«L’alternativa all’incontro e al dialogo è solo ulteriore divisione e scontro»
Il Consiglio ecumenico delle chiese riceve una delegazione della Chiesa ortodossa russa e ribadisce il suo esser luogo di incontro, «ponte tra le divisioni e i conflitti del mondo»
Martedì 15 settembre, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), il pastore Jerry Pillay, ha ricevuto una delegazione della Chiesa ortodossa russa, guidata dal metropolita Anthony, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca. Anche il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Cec, ha partecipato all’incontro in collegamento internet.
Il segretario generale del Cec aveva invitato il metropolita Anthony per consultazioni reciproche nell’ambito degli sforzi del Consiglio ecumenico per il dialogo e la pace, e nel contesto delle attuali riflessioni sull’Appello Ecumenico per una Pace Giusta, a 15 anni dalla sua pubblicazione.
«L’incontro è stato un franco, aperto e costruttivo scambio di opinioni su guerra, pace, libertà religiosa, rapporti tra le chiese, armi nucleari e sul messaggio e le azioni delle chiese in tale contesto», ha affermato Pillay al termine dell’incontro. «È stato chiaro a tutti i partecipanti che abbiamo bisogno di più conversazioni di questo tipo, non di meno. La Chiesa deve parlare unita contro la violenza e l’ingiustizia, e la via per questa testimonianza comune è il dialogo. L’alternativa all’incontro e al dialogo è solo ulteriore divisione e scontro».
Pillay ha ribadito l’impegno del Consiglio ecumenico delle chiese «a fungere da ponte tra le divisioni e i conflitti del mondo».