Svizzera, sì ai matrimoni fra persone dello stesso sesso

La chiesa evangelica riformata aveva aperto alle nuove forme di unione sancite ora definitivamente dal referendum popolare

In Svizzera il 64% dei votanti al referendum ha detto sì ai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Favorevoli tutti i cantoni al quesito, che include la possibilità di adozione e la possibilità per le coppie di donne di accedere alla donazione di spermatozoi, con i figli che avranno diritto a conoscere l’identità del padre biologico. Rimangono vietati la donazione di ovuli e il cosiddetto “utero in affitto”.

L’Italia rimane così l’unica nazione dell’Europa occidentale a non avere una legislazione in materia, ferma al già faticosissimo traguardo delle unioni civili del 2017. A farci compagnia l’Ungheria, la Polonia e la Grecia.

Il Consiglio della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (Ceris) ha colto in queste settimane l'occasione di questa votazione per ricordare le decisioni, appoggiate a larga maggioranza, assunte nelle recenti assemblee dei delegati della Federazione delle Chiese protestanti della Svizzera (Feps), che da gennaio 2020 ha cambiato denominazione appunto in Ceris.

1. Nella riunione estiva 2019, si è discusso a lungo sulla relazione e la conseguente risposta del Consiglio alla mozione "Famiglia - matrimonio - unione - sessualità in chiave protestante"  presentata dalla Chiesa evangelica riformata del Canton San Gallo. I delegati hanno accolto il messaggio centrale della posizione enunciata dal Consiglio: «Siamo voluti da Dio così come siamo stati creati. Non possiamo scegliere il nostro orientamento sessuale. Lo integriamo come espressione della nostra pienezza di creatura».

Questa fondamentale affermazione teologica differenzia il punto di vista teologico da un approccio puramente biologico. La teologia della Creazione qualifica infatti l'essere vivente come dono del Creatore. Tuttavia, la prospettiva teologica di un Dio che dona gratuitamente si applica a tutta la vita e in tutta la sua diversità. Il rispetto per le molteplici forme di vita trova così il suo fondamento nella convinzione che la volontà del Creatore si manifesta in ogni espressione della vita. La biologia, invece, descrive il vivente, ma non dice nulla sulla sua qualità nel senso della teologia della creazione, né sul suo valore.

La decisione all'epoca aveva suscitato un'intensa discussione pubblica, che era stata svolta principalmente da pastori. I contributi conservatori e minoritari sono stati ispirati dall'argomento della Teologia della Creazione. Gli approcci progressisti, d'altra parte, hanno attirato l'attenzione sulla storia della salvezza e sulla venuta del Regno di Dio che si riflette nell'unità di tutti i battezzati; un'unità che tocca anche il matrimonio tra due esseri umani.

2. La discussione è proseguita all'Assemblea dei delegati autunnali 2019, che ha confermato e chiarito attraverso tre decisioni la posizione di base assunta nella precedente sessione:

La prima: l'Assemblea dei Delegati sostiene l'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso nel diritto civile.

La seconda: l'Assemblea dei Delegati raccomanda alle Chiese membro di adottare l'eventuale modifica della definizione di matrimonio civile come prerequisito per il matrimonio religioso.

La terza: l'Assemblea dei Delegati raccomanda alle Chiese aderenti che la libertà di coscienza dei pastori sia ovviamente garantita come per tutti gli altri atti ecclesiastici.

Questi punti, adottati ciascuno con una maggioranza di due terzi, rappresentano un'importante pietra miliare nel dibattito ecclesiale. Oltre ad approvare l'apertura del matrimonio civile alle coppie omosessuali, tali decisioni hanno valore di raccomandazione, in quanto riguardano aspetti che rientrano nella competenza decisionale delle Chiese cantonali. Sulla base della sua decisione di merito presa in estate, il Sinodo raccomanda alle sue Chiese che, dopo l'apertura del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, il matrimonio religioso sia reso accessibile anche a tutte le coppie sposate civilmente. La raccomandazione di una dispensa per i membri del corpo pastorale che non aderiscono alla posizione maggioritaria fa appello allo spirito di comunione fraterna che si sa legato all'unità della Chiesa di Gesù Cristo indipendentemente da eventuali differenze su questioni specifiche. Allo stesso modo, un pastore che può avere delle riserve su alcune richieste è invitato a vivere lo spirito di comunione fraterna con tutti i suoi interlocutori.

 

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