisero di aderire allo spirito democratico, antifascista e solidaristico del loro Manifesto fondativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Apriamo con due buone notizie: la prima è la citata medaglia; la seconda sono i quindici anni di attività di GiULiA festeggiati lo scorso 28 settembre al Senato con un Convegno dedicato ai diritti delle donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Sono trascorsi quindici anni da quando un piccolo gruppo – alcune decine – di giornaliste si mise insieme per declinare lo sguardo delle donne rivolto a quella metà di mondo (il proprio) troppo a lungo misconosciuta o considerata invisibile», com’è stato ricordato presso la Sala Zuccari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi le giornaliste di GiULiA sono centinaia e sono presenti da Nord a Sud in tutte le Regioni, unite come sancisce la “U” dell’acronimo, ma anche con peculiarità territoriali che permettono loro di perseguire a largo raggio l’obiettivo dell’inclusione e non solo relativa al genere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindici anni per attuare una rivoluzione culturale e per affermare che fosse utile cambiare il paradigma: «Siamo partite con la consapevolezza che non bastava raccontare il mondo, ma occorreva interrogarsi su com’era stato raccontato fino ad allora, su chi aveva diritto a una voce sui mezzi d’informazione e su chi invece ne fosse soltanto l’oggetto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un impegno, quello di GiULiA giornaliste – e questa è la terza buona notizia di oggi – riconosciuto nei giorni scorsi con l’assegnazione de Premio “Airone di Carta” a Pordenone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/02/la-buona-novella-linformazione-femminile-e-plurale/">La Buona novella. L’informazione femminile e plurale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Culto evangelico, sommario puntata del 4 ottobre</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/02/culto-evangelico-sommario-puntata-del-4-ottobre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 06:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[culto evangelico]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Baratto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento sulle frequenze di Radio Uno Rai alle 6.35 di domenica mattina, e poi sempre riascoltabile su RaiPlay</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 4 ottobre</strong> alle 6.35 del mattino potremo ascoltare una nuova puntata del Culto evangelico sintonizzandoci su Rai Radio 1.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><b>“Un matto e un villaggio</b><b>”</b>  da <b>Marco 5: 1-17</b><b> </b><b> </b>sarà la predicazione di questa settimana curata dal pastore <b>Luca Baratto</b>.</p>
<p class="wp-block-paragraph">.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà con il notiziario dal mondo evangelico e la segnalazione di alcuni appuntamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiude la puntata la rubrica <b>“Essere chiesa insieme</b><b>” </b>a cura di <b>Paolo Naso</b><b>.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.raiplaysound.it/programmi/cultoevangelico">Puoi ascoltare qui</a> le puntate del Culto evangelico già andate in onda.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/02/culto-evangelico-sommario-puntata-del-4-ottobre/">Culto evangelico, sommario puntata del 4 ottobre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Clean Shelter, aiuto umanitario per Gaza</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/01/clean-shelter-aiuto-umanitario-per-gaza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#slide]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa valdese Torino]]></category>
		<category><![CDATA[clean shelter]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una donna palestinese e una israeliana ieri a Torino hanno presentato il progetto sostenuto dalla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Una donna palestinese e una israeliana ieri a Torino hanno presentato il progetto sostenuto dalla locale chiesa valdese e dal Gruppo di studi ebraici</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Nata e cresciuta a <strong>Gaza</strong>, <strong>Seba</strong></span><span class="s2"><strong> Abu-Daqa</strong> </span><span class="s3">si è laureata in Cisgiordania per poi trasferirsi prima in Egitto e poi a Berlino.</span></p>
