Far parte del popolo di Dio

Un giorno una parola – commento a Esodo 19, 6      

Mi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa
Esodo 19, 6

In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui
Efesini 1, 4

I figli d’Israele vivono ormai da tanto tempo in Egitto, in schiavitù. Dio sente i loro gemiti a causa dell’oppressione che subivano e si ricorda del suo patto con i patriarchi (Es. 2, 23-25). Dio li conduce fuori dalla schiavitù egiziana per compiere la promessa, fatta ai loro antenati, di concedere loro una terra.

Oggi siamo con il popolo d’Israele nel deserto del Sinai davanti al monte. Saliamo con Mosé verso Dio. Sentiamo la voce che lo chiama. Dio si rivolge a Mosé per affidargli un messaggio per la casa di Giacobbe e i figli d’Israele. Silenzio! Adesso sta parlando Dio: «Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia» (v. 5).

Con queste parole Dio introduce il grande dono della legge, che d’ora in avanti, verrà sempre menzionata quando parlerà del suo patto con Israele. Questo popolo diventerà un popolo santo, un regno di sacerdoti, se osserverà la legge donata.

Con il nuovo patto nel sangue di Gesù Cristo versato per noi (cfr. Luca 22, 20), siamo entrati anche noi a far parte dal popolo eletto di Dio. Giustificati dalla grazia di Dio per amore di Cristo mediante la sola fede. Senza opere buone. Tuttavia, la fede, a sua volta, abbonda in buone opere. Tutti i credenti adesso fanno parte della stirpe eletta, sono una gente santa e un sacerdozio regale (cfr. 1 Pietro 2, 9). Per questo, nella tribolazione, nell’angoscia, nella persecuzione, nella fame, nella nudità, nella malattia e in ogni pericolo di vita siamo più che vincitori. Ricordiamoci che siamo santificati nel nome di Dio, e Gesù Cristo, morto e risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi. Infatti, la nostra vittoria è solo in virtù dell’amore di Dio per noi, dal quale niente e nessuno ci separerà, che è nel nostro Signore, Gesù Cristo (cfr. Rom 8, 35-39).

Immagine: Mosè, (mosaico, 546/556 d. C.), Basilica di San Vitale, Ravenna

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