La presenza viva di Dio in mezzo a noi
Un giorno una parola – commento a I Cronache 13, 8
Davide e tutto Israele facevano festa davanti a Dio, a tutta forza, cantando e suonando cetre, salteri, timpani, cembali e trombe
I Cronache 13, 8
Siete sempre gioiosi
I Tessalonicesi 5, 16
In I Cronache 13, 8 vediamo il popolo che accompagna l’arca con festa – un’immagine potente della presenza viva di Dio in mezzo a noi. Il Signore non è un’idea distante: è un Dono che porta redenzione. La sua salvezza è una realtà che riunisce, guarisce e illumina il volto della comunità, trasformando la paura in passo deciso, la tristezza in danza. Per questo l’invito è semplice e urgente: tornate alla gioia del Signore, siate sempre gioiosi (1 Tessalonicesi 5, 16), cantate, celebrate.
Nel tempo presente, segnato da conflitti e sofferenze, questo richiamo assume un rilievo pastorale concreto e diventa un invito urgente alla cura d’anime. Non minimizziamo il dolore dei perseguitati, delle sfollate e di chi vive nella paura; riconosciamo però che la gioia cristiana non è evasione, ma forza che nasce dalla certezza della redenzione in Cristo. La nostra festa diventa testimonianza: una dichiarazione che, anche nel buio, Dio viene, dà speranza e consola.
È il tempo di prenderci cura l’uno dell’altra, visitare i feriti, accogliere chi fugge, pregare per coloro che hanno responsabilità di guida e operare per la pace con le mani e con il cuore; di prendere i tamburi – cioè fare rumore di speranza – e danzare in girotondo perché la lode pubblica e la gioia condivisa sono atti di resistenza spirituale contro l’ombra della disperazione.
Signore, dona al tuo popolo coraggio e gioia; apri i nostri occhi per vedere chi ha bisogno; rendici strumenti di pace e di accoglienza al servizio del prossimo. Amen.