<p class="p1"><span class="s3"><strong>Tom Kellner</strong> invece è nata ad <strong>Haifa</strong> in Israele, e si è trasferita a Berlino dove è ricercatrice universitaria di letteratura ebraica con la passione per il violoncello.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s3">Il loro primo incontro porta una data particolare: l’8 ottobre 2023, il giorno dopo l’attacco orchestrato da Hamas. Da settimane era stato pianificato in quel giorno il primo appuntamento organizzato da un gruppo di dialogo sulla condizione in Palestina e Israele, quel <a href="https://riforma.it/2025/01/22/seminare-pace/"><strong>Neve Shalom Wahat al-Salam</strong></a> che vi abbiamo già presentato sul nostro giornale, sostenuto anche dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e in visita proprio alle chiese evangeliche italiane lo scorso anno. </span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Israeliani e palestinesi collegati via Zoom, ognuno sconvolto per quanto appena avvenuto. Abu-Daqa partecipa ancora a qualche incontro ma poi sente che le sue priorità devono essere altre: la famiglia è quasi tutta bloccata nella Striscia, le giornate passano fra telefonate angosciate e tentativi di inviare qualche forma di soccorso. Kellner la contatta per esprimere solidarietà: stringono amicizia, decidono di organizzarsi per raccogliere fondi da spedire alla popolazione allo stremo.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s3"><strong>Da allora la strada fatta è stata tanta.</strong> Hanno creato una organizzazione umanitaria che ha scelto di concentrarsi su iniziative puntuali e fondamentali e l’hanno chiamata <strong>Clean Shelter</strong> (Rifugio Pulito). La priorità su cui concentrarsi la condividono: l’igiene, a partire dalla fornitura di servizi igienici utilizzabili, in un territorio dove reti fognarie e idriche non esistono praticamente più. Un problema soprattutto femminile, perché su loro ricade anche la cura di bambini e anziani.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s3"><strong>Le due donne ieri 30 settembre erano a Torino</strong>, ospiti della locale Chiesa valdese e del Centro di studi ebraici della città. Il perché ce lo spiega il presidente del Concistoro della Chiesa valdese di Torino, <strong>Sergio Velluto</strong>: «Torino, e il quartiere di San Salvario dove si trovano in pochi metri il tempio valdese, a la sinagoga ebraica, la moschea islamica e una chiesa cattolica, sono esempio di incontro, dialogo. Lo scorso autunno queste realtà multireligiose, che comprendono anche una presenza buddista, hanno </span><span class="s4">presentato l’appello “<a href="https://riforma.it/2025/10/07/mai-piu-per-nessuno-dalla-flotilla-allarca/"><span class="s5"><b>Mai più per nessuno</b></span></a>”, redatto e sottoscritto da credenti di varie fedi, per l’appunto ebrei, mussulmani, protestanti, buddisti e cattolici. Dopo un ciclo di incontri successivo abbiamo potuto conoscere questo progetto che ci è parso subito ottimale da sostenere, per la sua estrema pragmaticità oltre che per rappresentare un modello di dialogo e collaborazione fra ebrei e palestinesi».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p3"><span class="s3">L’incontro si è svolto nella Sala Carpanini del Comune di Torino, con i saluti di apertura del sindaco <strong>Stefano Lo Russo</strong> e gli interventi del teologo cattolico <strong>Ermis Segatti</strong>, di <strong>Sarah Kaminski</strong> del Gruppo Studi ebraici e di <strong>Bruna Laudi</strong> che del Gruppo è presidente, del monaco buddista <strong>Dharmapala</strong> (Claudio Torrero) e del pastore valdese <strong>Francesco Sciotto</strong>.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p3"><span class="s3">Parola poi alle due protagoniste che nei numeri hanno dimostrato l’estrema duttilità e capacità di intervento della loro associazione. Dal momento che Israele non consente, ad esempio, di far entrare cemento nella Striscia, le due hanno creato un team locale di artigiani che, muovendosi fra le macerie, sono in grado di recuperare e riadattare molti materiali, legno e tessuti in particolare, per provare a mettere toppe nelle abitazioni in cui in qualche modo si può immaginare di tornare a vivere.</span></p>
<p class="p3"><span class="s3"><strong>La fornitura di acqua pulita rappresenta certamente un valore enorme</strong>: ad oggi ogni giorno <strong>60mila persone</strong> possono usufruirne grazie a due desalinizzatori che è stato possibile acquistare grazie alle donazioni, tutte tracciate e recuperabili. Così come fondamentali sono i servizi igienici. Molti altri ancora i campi di intervento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p3"><span class="s3">Proprio la ricerca di nuovi donatori, nuovi contatti, nuove idee, è la motivazione di questi viaggi in Europa e negli Stati Uniti.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="p3"><span class="s3">Qui il sito internet in italiano con tutte le informazioni: <a href="https://cleanshelter8.wordpress.com/">https://cleanshelter8.wordpress.com/</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p3"><span class="s3">Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo più approfondito sulla giornata e l’intervista alle due attiviste.