Clean Shelter, aiuto umanitario per Gaza

Una donna palestinese e una israeliana ieri a Torino hanno presentato il progetto sostenuto dalla locale chiesa valdese e dal Gruppo di studi ebraici

 

Nata e cresciuta a Gaza, Seba Abu-Daqa si è laureata in Cisgiordania per poi trasferirsi prima in Egitto e poi a Berlino.

Tom Kellner invece è nata ad Haifa in Israele, e si è trasferita a Berlino dove è ricercatrice universitaria di letteratura ebraica con la passione per il violoncello.

 

Il loro primo incontro porta una data particolare: l’8 ottobre 2023, il giorno dopo l’attacco orchestrato da Hamas. Da settimane era stato pianificato in quel giorno il primo appuntamento organizzato da un gruppo di dialogo sulla condizione in Palestina e Israele, quel Neve Shalom Wahat al-Salam che vi abbiamo già presentato sul nostro giornale, sostenuto anche dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e in visita proprio alle chiese evangeliche italiane lo scorso anno.

Israeliani e palestinesi collegati via Zoom, ognuno sconvolto per quanto appena avvenuto. Abu-Daqa partecipa ancora a qualche incontro ma poi sente che le sue priorità devono essere altre: la famiglia è quasi tutta bloccata nella Striscia, le giornate passano fra telefonate angosciate e tentativi di inviare qualche forma di soccorso. Kellner la contatta per esprimere solidarietà: stringono amicizia, decidono di organizzarsi per raccogliere fondi da spedire alla popolazione allo stremo. 

 

Da allora la strada fatta è stata tanta. Hanno creato una organizzazione umanitaria che ha scelto di concentrarsi su iniziative puntuali e fondamentali e l’hanno chiamata Clean Shelter (Rifugio Pulito). La priorità su cui concentrarsi la condividono: l’igiene, a partire dalla fornitura di servizi igienici utilizzabili, in un territorio dove reti fognarie e idriche non esistono praticamente più. Un problema soprattutto femminile, perché su loro ricade anche la cura di bambini e anziani. 

 

Le due donne ieri 30 settembre erano a Torino, ospiti della locale Chiesa valdese e del Centro di studi ebraici della città. Il perché ce lo spiega il presidente del Concistoro della Chiesa valdese di Torino, Sergio Velluto: «Torino, e il quartiere di San Salvario dove si trovano in pochi metri il tempio valdese, a la sinagoga ebraica, la moschea islamica e una chiesa cattolica, sono esempio di incontro, dialogo. Lo scorso autunno queste realtà multireligiose, che comprendono anche una presenza buddista, hanno presentato l’appello “Mai più per nessuno”, redatto e sottoscritto da credenti di varie fedi, per l’appunto ebrei, mussulmani, protestanti, buddisti e cattolici. Dopo un ciclo di incontri successivo abbiamo potuto conoscere questo progetto che ci è parso subito ottimale da sostenere, per la sua estrema pragmaticità oltre che per rappresentare un modello di dialogo e collaborazione fra ebrei e palestinesi».

 

L’incontro si è svolto nella Sala Carpanini del Comune di Torino, con i saluti di apertura del sindaco Stefano Lo Russo e gli interventi del teologo cattolico Ermis Segatti, di Sarah Kaminski del Gruppo Studi ebraici e di Bruna Laudi che del Gruppo è presidente, del monaco buddista Dharmapala (Claudio Torrero) e del pastore valdese Francesco Sciotto. 

 

Parola poi alle due protagoniste che nei numeri hanno dimostrato l’estrema duttilità e capacità di intervento della loro associazione. Dal momento che Israele non consente, ad esempio, di far entrare cemento nella Striscia, le due hanno creato un team locale di artigiani che, muovendosi fra le macerie, sono in grado di recuperare e riadattare molti materiali, legno e tessuti in particolare, per provare a mettere toppe nelle abitazioni in cui in qualche modo si può immaginare di tornare a vivere.

La fornitura di acqua pulita rappresenta certamente un valore enorme: ad oggi ogni giorno 60mila persone possono usufruirne grazie a due desalinizzatori che è stato possibile acquistare grazie alle donazioni, tutte tracciate e recuperabili. Così come fondamentali sono i servizi igienici. Molti altri ancora i campi di intervento.

 

Proprio la ricerca di nuovi donatori, nuovi contatti, nuove idee, è la motivazione di questi viaggi in Europa e negli Stati Uniti. 

Qui il sito internet in italiano con tutte le informazioni: https://cleanshelter8.wordpress.com/

 

Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo più approfondito sulla giornata e l’intervista alle due attiviste.