La Buona novella. Educare con l’esempio

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

 

Succede in una coppia famosa che il ricordo di lui sopravanzi, e talora annulli l’individualità e l’opera di lei. La Val di Susa ha reso giustizia, nell’anno del “Centenario Gobettiano”, alla feconda testimonianza di vita di Ada Prospero, la moglie di Piero, che la chiamava “la mia Beatrice”, e senza l’impegno della quale non sarebbero state possibili le tre riviste fondate, e la casa editrice, e – dopo la tragica morte di lui, neanche venticinquenne – la conservazione e diffusione della sua memoria, fino a fondare il Centro studi che porta il suo nome, in via Fabro 6 a Torino, donando la casa dove vissero giovani sposi, la biblioteca e i documenti.

 

La Val di Susa trasuda il ricordo di Ada, perché lei a Meana affittò una casa e durante la Resistenza ne fece una base di collegamento con il gruppo di “Giustizia e Libertà” che si ritrovava a Torino in via Fabro, e ne narrò nel Diario partigiano, scritto nel dopoguerra dalle annotazioni, su stimolo di Benedetto Croce, che anch’egli villeggiava a Meana. Attività che le fu riconosciuta dal Cln con la nomina di vicesindaca di Torino, e poi con la qualifica di “maggiore” e la medaglia d’argento.

 

Dal 2009 una biblioteca a Vaie è stata intitolata a lei; il 2 giugno 2025 Venaus le ha dedicato una strada (sindaco Avernino di Croce) e quest’anno Meana (sindaco Federico Ragalzi) ha inaugurato una targa in suo nome, e un tabellone con fotografie che cita le sue stesse parole, su un tema che fu proprio suo, di Ada: la pedagogia, che la portò a fondare Il giornale dei genitori, continuato dopo la morte di lei da Gianni Rodari. E significativamente targa e tabellone sono stati posti davanti alle scuole: «I bambini si educano moralmente coll’esempio – leggiamo – e coll’atteggiamento che noi stessi assumiamo nei confronti delle cose della vita».