Abbondare nella speranza per la giustizia e la pace
È stato il tema della Conferenza della Federazione luterana mondiale sulla leadership ecclesiale in Asia tenutasi in Indonesia
Si è conclusa la Conferenza della Federazione Luterana Mondiale (LWF) sulla leadership ecclesiale in Asia (ACLC) del 2026, tenutasi a Giacarta, in Indonesia, dal 9 al 15 settembre.
La conferenza – il cui tema è stato «Abbondare nella speranza per la giustizia e la pace» – ha riunito rappresentanti delle chiese membri della LWF provenienti dall’Asia e da altre regioni che hanno condiviso giornate di culto, comunione e discernimento, nel contesto delle sfide della regione.
Gli interventi principali, tenuti da docenti di seminari in Indonesia e India, hanno fornito le basi teologiche per i dibattiti successivi.
Il Rev. Dr. Sukanto Limbong, del seminario teologico della Chiesa cristiana protestante Batak (HKBP) in Indonesia, ha affrontato il tema di quella che ha definito una “pandemia di ingiustizia”, sostenendo che la chiesa, in questo momento, deve astenersi dal cercare soluzioni semplici o dal tentare di “imporre” soluzioni di pace in qualsiasi contesto. Piuttosto, ha osservato, la pace «è il risultato naturale che si ottiene quando la giustizia viene instaurata all’interno di relazioni sane». La vera pace, ha affermato Limbong, «sboccia solo quando la giustizia e l’equità sono praticate sinceramente». Per la chiesa, ha aggiunto, «questo è un chiaro invito a perseguire la giustizia per gli emarginati, a proteggere i vulnerabili e a ripristinare le relazioni spezzate, confidando che la pace seguirà come dono di Dio».
Il Rev. Dr. Idan Topno, del Gossner Theological College in India, è intervenuto sul tema «Movimenti di dissenso come segni di speranza», sottolineando l’importanza di riconoscere il dissenso come parte integrante della vocazione cristiana e come aspetto necessario per far sentire la propria voce al fine di costruire o ripristinare la giustizia laddove essa è assente. In particolare, ha descritto la voce di dissenso di Gesù come «mai un grido d’odio, bensì un annuncio della verità di Dio nell’amore. Egli rovesciò i tavoli dello sfruttamento, affrontò l’ipocrisia e risollevò gli umili: non per distruggere, ma per rivelare Dio come un Dio di compassione e giustizia». La chiesa contemporanea è chiamata «ad ascoltare quella stessa voce evangelica con l’atteggiamento di Cristo: audace nella verità, tenera nella misericordia, salda nella speranza. Dissentire nel suo nome significa incarnare l’amore di Dio, rifiutandosi di accettare l’ingiustizia come normalità», ha concluso.
L’ACLC ha offerto uno spazio per discutere delle sfide chiave della regione – dall’oppressione dei palestinesi in Terra Santa alla situazione in Myanmar, dai disordini sociali e la restrizione degli spazi civili a Hong Kong alle realtà vissute dalle comunità indigene in Indonesia e dalle comunità cristiane in Giappone – ma anche di come le chiese stiano rispondendo e offrendo testimonianza nei rispettivi contesti a favore di giustizia, pace e riconciliazione.
I partecipanti hanno inoltre riflettuto sulla loro testimonianza condivisa all’interno della comunione globale, discutendo del quadro della LWF sulla responsabilità reciproca, che include la cooperazione transfrontaliera e relazioni basate sul rispetto tra le chiese.
Domenica, i partecipanti hanno preso parte alle funzioni religiose presso sei diverse congregazioni di Giacarta. In particolare, la Segretaria Generale della LWF, la Rev. Dr.ssa Anne Burghardt, ha predicato presso la congregazione HKBP Perumnas Klender, nella zona est di Giacarta, che conta circa 5.000 fedeli.
Nel suo sermone basato su Esodo 14,19-31, Burghardt ha osservato come Dio stia dalla parte degli oppressi e degli emarginati, anziché da quella dell’oppressore. Nella conclusione Burghardt ha ricordato ai presenti che la fede non è la meta, ma l’inizio, nonché un cammino costante con Dio. «Ciò che Dio inizia non finisce nella disperazione e nella sconfitta. Possono esserci momenti di disperazione e sconfitta, momenti lunghi, forse persino insopportabili. Ma questi momenti non avranno l’ultima parola se ci aggrappiamo alle promesse di Dio», ha aggiunto.