COVID-19: i leader religiosi esortano il G7 a porre fine alla disuguaglianza dei vaccini

Fondamentale garantire che i vaccini raggiungano i paesi più poveri

I leader religiosi di tutto il mondo hanno scritto una lettera aperta a Boris Johnson e ai leader del G7 prima del vertice che apre oggi venerdì 11 giugno chiedendo la revoca dei brevetti sui vaccini e un aumento dei finanziamenti per garantire che i vaccini raggiungano i paesi più poveri e prevengano la diffusione di ulteriori varianti del virus.

Il G7 è il gruppo di paesi ricchi che comprende Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Quest'anno il vertice del G7 si svolge in Cornovaglia dall'11 al 13 giugno 2021.

La lettera è stata firmata da Martin Junge, Segretario generale della Federazione luterana mondiale, dal Dalai Lama; dall' ex arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, che ora presiede Christian Aid;  da Emmanuel, il metropolita anziano di Calcedonia che rappresenta il Patriarcato ecumenico ortodosso, e da Thabo Makgoba, arcivescovo anglicano di Cape Town.

Nella lettera i firmatari riconoscono il lavoro dell'Access to COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A) dell'Organizzazione mondiale della sanità che ha consegnato vaccini a più di 100 paesi. Ma sottolineano che rimane un'enorme mancanza di equità vaccinale tra ricchi e poveri. La lettera richiede ulteriori finanziamenti e passi coraggiosi per aumentare la produzione.

Scrivono: «I paesi a basso reddito rappresentano meno dell'1% delle 900 milioni di dosi somministrate fino ad oggi. I paesi più ricchi rappresentano oltre l'83%. Il divario vaccinale tra le parti più ricche e quelle più povere del mondo cresce di giorno in giorno».

I leader religiosi danno anche il loro sostegno alle richieste di rinunciare ai brevetti sui vaccini per rendere più rapida e facile la distribuzione nei paesi con una bassa copertura vaccinale.

«La rinuncia alle norme sulla proprietà intellettuale – proposta che sta riscuotendo il sostegno di un numero crescente di Paesi del G7 – ci offre l'opportunità non solo di rilanciare la produzione ma anche di diversificare i siti di produzione. Ciò ridurrà il periodo di tempo prima che venga raggiunta l'immunità di gregge, un periodo durante il quale possono emergere varianti potenzialmente pericolose».

Nonostante i successi dello schema ACT-A, avvertono che senza un aumento dei fondi da parte dei leader del G7 il progresso si fermerà:

«Mentre molti paesi del G7 sono stati generosi nel loro contributo all'ACT-A, è motivo di grave preoccupazione per noi che il deficit di finanziamento per ACT-A sia di 19 miliardi di dollari quest'anno. Poiché i paesi cercano di aumentare i tassi di copertura vaccinale, il divario di finanziamento aumenterà a meno che i paesi non aumentino il sostegno. Abbiamo bisogno di azioni per abbassare i costi attraverso deroghe alla proprietà intellettuale e la condivisione di competenze e risorse con i produttori generici.

Il G7 ha una responsabilità speciale in entrambe queste aree. Come gruppo delle più grandi economie del mondo, i vostri impegni finanziari creeranno o distruggeranno l'ambizione di ACT-A. Vi esortiamo quindi ad accettare la formula di condivisione degli oneri proposta da Norvegia e Sudafrica e inviata a 89 paesi, in base alla quale il G7 accetterebbe collettivamente di sostenere il 63 per cento del costo per colmare il gap finanziario».

Il vertice del G7, che inizia oggi in Cornovaglia, in Inghilterra, sarà un momento cruciale per accelerare lo sforzo globale di vaccinazione ed è visto come un test chiave per il governo del Regno Unito e del G7 nel suo insieme.

I religiosi concludono la loro lettera: «Riteniamo che approcci più equi alla vaccinazione nei paesi più poveri del mondo siano sia un obbligo etico che un imperativo epidemiologico se vogliamo proteggere le persone vulnerabili ovunque vivano, compresi i cittadini del G7. Il vecchio assioma che "la nostra vita e la nostra morte sono con il nostro prossimo" non è mai stato più appropriato e vi esortiamo a rispondere rapidamente ed efficacemente a questa sfida».

Gli appelli del mondo delle chiese per chiedere la liberalizzazione dei vaccini si sono susseguite in questi mesi come si può veder qui e qui.

 

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