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-84570" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/4d94a219-6fff-474a-9324-0fc10f20a310-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/4d94a219-6fff-474a-9324-0fc10f20a310-300x225.jpeg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/4d94a219-6fff-474a-9324-0fc10f20a310-700x525.jpeg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/4d94a219-6fff-474a-9324-0fc10f20a310-600x450.jpeg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/4d94a219-6fff-474a-9324-0fc10f20a310.jpeg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/01/clean-shelter-aiuto-umanitario-per-gaza/">Clean Shelter, aiuto umanitario per Gaza</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>László Kósa, etnografo e studioso della Riforma ungherese</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/01/laszlo-kosa-etnografo-e-studioso-della-riforma-ungherese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa riformata in ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[László Kósa]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È mancato a 85 anni il professore, uno dei più grandi studiosi della Chiesa riformata...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>È mancato a 85 anni il professore, <span dir="auto">uno dei più grandi studiosi della Chiesa riformata ungherese</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Il 25 settembre, all&#8217;età di 85 anni, è mancato László Kósa, etnografo e vincitore del Premio Széchenyi, assegnato a personalità che si sono distinte in modo straordinario nel campo della vita scientifica e accademica in Ungheria. Membro  dell&#8217;Accademia Ungherese delle Scienze, Kósa è stato uno dei maggiori studiosi della Riforma ungherese, professore emerito del Dipartimento di Storia Culturale della Facoltà di Scienze Umanistiche dell&#8217;Università Eötvös Loránd e presbitero onorario della Chiesa Riformata di Budapest-Budahegyvidék.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<section class="block--paragraph" data-order="3">
<div class="block__content">
<div class="rich-text">
<p data-block-key="scnwp"><span dir="auto">László Kósa era nato a Cegléd nel 1942. Suo padre era un pastore riformato a Gyula e sua madre un&#8217;insegnante. Si è laureato all&#8217;Università Eötvös Loránd nel 1967, specializzandosi in lingua e letteratura ungherese ed etnografia. Dal 1967 è stato collaboratore scientifico del Gruppo di Ricerca Etnografica dell&#8217;Accademia Ungherese delle Scienze, diventandone in seguito collaboratore scientifico senior. Dal 1981 ha insegnato presso il Dipartimento di Storia Culturale della Facoltà di Scienze Umanistiche dell&#8217;Università Eötvös Loránd come professore associato, e dal 1987 ne è diventato direttore. Nel 1990 è stato nominato professore ordinario. Ha diretto il dipartimento per vent&#8217;anni, fino al 2007.</span></p>
<p data-block-key="scnwp">
<p data-block-key="d8sec"><span dir="auto">Nelle sue ricerche, si è occupato principalmente della storia culturale ungherese del XIX e XX secolo, della società contadina e del rapporto tra chiesa e società, in particolare della storia della cultura riformata.</span></p>
<p data-block-key="cghfj"><span dir="auto">Ha conseguito il dottorato in storia nel 1989. È stato eletto membro corrispondente dell&#8217;Accademia ungherese delle scienze nel 1998 e membro effettivo nel 2007. Il suo lavoro è stato riconosciuto con il Premio Gáspár Károli nel 2015 e il Premio Széchenyi nel 2017.</span></p>
<p data-block-key="9lk70"><span dir="auto">È stato uno dei più grandi studiosi della Chiesa riformata ungherese, autore, tra le altre cose, della storia delle chiese riformate di Gyula e della storia delle chiese riformate della capitale nel libro &#8220;Le chiese riformate di Budapest&#8221;.</span></p>
<p data-block-key="9lk70">
<p data-block-key="e1sdj"><span dir="auto">Non si allontanò mai dalle sue radici riformate, diventando presbitero e in seguito presbitero onorario della Chiesa riformata di Budahegyvidéki a Budapest.</span></p>
</div>
</div>
</section>
<section class="block--collapsibletext" data-order="4">
<div class="block__content">
<div class="faq">
<p class="faq__title">
</div>
</div>
</section><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/01/laszlo-kosa-etnografo-e-studioso-della-riforma-ungherese/">László Kósa, etnografo e studioso della Riforma ungherese</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Protezione e  conoscenza contro l’esclusione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/01/protezione-e-conoscenza-contro-lesclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Barretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola è per vocazione uno strumento di inclusione: le persone non possono essere considerate...