L’annuncio della salvezza include chiunque?

Un giorno una parola – commento a Luca 5, 27-28

 

 

Noi serviremo il Signore, perché lui è il nostro Dio

Giosuè 24, 18

 

 

Gesù notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo

Luca 5, 27-28

Nel raccontare la storia della chiamata di Gesù rivolta ad un uomo considerato escluso dal punto di vista sociale e religioso, l’evangelista Luca chiede al lettore biblico di rispondere ad una domanda: l’annuncio dell’evangelo della salvezza e della libertà include tutti o solo alcuni?

 

Il nostro personaggio apparteneva, a motivo della sua attività di esattore delle tasse, alla categoria degli esclusi. Lavorare a favore del dominatore romano e utilizzare il proprio potere economico per arricchirsi a danno dei molti, erano motivi più che validi per essere allontanati dalla Sinagoga e dalla appartenenza al popolo dei credenti.

 

Gesù agisce proprio all’interno di questa situazione sociale di esclusi. Egli vuole chiamare tutti e la domanda implica, come in questo episodio, una risposta immediata e radicale: “Seguimi”. Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo.

Levi, da parte sua, non pone domande e si pone al seguito di Gesù con gioia tanto da organizzare con tutti i suoi amici un grande banchetto, come si ricorderà nei versetti seguenti. Risposta gioiosa perché vuol dire iniziare un nuovo cammino di vita in piena libertà e con una nuova dignità: non più l’escluso, ma discepolo di Gesù.

 

Ogni lettore deve ora non solo capire il racconto e il suo messaggio, ma decidere di seguire questo Maestro senza porre domande e con grande allegrezza riprendere il proprio vivere con riconoscenza perché il Signore nel chiamare tutti costruisce una nuova comunità di viventi testimoni del Regno di Dio. Amen.