“L’integrazione genera benefici”: a dirlo 21 Comuni italiani

Iniziata ieri “City to City Visit”, la due giorni di incontri tra i comuni italiani e l’agenzia Onu per le nazioni Unite all’insegna della “Carta per l’integrazione” 

 

È iniziata ieri a Bologna la quarta edizione della “City to City Visit“, la due giorni di incontri dei Comuni italiani che con l’Agenzia Onu per i Rifugiati hanno elaborato e sottoscritto la Carta per l’Integrazione delle persone rifugiate. L’adesione del Comune di Verona, è stata la più recente, e ha portato a ventuno il numero complessivo delle amministrazioni aderenti. 

 

«La due giorni – ricordano i promotori – è anche l’occasione ideale per lanciare il terzo Rapporto della Carta per l’Integrazione». L’iniziativa organizzata dal Comune di Bologna, da Asp Città di Bologna e dall’Unhcr, segue quattro precedenti incontri: Torino, Milano, Roma e Napoli, e riunisce molti rappresentanti dei comuni italiani, addetti e funzionari del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sindaci e operatori dell’Anci (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani), con l’intento di consolidare e valorizzare i percorsi di inclusione delle persone rifugiate a livello locale.

 

Al centro dell’agenda alcuni temi strategici: la partecipazione attiva delle persone rifugiate alla vita sociale e pubblica; la governance della rete dei comuni aderenti alla Carta per l’Integrazione e l’accesso all’abitare, che è una delle principali sfide per l’inclusione secondo lo Studio sulla condizione socioeconomica delle persone rifugiate dell’Unhcr, e che rileva, tragicamente, che quasi una persona rifugiata su dieci vive oggi in condizioni di estrema fragilità abitativa.

Il terzo Rapporto evidenzia quanto la rete dei comuni aderenti sia cresciuta fino a includere otto delle dieci città più grandi d’Italia e quanto, nelle province, vivano oltre 167.000 persone richiedenti asilo o titolari di protezione, circa il 39% del totale nazionale. 

Nel solo 2025, si legge, «i comuni italiani aderenti alla Carta e alla rilevazione hanno fornito supporto a quasi 14.000 persone, mentre 32.000 hanno usufruito dei servizi di front office».

Le città della Carta, dimostrano anche «quanto l’integrazione sia un processo che genera benefici condivisi quando una persona rifugiata trova un lavoro, una casa e riacquista la propria autonomia. Non solo le si restituisce dignità, ma si arricchisce così l’intera comunità», ha affermato Francesca Bonelli, rappresentante dell’Unhcr per l’Italia.

Foto: ©UNHCR/Salvarore Cavalli