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La scuola è per vocazione uno strumento di inclusione: le persone non possono essere considerate alla stregua degli oggetti</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">Nel corso delle ultime settimane, alcune questioni cruciali che riguardano l’accesso all’educazione, alcuni cambiamenti normativi in materia scolastica, e la partecipazione stessa alla vita democratica delle persone migranti e/o con <i>background migratorio</i> sono diventate oggetto di dibattito pubblico, politico e mediatico. A seguito dell’entrata in vigore del decreto sulla scuola, che stabilisce un tetto massimo del 30% alla presenza di studenti stranieri, e della rimozione, da parte di due agenti della Digos, di uno striscione con la scritta «Qui nessuno è stranier*», realizzato dai bambini di una scuola elementare di Genova – vicenda ancora in corso di chiarimento – sono stati numerosi i commenti di esperte ed esperti, docenti e rappresentanti di associazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><b>Tra le diverse reazioni, emergono due osservazioni</b> che consentono di mettere in relazione la rilevanza della questione con due fenomeni distinti ma strettamente connessi: da un lato, la persistenza strutturale delle barriere all’ingresso in diversi ambiti della società; dall’altro, una tendenza, particolarmente evidente nelle piattaforme social, relativa alla polarizzazione del dibattito. Iniziamo da dati: come si legge nel 31° <i>Rapporto sulle migrazioni</i> a cura della Fondazione ISMU, la composizione del gruppo bambini e ragazzi con background migratorio in Italia si rivela eterogenea: «il 59,5% è costituito da bambine/i con background migratorio nati in Italia, l’11,7% è nato all’estero ma arrivato prima dei 6 anni, il 17% è immigrato tra i 6 e i 10 anni, e l’11,8% è arrivato a 11 anni o più». Quindi circa l’88% delle persone minorenni con background migratorio è già presente nei primi anni della scuola primaria. In tale quadro – afferma il rapporto – «il sistema scolastico italiano si configura come spazio privilegiato di incontro interculturale, specchio di una <i>superdiversità</i> in cui si attuano quotidianamente pratiche per l’inclusione formativa delle nuove generazioni italiane».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><b>Nel 2024, ad accomunare i giovani, autoctoni e con background migratorio</b>, soprattutto maschi, è il rischio di dispersione scolastica, superiore rispetto alla media dell’Europa a 27 e peggiore proprio per i ragazzi “stranieri” presenti in Italia rispetto ad altri paesi europei. Nonostante i progressi permangono pertanto delle disuguaglianze sistemiche legate ad elementi strutturali: persistenza di pregiudizi culturali e di una visione eurocentrica della società e del mondo, barriere sociali ed economiche che rendono difficile l’accesso a percorsi differenti dal contesto di provenienza. In un Paese in cui l’accesso al mercato del lavoro è ancora fortemente condizionato dalle reti sociali e relazionali, il background migratorio, gli stereotipi e i pregiudizi culturali si intrecciano con una ulteriore dimensione di accesso, quella di classe, che però mediaticamente difficilmente viene posta al centro dell’analisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><b>E veniamo al secondo spunto di riflessione</b>, la necessità, avvertita come urgente da una parte della cittadinanza, di una nuova grammatica narrativa, capace di sostituire la retorica della paura e della sicurezza con un linguaggio dell’ascolto e dell’approfondimento. Il lessico giornalistico ha un ruolo importante nel plasmare l’immagine della realtà: cambiare il modo in cui vengono raccontate le persone con background migratorio, le minoranze e le soggettività vulnerabili significa intervenire sulla percezione della società. In Italia il percorso è ancora agli inizi, nel Belgio francofono, per esempio, si applica un vero e proprio “cordone sanitario”, che limita la partecipazione di esponenti politici con posizioni razziste, discriminatorie e antidemocratiche, riducendone la visibilità. Non significa censurare le dichiarazioni ma trasmetterle in differita in modo che possano essere contestualizzate e, nel caso delle interviste, accompagnate da spiegazioni e correzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;">In una fase caratterizzata da un flusso continuo di informazioni, che passano prevalentemente dai social network – secondo il 21° <i>Rapporto Censis</i>, l’82% degli italiani utilizza i social network e 7 italiani su 10 si informano utilizzando video brevi verticali e formati alternativi come i “meme” – scegliere prodotti giornalistici realizzati da collettivi della diaspora, conversazioni e contenuti proposti da esperte e attivisti razzializzati, può contribuire a diffondere “cordoni sanitari mediatici”. Come ha affermato Danilo De Biasio, direttore del Festival dei Diritti umani, «razzismo e suprematismo sono fratelli gemelli. Catalogano ossessivamente tutto. Ma i cataloghi sono usati per le merci, non per le persone. Tranne per razzisti e suprematisti che considerano gli esseri umani come cose».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><i>Paola Barretta è portavoce dell’Associazione Carta di Roma</i></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/01/protezione-e-conoscenza-contro-lesclusione/">Protezione e  conoscenza contro l’esclusione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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